L’orrore in Iraq e il silenzio
Berlusconi e i suoi gridano "sciacallo" a chi continua a denunciare (come faceva già un anno fa) le conseguenze di questa guerra, mentre l'Italia vive la tragedia della morte di almeno 18 connazionali che allunga drammaticamente la lista delle vittime nella polveriera irachena. È il momento del cordoglio. Il pensiero pietoso va innanzitutto ai morti e alle loro famiglie, che questa volta, purtroppo, sono più vicini a noi. Ma anche in memoria delle vittime è giusto gridare che questa scellerata avventura bellica ha creato un teatro di sangue nel quale oggi si muovono agevolmente i carnefici delle autobombe e delle mine. E la gente, civile e militare, muore.
