L’orrore in Iraq e il silenzio

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Berlusconi e i suoi gridano "sciacallo" a chi continua a denunciare (come faceva già un anno fa) le conseguenze di questa guerra, mentre l'Italia vive la tragedia della morte di almeno 18 connazionali che allunga drammaticamente la lista delle vittime nella polveriera irachena. È il momento del cordoglio. Il pensiero pietoso va innanzitutto ai morti e alle loro famiglie, che questa volta, purtroppo, sono più vicini a noi. Ma anche in memoria delle vittime è giusto gridare che questa scellerata avventura bellica ha creato un teatro di sangue nel quale oggi si muovono agevolmente i carnefici delle autobombe e delle mine. E la gente, civile e militare, muore.

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Tra qualunquismo e neoaziendalismo

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di Fabio Galluccio 27 ottobre - 8 novembre: Il centrosinistra vince a Trento, a Bolzano con il supporto della SVP e per l'elezione al Parlamento del sostituito di Illy a Trieste con percentuali ottime. Circa il 70% dell'elettorato vota a favore degli uomini del centrosinistra. L'indomani c'è sciopero dei giornalisti ed escono soltanto giornali vicini alla destra.

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Nomadi per decreto

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(Questa recensione del volume "Figli del ghetto" di Nando Sigona, edito da Nonluoghi, è uscita sul quotidiano Il Manifesto di sabato scorso, 29 ottobre). di Giovanna Boursier * Della cultura e del mondo dei rom e sinti, in Italia, si parla poco. Per questo quando succede bisognerebbe cercare di farlo bene, considerato anche il fatto che si dice di almeno 150mila uomini, donne e bambini che vivono ormai stabilmente nel nostro paese. Ci riesce, indubitabilmente, Nando Sigona, in un libro importante, Figli del ghetto (Nonluoghi edizioni, pp. 156 , euro 11).

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È morto Nino Recupero

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È con profondo dolore che apprendiamo la tragica notizia della morte del professor Nino Recupero, che si è spento prematuramente la notte scorsa. Nino Recupero era nato a Catania nel 1940 e insegnava Storia moderna alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano (come professore di ruolo di seconda fascia), dove da tre anni teneva anche i corsi di Storia delle istituzioni politiche e sociali.

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La cultura italiana ai tempi di Harry Potter

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Qualche settimana fa ero in Posta, un piccolo ufficio in un piccolo paese di campagna. Sono trasalito leggendo un cartello affisso al vetro davanti all'impiegato, recitava all'incirca così: "Qui puoi prenotare la tua copia di Harry Potter". Leggere quell'avviso mi ha dato un po' di fastidio. Ho pensato, alla faccia dei problemi di distribuzione della piccola editoria indipendente. [1]

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L’insurrezione popolare in Bolivia

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di Giacomo Catrame * L'insurrezione boliviana ha ottenuto i suoi due obiettivi. La straordinaria mobilitazione di popolo, partita dalle campagne e guidata dalle organizzazioni dei contadini e dei cocaleros, composte per lo più da indios Quechua ed Aymara (il 61,2 % della popolazione) ha man mano unificato le multiformi opposizioni al presidente Gonzalo Sanchez de Lozada e, nonostante la ferocia della repressione ha imposto alle classi dominanti di abbandonare quest'ultimo che, in pieno stile "repubblica delle banane" è fuggito a Miami scappando in elicottero dalla residenza presidenziale.

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La maggioranza traballa, l’opposizione la sorregge

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di Massimo Ortalli * Che il "compagno" Fini, abiurando alla sua pluriennale militanza fascista, arrivasse a dare del neofascista a Bossi; che l'ex squadrista La Russa venisse affrontato e malmenato da un manipolo di squadristi di Forza Nuova, con materica simbolicità, proprio in via della Scrofa. Eppure è quel che succede in questi strani giorni nella politica italiana che, per quanto sia abituata alle più fantasiose sceneggiate e ai più inverosimili rimescolamenti di carte, vede oggi agitarsi sempre più le sue torbide acque.

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Libertà d’informazione, Italia al 53° posto

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di Fabio Galluccio 10-26 ottobre: Ancora morti nel mare di Lampedusa: persone che cercano solo una speranza in Paesi stranieri. Altri bambini muoiono in mare. Più di 200 i morti accertati dal gennaio 2003. Un' ecatombe che pesa sul nostro Paese e su questo governo. Un governo che ha espresso una legge invereconda come la Bossi-Fini, che lo stesso ministro dell'Interno Pisanu chiede di cambiare. L'Italia non mantiene gli impegnii presi con i paesi nordafricani sul controllo delle coste. Intanto Bossi riafferma i suoi principi xenofobi.

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Il crocefisso in aula e la laicità della Repubblica

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A sentire i tg di ieri, nel mondo politico e culturale italiano non ci sarebbero quasi crepe nel muro di condanna della sentenza di Tribunale che obbliga una scuola a togliere il crocefisso delle aule frequentate dai figli di un musulmano che era ricorso in giudizio. In altre parole, i più sarebbero scandalizzati da una sentenza che sembra richiamarsi alla laicità della Repubblica e alla libertà di religione affermata dalla Carta costituzionale. Non scandalizzerebbe, invece, il triste paradosso che la tutela dall'invasività della religione (cattolica) sia affidata alle azioni legali di un islamico noto per il suo radicalismo. Sarà che i tg - come sempre - avranno oscurato molte voci di dissenso (siamo un Paese di 60 milioni di abitanti, ma a vedere dai mass media il diritto di parola spetta ai soliti quattro gatti); certo resta l'imbarazzo di sentire esponenti delle "sinistre" assecondare le logiche autoritarie di chi difende a spada tratta (e con scudo crociato) il decreto fascista del 1924, mai "abrogato", che rende obbligatoria l'esposizione del crocefisso nelle scuole del Regno.

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