Clima e aria avvelenata: che dire di chi ora simpatizza a parole con i giovani in piazza ma per decenni ha tradito (e offeso) gli ecologisti?

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Piccola premessa: persiste nella politica e nella tecnocrazia una vasta schiera di decisori che da decenni minimizzano e banalizzano la questione ecologica, soavemente supportati dal controcanto di numerosi opinionisti.

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Le metropoli barbare alleate del dominio neoliberista: idee per una conversione democratica, ecologica e “umana”. Riflessioni sul libro di Guillaume Faburel

Il fenomeno della metropolizzazione delle città come fonte del malessere della nostra epoca, della fuga dalla dimensione umana, della mortificazione di una speranza di conversione ecologica profonda.

Se ne occupa Guillaume Faburel, docente di geografia, urbanistica e scienze politiche a Lione, in un libro  di cui (prima ancora di poterlo leggere) ho ascoltato la presentazione a Lille. Il volume si intitola “Les metropoles barbares. Démondialiser la ville, désurbaniser la terre (Le metropoli barbare. Deglobalizzare la città, deurbanizzare la Terra), edizioni Le Passager Clandestin (2018).

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La sinistra che non c’è

Partiamo da lontano: per esempio dal giugno 2000, quando questo sito pubblicò, per gentile concessione dell’autore, Paolo Barnard, il testo completo dell’inchiesta tv “I globalizzatori” (realizzata per Report, Raitre). Si trattava di un lavoro che svelava dinamiche e retroscena di ciò che da tempo denunciavano i cosiddetti movimenti no global, vale a dire il progressivo insediarsi del pensiero unico neoliberista, l’imporsi del dominio del mercato, della logica dell’impresa e del profitto a ogni costo. Il tutto con conseguenze nefaste per persone e gruppi sociali (salvo i ricchi che lo diventeranno ancora di più).
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Del governo e della Costituzione al tempo di Salvini

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Dunque il capo della Lega (ex Nord) Matteo Salvini diventa ministro dell’interno e agisce e parla coerentemente con il suo ben noto modulo da campagna elettorale permanente. Sorprende chi si sorprende, davanti alle iniziative e alle frasi raggelanti di questi primi giorni del leghista al governo. Per anni ha ripetuto pressoché indisturbato che nei campi rom ci vogliono le ruspe (giocando naturalmente sull’ambiguità e precisando poi che si riferisce ai campi una volta e definitivamente svuotati).
Ora, in veste di ministro della Repubblica, annunciando un inquietante “censimento”, si permette di affermare che i rom cittadini italiani non si possono ovviamente rimpatriare e dunque “quelli dobbiamo tenerceli”.

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Ambiente, salute e veleni: l’allarme italiano e il ruolo degli ecologisti

[Intervento al convegno “Il ciclo del rifiuto invisibile: gestione e prevenzione del rischio ambientale” con relazione di Enrico Fedrighini. organizzato dal gruppo consiliare dei Verdi in Comune e coordinato dalla presidente del Consiglio comunale, Lucia Coppola. Trento, 12 maggio 2017]

La storia anche recente del Trentino non è esente da episodi, talora assai gravi, di crimini ambientali.

I casi noti di maggiore rilevanza riguardano il traffico illecito di rifiuti industriali.

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Allarme smog, di chi è la colpa?

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Allora, riscopriamo che le città italiane soffocano nello smog, mentre il premier inauguratore seriale di opere pubbliche (uguale uguale, anzi, più dei “rottamati”: tunnel, libri di Vespa o domus pompeiane, fa lo stesso) si esibisce ormai quasi a reti unificate nelle quotidiane celebrazioni di sé e del Paese figo a immagine, ripresa e somiglianza.
Il ministro dell’ambiente scopre il 27 dicembre 2015 che ci vorrebbe un piano nazionale per la mobilità sostenibile, meno automobili e più mezzi collettivi. Tradotto, in realtà, si tratta della promessa di qualche milione per rinnovare il parco macchine del trasporto pubblico.

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NoTav, Legambiente e Anpi

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Il mese scorso anche Legambiente e parecchie sezione dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani) hanno aderito alla manifestazione NoTav che si è svolta a Torino in un sabato piovoso, il 21 febbraio. La contrarietà alla grande opera, motivata con ragionamenti sulla sua invasività nel territorio e inutilità sociale, si accompagna a proposte per la riallocazione delle ingenti risorse pubbliche su progetti che rispondano realmente ai bisogni delle popolazioni. Ecco i due comunicati diffusi il mese scorso.

“La grande infrastruttura di cui l’Italia ha bisogno non è la linea ad alta velocità Torino-Lione o le numerose nuove autostrade previste in molte regioni. La vera emergenza è la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio per la mitigazione del rischio idrogeologico, insieme a un sistema efficace di trasporti urbani e periurbani per i pendolari”, scrive Lagambiente annunciando l’adesione alla giornata di mobilitazione No Tav del 21 febbraio 2015.

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Diesel, amore mio

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In questi giorni in Norvegia si discute dell'imminente introduzione di un pedaggio extra che colpirà gli autoveicoli diesel nelle città principali (Oslo, Bergen e Trondheim). L'entità di questa tassa sull'inquinamento…

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