Referendum, perché essere contrari alla riforma Nordio
di ENRICO DELLA RATTA RINALDI
Perché i magistrati sono quasi tutti contrari alla riforma? Lede i loro interessi?
Niente affatto. I magistrati, in caso di vittoria del sì, continuerebbero a percepire gli stessi stipendi, a svolgere la stessa attività, ad avere le stesse gratificazioni e le stesse difficoltà, rimarrebbero nella stessa sede e continuerebbero ad avere lo stesso tipo di relazione personale fra giudici e P. M.; non ci sarebbe nessun cambiamento sotto l’ottica del quotidiano svolgersi della professione né sotto il profilo delle aspettative economiche e di carriera.
Quel che la riforma propone non inciderebbe per niente sugli interessi dei magistrati, moltissimo su quelli dei cittadini. I magistrati avrebbero la percezione di non essere più al riparo da ritorsioni e intimidazioni nel caso in cui toccassero qualche politico o qualche potente. Ma non ci vorrebbe niente, sarebbe estremamente facile farne a meno. È per i cittadini, soprattutto per i meno abbienti e per quelli con minori possibilità, che sarebbe tremendo rendersi conto che di fronte a qualche prepotenza non ci sarebbe più la certezza di poter fare efficacemente ricorso alla giustizia.
