Nonluoghi Archivio La maggioranza traballa, l’opposizione la sorregge

La maggioranza traballa, l’opposizione la sorregge

di Massimo Ortalli *

Che il “compagno” Fini, abiurando alla sua pluriennale militanza fascista, arrivasse a dare del neofascista a Bossi; che l’ex squadrista La Russa venisse affrontato e malmenato da un manipolo di squadristi di Forza Nuova, con materica simbolicità, proprio in via della Scrofa. Eppure è quel che succede in questi strani giorni nella politica italiana che, per quanto sia abituata alle più fantasiose sceneggiate e ai più inverosimili rimescolamenti di carte, vede oggi agitarsi sempre più le sue torbide acque. Da tempo, come è noto, gli umori nella Casa delle Libertà non erano dei più sereni. Passato infatti il momento iniziale in cui, vassalli e scudieri, si erano trovati tutti uniti al fine di garantire la tranquillità giuridica del Cavaliere e dei suoi baroni, la soldataglia ha poi subito cominciato a scalciare. E nel nobile tentativo di ritagliarsi, ciascuno, il suo piccolo spazio di luce all’ombra del padrone, ha cominciato a darsele di santa ragione. E non saremo certo noi a cercare di calmarli.
Del resto era nelle premesse. Sotto il capiente ombrello di Berlusconi, infatti, si erano riparati schieramenti quanto mai eterogenei, e l’alleanza che si era formata trovava motivo solo nella ragionevole convinzione che, finalmente, ciascuno potesse acchiapparsi la sua brava fetta di potere. Fascisti ed ex sessantottini, antifascisti e repubblichini, monarchici e repubblicani, nazionalisti e secessionisti, leghisti e socialisti, democristiani pentiti e democristiani con l’orgoglio, forzitalioti e celoduristi, mistici sognatori e affaristi coi piedi per terra, magistrati e mafiosi, liberali e liberisti, ambientalisti e cacciatori, industriali e sindacalisti, craxiani di tutte le famiglie e giustizialisti, militaristi e “non violenti”, proibizionisti e cocainomani, comunisti pentiti e pentiti comunisti… un vero e proprio melting pot che neppure nella più cosmopolita delle metropoli americane. E poiché l’appetito vien mangiando, e una volta assaggiato il miele se ne vorrebbe sempre di più, i nodi hanno cominciato e venire al pettine e sono scoppiate le contraddizioni. E dalle scaramucce si è passati a uno scontro frontale che, dobbiamo confessarlo, ci ha colpiti per una virulenza che non si spiega neppure con la massiccia presenza di avvocati nelle file poliste.
Qui non serve riandare alle innumerevoli occasioni conflittuali registratesi in questi tempi, perché ben le conosciamo; basti notare che sempre più si è consolidato l’asse An e Udc contrapposto a quello di Lega e Fi (ma forse basterebbe dire Berlusconi e stop), e che si è creata una polarizzazione che vede escluse dal gioco le forze minori, alle quali, dopo la facoltà di pensare, è stata tolta anche quella di parola. Al tempo stesso risalta il silenzio dei millanta peones di Forza Italia, impegnati a scaldare i banchi delle Camere nella opportunistica condizione delle tre famose scimmiette. Viene spontaneo notare, infatti, come, di fronte agli incontri pugilistici che animano quotidianamente i salotti di Montecitorio, i deputati e i maggiorenti di Forza Italia abbiano, come un sol uomo, fatto loro l’aureo motto che “un bel tacer non fu mai scritto”, brillando pertanto per la loro assenza. Avevamo già intuito che non si distinguevano per coraggio e che il loro sogno da bambini non era quello di fare i pompieri bensì i lustrascarpe, ma onestamente pensavamo che fra i tanti politici di lungo corso riciclatisi in Forza Italia ce ne fosse qualcuno con un po’ più di dignità e un po’ meno di riconoscenza per i soldi del padrone. Scusate, ma ci eravamo sbagliati.

In ogni modo, cosa possa succedere, in termini di tenuta del governo, è ancora difficile prevedere, anche perché lo smisurato ego che travaglia la psiche di Berlusconi, farà di tutto per impedire che l’asse Fini-Casini si rafforzi al punto da potergli fare le scarpe. E del resto, il fatto che Bossi non potrà mai prendere il suo posto, a differenza degli altri due che qualche possibilità l’hanno davvero, contribuisce a spiegare meglio l’attaccamento fraterno che lega i due lombardi a dispetto dei due bolognesi. Comunque sia, quel che è certo è che, fino ad oggi, la politica governativa è stata semplicemente disastrosa. Messe in attivo alcune leggi inderogabili per gli interessi privati del premier (che, al di là delle apparenze, non hanno avuto un buon impatto neanche nell’elettorato di destra), tutto il resto o è stato un disastro o non è stato fatto. Non saremo certo noi a rammaricarcene o ad averci creduto, ma nessuna delle promesse, e delle premesse, di quel demenziale patto con l’Italia firmato “in diretta” è stata mantenuta, neanche le famose dentiere ai pensionati sdentati, mentre quello che è stato legiferato ha fatto arrabbiare, un po’ alla volta, e gli uni e gli altri. Lasciando da parte i nemici “storici”, quali magistrati, insegnanti, extracomunitari e lavoratori dipendenti, dalla Banca d’Italia alla Confindustria, dalla dirigenza Cisl ai Commercianti, dagli Avvocati alle Forze di polizia, nessuna delle categorie o delle istituzioni blandite con il più accattivante dei sorrisi, ha avuto soddisfazione. Nemmeno il prete è più tanto contento, nonostante i finanziamenti alle scuole private. Per non parlare, poi, dei consumatori di Cannabis.

A questo punto ci si aspetterebbe che lo schieramento opposto, quello sedicente di sinistra, ce la mettesse tutta per dare lo scossone al baraccone traballante. E invece che fa? Semplice, dà una mano! Ispirata, infatti, dalla scintillante intelligenza di D’Alema, si prepara ad approvare, ad esempio, le missioni militari all’estero (dove finiranno le loro bandiere della pace?) e a firmare una nuova legge Turco-Fini. Si potrebbe pensare che, oltre che per ipocrisia e opportunismo, brillino anche per stupidità, ma non credo che sia così. La legge 30 sul mercato del lavoro è appena passata e fra un po’ partirà anche la riforma strutturale delle pensioni. E da qui ai prossimi anni, chissà quante altre diavolerie sarà necessario inventare ai danni dei lavoratori e delle categorie disagiate, per dare un po’ di ossigeno a questi poveri padroni soffocati dalla concorrenza cinese. E mica possono firmarli loro questi provvedimenti! Loro scenderanno in piazza “a fianco dei lavoratori”, per difendere la democrazia e la libertà.

Se quegli altri sono i nemici, gli amici non sono certo questi.

* Questo articolo è tratto dal settimanale anarchico “Umanità Nova” [www.ecn.org/uenne/] n. 34 del 26 ottobre 2003

nonluoghi

nonluoghi

Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

More Posts

ARTICOLI CORRELATI