Israele-Palestina. Il muro della sete

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di Massimo Tessitore * La questione dell'acqua nel conflitto mediorientale non è più un tema per addetti ai lavori, e sulla stampa anarchica altri ne hanno parlato con maggiore competenza (si veda l'articolo di Serena Marcenò sul n.4 di "Libertaria" di fine 2003). L'opportunità di una conferenza all'Università di Palermo del prof. Ziad Mimi, docente di Water Management all'Università di Birzeit nei Territori occupati in Cisgiordania, ci ha offerto l'occasione di ritornarvi sopra con qualche ulteriore dettaglio esplicativo delle poste in palio nella guerra israelo-palestinese.

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Che caldo che fa al Tg1…

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L'informazione ha una sua etica che assume caratteri ancor più stringenti nel caso del servizio pubblico. Appare, infatti, accentuata la connessione di quest'ultimo con le dinamiche democratiche, con la formazione dell'idea e della prassi del "bene comune", con i processi decisionali conseguenti. I colleghi del Tg1 ne sono senz'altro consapevoli: non saremmo mai sfiorati dal dubbio che a pochi di loro, magari in cabina di comando, sfuggisse la delicatezza e la responsabilità del loro ruolo. Eppure.

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Condizionatori, blackout, ecologia e politiche fiscali alla rovescia

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Novità ecologica del governo Berlusconi. Dopo aver consigliato agli italiani di portare il vecchietto al supermercato con l'aria condizionata, per prevenire i malanni del caldo, l'allegro governo italiano si produce in un'altra performance da primato. L’acquisto e l’installazione dei condizionatori (fissi) potrà godere delle agevolazioni fiscali (sconto Irpef al 36% e Iva agevolata al 10%). Anche chi - notoriamente un poveraccio - ristruttura la piscina gode di agevolazioni fiscali.

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Mercato e povertà: binomio impossibile?

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di Andrea Gallina* Finalmente - ci comunica l’autorevole rivista americana Foreign Policy nel numero di maggio/giugno 2004 - i poveri non vanno più considerati come le vittime passive dello sviluppo ma, grazie alle nuove strategie delle Transnazionali (TNC), assumono il ruolo attivo di consumatori. Questo è una novità di non poco conto che cambia radicalmente la percezione del pastore africano o dell’indios della foresta amazzonica, compassionevolmente considerati un po’ sfortunati ma anche un po’ incapaci, e allo stesso tempo ha delle implicazioni non indifferenti per la comprensione dei fenomeni di globalizzazione. Vediamo come e perché.

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Iraq, la svolta di Bush, Blair, Berlusconi e listini

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Iraq, autobomba uccide 35 persone. Baghdad, 17 giugno 2004, ore 7.30 «L’Iraq fa progressi e sarà libero». George W. Bush, 17 giugno 2004, ore 17.47. «Mi rallegro che il Consiglio di Sicurezza abbia indicato che potremo tornare in Iraq se le circostanze lo permettono. Oggi, le circostanze non lo permettono. Seguiamo la situazione con molta attenzione» Kofi Annan, 17 giugno 2004, ore 18.11

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Passerelle in tv sullo sfondo della guerra

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di Fabio Galluccio 1° giugno -13 giugno: Un altro morto italiano: questa volta a seguito di un operazione terroristica in Arabia Saudita, dove hanno ammazzato alcuni occidentali. È un cuoco napoletano, Antonio Amato: la ventiduesima vittima italiana di questa orrenda guerra. Liberati i tre ostaggi italiani con un "blitz" americano. Berlusconi, Fini, Casini vanno davanti alle telecamere ad annunciare il successo del governo. Si saprà poche ore dopo che è stato opera di un blitz dei soldati americani e polacchi. Emergency parla addirittura di un cospicuo riscatto. Fonti irachene parlano di ostaggi liberi grazie a Prodi.

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Psicoterapia, valori, utopia

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di Luigi Corvaglia Cent’anni di psicoterapia e il mondo va sempre peggio". Con questo titolo James Hillman ha "celebrato" qualche anno fa in un libro il centenario della psicoterapia in generale e della psicoanalisi, psicoterapia prima (in ogni senso), in particolare. E’ chiaro in questo titolo l’intento critico dell’autore che sottolinea il fallimento della psicoterapia nella realizzazione delle sue promesse. Ma quali erano realmente le sue promesse? Il fatto che si supponga che una pratica clinica debba avere una influenza sull’andamento del mondo è disvelatore della carica utopica che la permea e ci permette di effettuare un parallelismo fra teoria del cambiamento umano e teorie del cambiamento sociale, ovvero politiche.

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“Le utopie del ben fare” di Giulio Marcon

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di Enzo Ferrara … e però mal cammina qual si fa danno del ben fare altrui. - Paradiso, Canto VI Credo che il libro di Giulio Marcon, “Le Utopie del Ben Fare”, sia quello col titolo più bello (e fra i più interessanti) presentato quest’anno alla fiera del libro di Torino. Una fiera, nonostante tutto, ben seguita dal pubblico, ma sempre più pronta e disposta a vendersi nelle menti dei suoi organizzatori.

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Peacereporter: per gli ostaggi 9 milioni di dollari e nessun blitz

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[Ecco la ricostruzione del rilascio degli ostaggi italiani in Iraq fornita dall'agenzia Peacereporter.net, che tanto ha innervosito il governo italiano e la Croce rossa italiana nella persona del commissario straordinario Scelli]. Quella casa al numero 17 di Zaitun Street era disabitata da almeno due mesi. Fino a lunedì sera tardi (7 giugno, n.d.r.) quando, intorno alle 23, si è sentito un gran trambusto. Io, che abito al 13, ho visto arrivare alcune auto e fermarsi davanti a quella casa.

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I tre atti di un rapimento oscuro

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di Marco Cedolin Quando quasi due mesi or sono si aprì la vicenda degli eroici ostaggi italiani, sequestrati nella straniera terra d’Iraq, non si poteva fare a meno di notare le tante incongruenze che, fin dall’inizio, le facevano da contorno. Prime fra tutte l’annuncio del rapimento dato giorni prima e poi subito rientrato, nonchè l’assurda denominazione “brigate verdi di Maometto” attribuita al gruppo terroristico, una sigla che sembrava rifarsi molto più alle faccende di casa nostra, piuttosto che non a quelle della resistenza irachena.

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