Berlusconi insiste con le frasi celebri

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Nel pieno della crisi degli ostaggi, Silvio Berlusconi va da Putin e afferma che la presenza militare Usa in Iraq e la fedelissima partecipazione italiana dovranno continuare anche dopo il 30 giugno (data di un passaggio di poteri pro forma dall'amministrazione americana a un governo nazionale). Non solo: il capo dell'inneffabile governo italiano sottolinea che l'Onu non potrà affatto prendere il comando militare e politico in Iraq, perché non ne è in grado.

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Un governo televisivo…

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di Fabio Galluccio 4 -18 aprile: Sempre più difficile la situazione del governo italiano in Iraq. Quattro ostaggi italiani catturati dalle forze irachene. Uno ucciso, poche ore dopo la cattura. Frattini a "Porta porta", pur sapendo che uno dei quattro era stato ucciso, nega e ammette la morte solo dopo parecchi minuti dall'inizio della trasmissione.

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Zapatero ritira le truppe, l’intellighenzia di sinistra lo critica

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Il premier socialista spagnolo Zapatero rispetta l'impegno e dà l'ordine di ritiro delle truppe spagnole dall'invivibile pantano iracheno. Lo aveva detto chiaramente prima e dopo il voto di marzo; prima e dopo le stragi di Madrid. Lo ha ripetuto ieri: la Spagna se ne va da una guerra illegittima e si impegna sul piano diplomatico, civile e umanitario per la transizione democratica in Iraq.

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“Porta a porta”, l’Iraq e l’unreality show…

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di Marco Cedolin Negli ultimi anni mi sorprendo sempre più spesso a domandarmi quale sia la linea di demarcazione che separa la realtà dalla finzione e quanto ci sia di reale nelle rappresentazioni degli accadimenti che giungono fino a noi così ottimamente sceneggiati, interpretati, plausibili. Già, plausibili, la realtà, in natura, quando esiste libera di fluire senza la forzatura di un copione, senza dover sottostare alle leggi dell’audience, senza la costrizione di dover creare in chi la osserva del pathos, non sempre è plausibile, né perfetta, né tantomeno spettacolare. Ma la nostra realtà sì.

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Balcani: la rassegna “Sconfini” a Belluno (e dintorni)

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Prende avvio venerdì 22 aprile Sconfini, la sezione video di Transculture 2005. La rassegna di documentari dai Balcani – curata da Samarcanda sotto la direzione artistica di Sergio Fant – prevede sette incontri cinematografici in tre sedi diverse: a Belluno, nell’aula magna dell’Istituto Catullo e a Pieve di Cadore, nella sala del Municipio, nelle sere del 22, 23 e 24 aprile, con inizio alle 20.30 e a Feltre, a Palazzo Guarnieri – sede dell’Unisono - domenica 24 con inizio alle 17.

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Rai, come ti richiamo l’inviato dall’Iraq

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Nel giorno in cui il noto giornalista volenteroso prestato alla politica Gustavo Selva (An), già direttore del Gr Rai, attacca di nuovo gli inviati in Iraq e in particolare Lilli Gruber che ha osato utilizzare la definizione "resistenza irachena", si apprende che la direzione generale Rai e i direttori di testata hanno deciso, nel pieno di una crisi delicatissima con 4 italiani rapiti, di far rientrare a Roma tre voci significative come la stessa Gruber, Giovanna Botteri e Ferdinando Pellegrini, voci che cercano di raccontare la realtà dell'Iraq, non solo le veline dei palazzi.

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Sconcerto tra Roma e Nassiriya

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Sconcertano non poco, mentre l'Iraq brucia e la gente muore, ministri della Repubblica (Martino e Frattini) che si presentano in Parlamento con toni da situazione sotto controllo e un sottosegretario alla Difesa, l'ex generale Luigi Ramponi, che ha l'improntitudine di replicare seccato a chi si chiede se l'Italia sia in guerra: "Per noi che differenza fa?" (Radioanch'io, Radiouno, giovedì 8 aprile). Al generale sfuggono forse la differenza tra tempo di guerra e tempo di pace e le implicazioni politiche, sociali, giuridiche ed economiche di tale distinzione?

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