Free software e società umana

Mi avvicinai al mondo del software libero nei primi mesi del Duemila, quando questo spazio Web muoveva i primi passi. Poco dopo, nel 2002, Nonluoghi diventava anche una piccola casa editrice, con l’obiettivo di pubblicare soprattutto saggistica in chiave divulgativa riguardante tematiche sociale, con qualche attenzione particolare, fra le altre, rivolta all’eredità e all’evoluzione del pensiero e delle prassi del socialismo libertario. Fin da subito, forte di una convinta adesione ideale alla filosofia promossa nel mondo dell’informatica e del Web da Richard Stalmann, decisi che l’intero processo produttivo per la creazione dei libri di Nonluoghi avrebbe utilizzato free software open source e sistemi operativi della famiglia Gnu-Linux.

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Dalla Casta all’Ipercasta

Evviva, il Senato-votificio grasso ha approvato in un baleno la (contro)riforma della Costituzione. Paladini in aula della #svolta epocale voluta dal duo Ma.&Si alcuni giovani rottamatori come Finocchiaro, Zanda, Schifani, Casini e naturalmente i fedelissimi Verdini e Romani. Tutti rigorosamente oggetto di baci e abbracci a cura del ministro Maria Elena Boschi, nell’emiciclo di palazzo Madama in festa per il lietissimo evento che ha commosso anche il sen. Razzi.

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Dolomiti, una mobilità arretrata

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La fondazione Dolomiti Unesco ha avviato uno studio sul traffico in quota, per metterne a fuoco le criticità. L’intento è lodevole, tuttavia vien fatto di osservare che da anni (anzi, decenni) sono facilmente verificabili gli effetti di degrado ambientale derivanti dall’assalto motorizzato agli angoli più accessibili della catena montuosa (specie i valichi principali).

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Autonomisti contro le autonomie

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Sconcerta e rammarica che tre giorni fa anche la pattuglia di senatori eletti in Trentino Alto Adige abbia assicurato il sostegno al disegno di legge governativo 1212 (noto anche come “svuota-Province”) che impone ai territori scelte prese a Roma sull’onda della demagogia e stravolge il sistema delle autonomie in altre Regioni, quelle a Statuto ordinario.

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Senato, Province e democrazia

Si avverte un eccesso di improvvisazione e un deficit di ragionamento nel processo che sta spogliando il Paese di alcuni organi rappresentativi della volontà popolare sostituendoli con istituzioni non scelte dagli elettori.Il caso delle Province ordinarie è emblematico: il governo centrale (prima Monti, poi Letta e ora Renzi) ne ha sospeso il rinnovo democratico degli organi, commissariandoli, perché c’è l’intenzione di riformare (si definisce “abolizione” ma giocoforza sarà tutt’altro, perché parliamo di enti che svolgono funzioni socialmente rilevanti e indivisibili).

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Gli adepti della “Asburgo-therapy”

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Il deputato Mauro Ottobre (Patt) oggi invita governo e Parlamento a dar corso ai provvedimenti legislativi “per il ritorno (in Trentino Alto Adige, ndr) dei Comuni facenti parte dell’ex impero asburgico (Pedemonte e Casotto – Vicenza, Valvestino e Magasa – Brescia, solo per citare alcuni dei 26 richiedenti), nel rispetto dei singoli referendum tenutisi nei territori interessati e delle varie ed approvate mozioni regionali”.

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Cpt, Cie e altri lager

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“I Cpt sono dei lager veri e propri e il ventre che partorisce questo obbrobrio, è il ventre pasciuto della nostra società occidentale.
Il clandestino è l’ebreo di oggi. Egli è ridotto a “sotto uomo” prima dalla sinistra cultura retorica “sicuritaria”, poi una legge fascista lo dichiara criminale per il solo fatto di essere ciò che è, un essere umano che ha fame e cerca futuro per sé e i suoi cari e che per questo viene privato di qualsivoglia status, sottoposto alla violenza della reclusione, sottratto alle tutele minime che spettano ad un essere umano per diritto dei nascita. Una volta sepolto in uno spazio d’eccezione, il clandestino è alla mercé di arbitrii, percosse, torture, privazioni, abusi sessuali. Il suo “rimpatrio” lo sottopone ad ulteriori brutali abusi e talora al rischio reale di perdere la vita nel modo più atroce.
(…) Dopo Auschwitz, dopo i Gulag, nessuno può essere assolto per avere girato la faccia al fine di non vedere e non sapere”.

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