A cinque sotto zero in Norvegia si va in bici, in Italia si soffoca

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Zenone Sovilla

Oggi ascoltavo alla radio norvegese l’intervista al presidente dell’associazione locale Syklistenes Landsforening, omologa dei nostri Amici della bicicletta.
Tema del colloquio (anche se qualche lettore non ci crederà): la ciclabilità urbana invernale nelle città norvegesi.
Morten I Kerr, questo il suo nome, ha spiegato che non c’è nessun problema a inforcare la due ruote tutti i mesi dell’anno, basta attrezzarsi: “Lasciamola in garage solo quando c’è una tormenta di neve e quel giorno tiriamo fuori gli sci…”.
Negli ultimi quindici anni il Paese nordico ha registrato un forte incremento dell’utilizzo della biciclette, non solo nel tempo libero ma anche negli spostamenti quotidiani casa-lavoro, scuola, shopping…
Il tutto grazie a significativi investimenti in percorsi protetti e in campagne di promozione dell’uso della bicicletta (anche abbinata ai mezzi collettivi) a scapito dell’automobile.

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I fondamentalisti del liberismo

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[b]Zenone Sovilla [/b] La proposta (provocazione?) del premier socialista greco George Papandreou di un referendum sul piano di salvataggio anticrisi del debito, ancorché fuori tempo massimo e poi cancellata dall'agenda, da un lato ha scatenato una certa isteria diplomatica e finanziaria ma dall'altro ha messo virtualmente il dito sulla piaga della grande madre dei tempi bui che stiamo attraversando: il processo ultraventennale di arretramento della politica dal terreno delle dinamiche economiche (e dai loro riflessi sociali) in virtù di una asserita fiducia scientifica nelle doti della "mano invisibile" del mercato.

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L’appello “Ricucire l’Italia”

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C'era una grande folla, sabato a Milano, alla manifestazione "Ricucire l'Italia", promossa da [b]Libertà e giustizia [/b][url=http://www.libertaegiustizia.it]libertà e giustizia[/url]. Fra gli altri, c'erano sul palco, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti. Di seguito riportiamo l'appello dell'iniziativa.

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Zenone Sovilla È una bella gara di conformismo amministrativo, quella fra la Regione Veneto e la Provincia di Trento, sulle questioni stradali, prolungamento della Valdastico e dintorni. Da una parte,…

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La crisi nella terra dei Suv e dei Tir

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Zenone Sovilla

Siamo veramente un Paese sui generis. Da un lato abbiamo a che fare quotidianamente con il problema irrisolto dell’aria irrespirabile nelle nostre città (e delle conseguenti malattie e morti), dall’altro celebriamo nei mass media le vendite di automobili. Come se le due cose non fossero facce della stessa medaglia che ci sta schiacciando in questo lungo e rischioso declino della tecnologia ottocentesca chiamata motore a scoppio: i padroni del petrolio e i loro alleati – nonché i pesanti riflessi sociali e lavorativi – sono riusciti sia a paralizzare l’evoluzione tecnologica sia a indurre le persone all’uso totale dell’auto individuale marginalizzando i mezzi collettivi e l’andare a piedi o in bicicletta.
D’altra parte, che dire se mentre ci si interroga a vuoto sul miglioramento della qualità dell’aria, i centri storici e le stradine di montagna e di campagna sono  invasi da quelle vie di mezzo fra una vettura e un Tir chiamate Suv (Sport Utility Vehicles)?

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Referendum, quattro sì per la democrazia

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È quasi pleonastico invitare ad andare a votare il 12 e 13 giugno, ma un appello in più di certo non guasta, specie considerando la spada di Damocle del quorum (50% più uno dei votanti) che incombe sulla validità dei referendum. Rilanciamo perciò, di seguito, alcuni appelli sui quesiti referendari (no all'energia nucleare, no alla gestione privatizzata e lucrativa dell'acqua, no alla legge sul "legittimo impedimento" che rende alcuni cittadini più uguali degli altri di fronte alla legge.

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