La natura umana e il granchio occidentale

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"È stato tutto un grosso sbaglio. La mia modesta conclusione è che la civiltà occidentale è stata fondata su un'idea erronea e perversa della natura umana. Scusate, perdonateci; è stato tutto uno sbaglio". La frase campeggia sulla quarta di copertina del nuovo volume tradotto in Italia (edizioni Elèuthera) di Marshall Sahlins, uno dei "grandi vecchi" dell'antropologia contemporanea. In "Un grosso sbaglio. L'idea occidentale di natura umana" Sahlins confuta la tesi - arroganta quanto diffusa - di una natura umana selvaggia e egoista; lo fa riaffermando con la forza del ragionamento filosofico, antropologico e sociologico, il primato delle basi culturali dell'esistenza. La cultura/tradizione sociale come vero elemento costitutivo della "natura umana".

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Connett e la strategia “rifiuti zero”

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Il ciclo dei rifiuti resta una questione aperta: l’Italia presenta un panorama a macchia di leopardo: accanto a realtà virtuose, eccellenti per qualità e quantità della raccolta differenziata e del riciclo/riuso dei materiali, convivono realtà ancora ferme all’anno zero o quasi, con i cassonetti del residuo ancora per strada e la raccolta differenziata organizzata (male) tramite il solo metodo delle campane stradali.

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Cosa fare per la pace?

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[b]Alberto Castelli[/b] Cosa fare per la pace? Una domanda difficile e ci sarebbero decine di risposte possibili; probabilmente nessuna sarebbe esauriente.Ognuna di queste risposte possibili dipende dal soggetto che intende agire. Per quel che mi riguarda, per il lavoro che faccio, il (piccolo) compito mi sembra sia quello di chiarire i concetti,e rendere intelligibili i fatti. Questo significa (anche) smascherare le menzogne che il potere usa per nascondere la verità sulle guerre.

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Manovra, controricetta di Sbilanciamoci

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da [b]www.sbilanciamoci.org[/b] I tagli massicci agli enti locali, alle regioni, alle prestazioni sociali e ai servizi delineano un quadro di ricadute gravi sul paese: colpiscono i cittadini, i lavoratori, la parte più debole del paese. La speculazione, la ricchezza, i privilegi, le rendite, i patrimoni non vengono toccati. È una manovra solo di tagli (sbagliati) e non di misure per fronteggiare la crisi, arginare l'emergenza sociale e rilanciare l'economia.

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Mamma! Manifesto della nuova satira

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da [b]www.mamma.am/[/b] Siamo un gruppo di donne e uomini nudi, uniti da un impulso creativo inarrestabile: cambiare la storia della satira italiana. Siamo nudi per il gusto di praticare l'onesta' intellettuale, perche' non abbiamo le spalle coperte da nessuno, e perche' la lana pesante dei vestiti ideologici ci da' prurito alla fantasia, e ci stimola a spogliarci di ogni preconcetto, per ridere delle contraddizioni di ogni dogma e verita' "incontestabile".

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Il torto marcio di Israele

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[b]Paolo Barnard[/b] da www.paolobarnard.info Ho dedicato anni del mio lavoro alla questione israelo-palestinese. Ho viaggiato in quelle terre, ho studiato molto, e sono arrivato a una conclusione, o meglio, a un giudizio storico. Premetto che un giudizio storico non dialoga con i singoli accadimenti, coi numeri e con le statistiche, ma solo con la più basilare onestà morale nell’osservazione di un segmento di Storia.

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La Diaz e lo stato di diritto

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[b]Lorenzo Guadagnucci[/b] (lettera inviata al Manifesto e pubblicata sul quotidiano il 25 maggio 2010) Caro direttore, la notte del 21 luglio 2001 uscii dalla scuola Diaz coi piedi in avanti, legato a una barella e le braccia fasciate alla meglio: una posizione davvero umiliante. Attraversando il cortile, in mezzo a decine di poliziotti e con un elicottero che faceva un rumore infernale, colsi un'immagine che resta uno dei ricordi più netti che ho di quella notte: c'era un gruppetto di signori, in giacca e cravatta, che confabulavano; qualcuno parlava al telefonino. Mi parvero degli alieni. Chi erano?

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Steinacher: ecco chi salvò i criminali nazisti e fascisti

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[b]Zenone Sovilla[/b] Non sempre e non dappertutto si è andati fino in fondo nell'elaborazione delle colpe collettive dopo la tragica parentesi nazifascista in Europa. E anche le responsabilità individuali, da quelle strettamente penali ai fardelli etici e morali, sono spesso sfuggite al giudizio delle istituzioni e delle nuove opinioni pubbliche formatesi via via nel dopoguerra.

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Zenone Sovilla

Tempo fa come Giornalisti contro il razzismo avevamo lanciato un campagna che invitava i colleghi a mettere al bando la parola “clandestino” e altri termini ormai trasformati dall’uso in certa politica e nei mass media in vere sentenze di condanna sociale (quali “vu cumprà”, “extracomunitario”, “nomadi”, “zingari”).
Tre giorni fa, in un convegno all’Università Cattolica, il sindaco di Milano ha dichiarato: “I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono”.Al suo fianco sedeva il ministro dell’interno Roberto Maroni (Lega Nord), che ha colto l’occasione per riproporci uno dei suoi vecchi pezzi di repertorio: “Ci sono dei rischi anche nelle nostre città che avvenga ciò che è avvenuto nelle banlieue parigine qualche anno fa”.

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“Clandestini”, banlieu e la solita zuppa

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[b]Zenone Sovilla [/b] Tempo fa come [url=http://www.giornalismi.info/mediarom/][b]Giornalisti contro il razzismo[/b][/url] avevamo lanciato un campagna che invitava i colleghi a mettere al bando la parola "clandestino" e altri termini ormai trasformati dall'uso in certa politica e nei mass media in vere sentenze di condanna sociale (quali "vu cumprà", "extracomunitario", "nomadi", "zingari"). Tre giorni fa, in un convegno all'Università Cattolica, il sindaco di Milano ha dichiarato: "I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono".

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