Massimo Carlotto e l’Italia della corruzione

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[b]Zenone Sovilla[/b] «Io so. Ma non ho le prove», scriveva Pier Paolo Pasolini in un celebre articolo, un anno prima della morte violenta, avvenuta il 28 agosto 1975. L'intellettuale friulano si riferiva allo stragismo e alle sue connessioni con un certo potere dell'epoca: le verità inconfessabili di un Paese sempre alle prese con i molti volti dell'autoritarismo oligarchico. Oggi, un autore come Massimo Carlotto, maestro del noir italiano, ci dà una mano a immaginare un sistema di dominio versione 2011, tra politica, economia e malavita. Nel suo nuovo romanzo, «Alla fine di un giorno noioso», con il consueto stile tagliente crea un'atmosfera narrativa magnetica, scandita dai fotogrammi di un film che fa paura: la normalità della vita quotidiana in un Paese corrotto.

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«Sudditi: fedeli e contro durante l’occupazione nazista»

[b]Zenone Sovilla[/b] Giuseppe Sittoni è uno studioso di storia appassionato e scrupoloso. A lui si deve un libro preziosissimo per la conoscenza della realtà locale nel periodo 1943-1945: «Uomini e fatti del Gherlenda. La Resistenza nella Valsugana orientale e nel Bellunese» (edito nel 2005 da Croxarie e Mosaico, Strigno/Borgo). Quel denso volume (oltre 400 pagine ricche di ricostruzioni dettagliate), ha ravvivato una memoria della lotta di liberazione, troppo spesso minacciata da pulsioni revansciste e revisionistiche.

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Fermiamo la legge vergogna, gli allievi di don Milani scrivono a Napolitano

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Dal sito di [b][url=http://www.altreconomia.it/]Altreconomia[/url][/b] riprendiamo l'appello inviato con una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da un gruppo di ex allievi di don Lorenzo Milani alla scuola di Barbiana. È possibile anche aderire all'iniziativa. Lettera aperta al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano. "Signor Presidente, lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell'unità nazionale che lei rappresenta. Ma, signor Presidente, siamo anche dei "ragazzi di Barbiana". Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani, che si poneva lo scopo di fare di noi dei "cittadini sovrani". Alcuni di noi hanno anche avuto l'ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.

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Gli sciacalli del nucleare

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Zenone Sovilla Ricordate? Una serie di politici, di giornali e finanche di opinionisti (a gettone e non) si sono precipitati ad aggredire verbalmente quegli impertinenti che osarono mettere in dubbio la sicurezza del modello atomico, all'indomani del terremoto giapponese e di fronte alle prime (serie) avvisaglie di fughe radioattive.
C'è pure chi si è gettato a capofitto già nottetempo a distribuire rassicurazioni urbi et orbi mentre ancora tremavano i muri delle centrali, con un tempismo che si sarebbe poi rivelato autolesionista minando quel po' che rimane della credibilità di una folta schiera di opinionisti italiani, quelli che dovrebbero aiutare la democrazia a decidere per il meglio (e invece in genere offrono tristi zuppe riscaldate a caro prezzo collettivo).

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Voglia di autonomia e anacronismo dello Statuto speciale

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[b]Zenone Sovilla[/b] [i][articolo pubblicato dalla rivista "Protagonisti", edita dall'Isbrec - Istituto storico bellunese della Resistenza e dell'Età contemporanea, gennaio 2011][/i] [b]Ha un certo radicamento sociale[/b] la convinzione che la provincia di Belluno subì un'ingiustizia all'indomani della Seconda guerra mondiale, allorquando il legislatore costituente non menzionò questa terra dolomitica nell'articolo 116 [b]1[/b] (autonomie speciali) della Carta fondamentale. Invece, vi furono inserite (accanto a valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) le vicine Trento e Bolzano, riunite nella regione Trentino Alto Adige che poi sarà divisa amministrativamente in due province autonome.

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Criminali nazisti impuniti: il caso Niedermayer

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[b]Zenone Sovilla[/b] Nelle settimane scorse abbiamo narrato le tragiche vicende vissute dalle popolazioni bellunesi durante l'occupazione nazista nel periodo 1943-1945, quando la vicina provincia dolomitica fu annessa con Bolzano e Trento al Terzo Reich con l'istituzione dell'entità amministrativa voluta da Hitler e denominata Alpenvorland.

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L’amico Gheddafi, l’invasione islamica e il bunga bunga

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[b]Zenone Sovilla[/b] "Per favore, il mondo si muova finalmente per aiutare il popolo libico. Siamo scesi in piazza a chiedere democrazia e il regime di Gheddafi risponde sparandoci e bombardandoci con gli aerei. Avete invaso l'Iraq e adesso state a guardare mentre in Libia un dittatore massacra il suo popolo. Fate presto! Help!". Si possono sintetizzare così alcuni dei toccanti messaggi raccolti oggi a Tripoli da Al Jazeera e diffusi anche [b][url=http://twitter.com/ajenglish]nel canale twitter in inglese della tv satellitare araba[/url][/b].

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L’appello di Micromega: fermate il Parlamento

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Ecco il testo dell'[url=http://temi.repubblica.it/micromega-online/se-non-ora-quando-modesta-proposta-ai-parlamentari-delle-opposizioni/]appello diffuso da Micromega[/url] e firmato da figure quali Andrea Camilleri e Dario Fo. “Il governo Berlusconi, e la sua maggioranza parlamentare obbediente ‘perinde ac cadaver’, è entrato in un crescendo di eversione che mira apertamente a distruggere i fondamenti della Costituzione repubblicana e perfino un principio onorato da tre secoli: la divisione dei poteri.

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