Analisi dei fenomeni socioeconomici: economia, lavoro, diritti, ambiente, salute
Allora, riscopriamo che le città italiane soffocano nello smog, mentre il premier inauguratore seriale di opere pubbliche (uguale uguale, anzi, più dei “rottamati”: tunnel, libri di Vespa o domus pompeiane, fa lo stesso) si esibisce ormai quasi a reti unificate nelle quotidiane celebrazioni di sé e del Paese figo a immagine, ripresa e somiglianza.
Il ministro dell’ambiente scopre il 27 dicembre 2015 che ci vorrebbe un piano nazionale per la mobilità sostenibile, meno automobili e più mezzi collettivi. Tradotto, in realtà, si tratta della promessa di qualche milione per rinnovare il parco macchine del trasporto pubblico.
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Che cosa ci dice il successo incredibile di uno spot video con la storia di un nonno rimasto solo a Natale? Il Web si trasforma in modo imprevedibile e forse meno rapido di quanto si potesse immaginare. Il processo forse più rapido in atto è la fruizione in mobilità, con una quota crescente e ormai quasi maggioritaria di utenti dei siti di informazione e dei social network.
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Pray for Paris
foto di Pablo Tupin-Noriega (Wikimedia France)
[Intervento del Movimento nonviolento] Ed eccola qui, la guerra. È arrivata anche alla porta accanto. Con il suo orrore, il terrore, il sangue, i corpi morti. Quando la vedi con i tuoi occhi capisci davvero perché è “il più grande crimine contro l’umanità”. È un’unica guerra che si mimetizza in varie forme, che si ciba dello stesso odio e defeca la stessa violenza. È sempre la stessa cosa, compiuta da eserciti addestrati, ben armati, finanziati, le cui vittime sono soprattutto i civili innocenti.
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Guerre e accoglienza di profughi ma anche animalismo i temi del podcast di Voci dalle Dolomiti andata in onda ieri in Fm a Radio Cooperativa. In programma un’intervista con i rappresentanti dell’associazione antispecista bellunese Siamo tutti animali che illustrano l’attività di promozione culturale e di intervento diretto sul territorio in aiuto di animali in difficoltà. Segue la trasmissione della prima parte dell’incontro HUMAN, svoltosi mercoledì al Lettherarium di Belluno, promosso dalla coop del commercio equosolidale Samarcanda e da Radio Cooperativa, per riflettere sulle crisi umanitarie generate dalla destabilizzazione geopolitica, dalle guerre, dal terrorismo.
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Il 3 luglio 1995 Alex Langer ci lasciava. Da anni molti politici e intellettuali ci offrono i loro pensieri su questo straordinario interprete della sua epoca, un attivista innovatore, aperto, impegnato nel segno della nonviolenza per la libertà e per relazioni di giustizia nel genere umano e verso il mondo naturale. L’attualità delle sue visioni viene ora riassunta con chiarezza dal suo amico Marco Boato, che ha da poco dato alle stampe il volumetto «Alexander Langer. Costruttore di ponti».
Langer si può considerare il più profondo e sottovalutato pensatore e atttivista politico della sua regione di nascita, il Trentino Alto Adige, dove a ricordarlo è in particolare la fondazione a lui intitolata.
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La voce di Alex Langer, a vent’anni dalla morte, riproposta a Radio Cooperativa, nella rubrica bellunese Voci dalle Dolomiti.
In scaletta alcune registrazioni d’archivio di interventi e interviste con il politico e intellettuale sudtirolese, esponente di primo piano in Europa della nuova sinistra, dell’ecologismo, della nonviolenza.
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Però è avvilente assistere allo spettacolo di un parlamento incostituzionale e di un governo non eletto che sfigurano la Costituzione fra mercanteggiamenti di poltrone e mistificazioni di merito. Volete modificare…
"Impresa sociale". Vignetta di Nando Sigona - 2001
Una quindicina d’anni fa c’era chi considerava il cosiddetto «terzo settore», a prescindere, un gioiellino della crescita civile nazionale, un territorio di solidarietà dove volontariato e lavoro retribuito univano le forze. Nel corso degli anni abbiamo visto quante distorsioni siano state possibili nel sociale «privatizzato» e nella forma cooperativa declinata nel lavoro atipico in svariati settori.
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Ecco la traduzione italiana dell’appello sottoscritto pochi giorni fa da 548 docenti e ricercatori di tutto il mondo e pubblicato su
OpenDemocracy.
Si può sottoscrivere inviando un email a beyond.slavery@opendemocracy.net con la parola SIGN nell’oggetto del messaggio.
«I leader politici europei hanno annunciato che la loro risposta alla sconcertante perdita di vite tra i migranti che attraversano il Mediterraneo con imbarcazioni non adatte alla navigazione sarà l’uso della forza per rompere la cosiddetta «rete» che opera in Libia e organizza i pericolosi attraversamenti.
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[riceviamo e volentieri pubblichiamo]
La Commissaria europea per il Commercio, Cecilia Malmström, ha reso pubbliche le correzioni all’ISDS (Investor to State Dispute Settlement), clausola richiesta a gran voce dalle lobby dell’industria transatlantiche fin dalle prime battute del negoziato TTIP. L’ISDS consente il ricorso a corti di arbitrato internazionale da parte di gruppi privati, qualora vedessero i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti cautelativi varati dai governi in USA e UE.
“Solo fumo negli occhi per far passare uno strumento rischioso e inutile”, secondo la Campagna Stop TTIP Italia, coalizione di più di 250 organizzazioni e 50 comitati locali che si oppone al trattato transatlantico. (altro…)