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C'era una grande folla, sabato a Milano, alla manifestazione "Ricucire l'Italia", promossa da [b]Libertà e giustizia [/b][url=http://www.libertaegiustizia.it]libertà e giustizia[/url].
Fra gli altri, c'erano sul palco, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti.
Di seguito riportiamo l'appello dell'iniziativa.
Zenone Sovilla È quasi paradossale che ci sia voluto un evento straordinario – il raduno delle Harley Davidson in val di Fassa, ovviamente intitolato “Dolomiti Run” - per sollevare una…
Zenone Sovilla È una bella gara di conformismo amministrativo, quella fra la Regione Veneto e la Provincia di Trento, sulle questioni stradali, prolungamento della Valdastico e dintorni. Da una parte,…
Zenone Sovilla
Siamo veramente un Paese sui generis. Da un lato abbiamo a che fare quotidianamente con il problema irrisolto dell’aria irrespirabile nelle nostre città (e delle conseguenti malattie e morti), dall’altro celebriamo nei mass media le vendite di automobili. Come se le due cose non fossero facce della stessa medaglia che ci sta schiacciando in questo lungo e rischioso declino della tecnologia ottocentesca chiamata motore a scoppio: i padroni del petrolio e i loro alleati – nonché i pesanti riflessi sociali e lavorativi – sono riusciti sia a paralizzare l’evoluzione tecnologica sia a indurre le persone all’uso totale dell’auto individuale marginalizzando i mezzi collettivi e l’andare a piedi o in bicicletta.
D’altra parte, che dire se mentre ci si interroga a vuoto sul miglioramento della qualità dell’aria, i centri storici e le stradine di montagna e di campagna sono invasi da quelle vie di mezzo fra una vettura e un Tir chiamate Suv (Sport Utility Vehicles)?
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È quasi pleonastico invitare ad andare a votare il 12 e 13 giugno, ma un appello in più di certo non guasta, specie considerando la spada di Damocle del quorum (50% più uno dei votanti) che incombe sulla validità dei referendum.
Rilanciamo perciò, di seguito, alcuni appelli sui quesiti referendari (no all'energia nucleare, no alla gestione privatizzata e lucrativa dell'acqua, no alla legge sul "legittimo impedimento" che rende alcuni cittadini più uguali degli altri di fronte alla legge.
[b]Zenone Sovilla[/b]
«Io so. Ma non ho le prove», scriveva Pier Paolo Pasolini in un celebre articolo, un anno prima della morte violenta, avvenuta il 28 agosto 1975. L'intellettuale friulano si riferiva allo stragismo e alle sue connessioni con un certo potere dell'epoca: le verità inconfessabili di un Paese sempre alle prese con i molti volti dell'autoritarismo oligarchico. Oggi, un autore come Massimo Carlotto, maestro del noir italiano, ci dà una mano a immaginare un sistema di dominio versione 2011, tra politica, economia e malavita. Nel suo nuovo romanzo, «Alla fine di un giorno noioso», con il consueto stile tagliente crea un'atmosfera narrativa magnetica, scandita dai fotogrammi di un film che fa paura: la normalità della vita quotidiana in un Paese corrotto.
[b]Zenone Sovilla[/b]
Giuseppe Sittoni è uno studioso di storia appassionato e scrupoloso. A lui si deve un libro preziosissimo per la conoscenza della realtà locale nel periodo 1943-1945: «Uomini e fatti del Gherlenda. La Resistenza nella Valsugana orientale e nel Bellunese» (edito nel 2005 da Croxarie e Mosaico, Strigno/Borgo).
Quel denso volume (oltre 400 pagine ricche di ricostruzioni dettagliate), ha ravvivato una memoria della lotta di liberazione, troppo spesso minacciata da pulsioni revansciste e revisionistiche.
Dal sito di [b][url=http://www.altreconomia.it/]Altreconomia[/url][/b] riprendiamo l'appello inviato con una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da un gruppo di ex allievi di don Lorenzo Milani alla scuola di Barbiana. È possibile anche aderire all'iniziativa.
Lettera aperta al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.
"Signor Presidente,
lei non può certo conoscere i nostri nomi: siamo dei cittadini fra tanti di quell'unità nazionale che lei rappresenta.
Ma, signor Presidente, siamo anche dei "ragazzi di Barbiana". Benchè nonni ci portiamo dietro il privilegio e la responsabilità di essere cresciuti in quella singolare scuola, creata da don Lorenzo Milani, che si poneva lo scopo di fare di noi dei "cittadini sovrani". Alcuni di noi hanno anche avuto l'ulteriore privilegio di partecipare alla scrittura di quella Lettera a una professoressa che da 44 anni mette in discussione la scuola italiana e scuote tante coscienze non soltanto fra gli addetti ai lavori.
Zenone Sovilla
Ricordate? Una serie di politici, di giornali e finanche di opinionisti (a gettone e non) si sono precipitati ad aggredire verbalmente quegli impertinenti che osarono mettere in dubbio la sicurezza del modello atomico, all'indomani del terremoto giapponese e di fronte alle prime (serie) avvisaglie di fughe radioattive.
C'è pure chi si è gettato a capofitto già nottetempo a distribuire rassicurazioni urbi et orbi mentre ancora tremavano i muri delle centrali, con un tempismo che si sarebbe poi rivelato autolesionista minando quel po' che rimane della credibilità di una folta schiera di opinionisti italiani, quelli che dovrebbero aiutare la democrazia a decidere per il meglio (e invece in genere offrono tristi zuppe riscaldate a caro prezzo collettivo).
[b]Zenone Sovilla[/b]
[i][articolo pubblicato dalla rivista "Protagonisti", edita dall'Isbrec - Istituto storico bellunese della Resistenza e dell'Età contemporanea, gennaio 2011][/i]
[b]Ha un certo radicamento sociale[/b] la convinzione che la provincia di Belluno subì un'ingiustizia all'indomani della Seconda guerra mondiale, allorquando il legislatore costituente non menzionò questa terra dolomitica nell'articolo 116 [b]1[/b] (autonomie speciali) della Carta fondamentale. Invece, vi furono inserite (accanto a valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) le vicine Trento e Bolzano, riunite nella regione Trentino Alto Adige che poi sarà divisa amministrativamente in due province autonome.