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[b]Zenone Sovilla[/b]
Non sempre e non dappertutto si è andati fino in fondo nell'elaborazione delle colpe collettive dopo la tragica parentesi nazifascista in Europa. E anche le responsabilità individuali, da quelle strettamente penali ai fardelli etici e morali, sono spesso sfuggite al giudizio delle istituzioni e delle nuove opinioni pubbliche formatesi via via nel dopoguerra.
Zenone Sovilla
Tempo fa come Giornalisti contro il razzismo avevamo lanciato un campagna che invitava i colleghi a mettere al bando la parola “clandestino” e altri termini ormai trasformati dall’uso in certa politica e nei mass media in vere sentenze di condanna sociale (quali “vu cumprà”, “extracomunitario”, “nomadi”, “zingari”).
Tre giorni fa, in un convegno all’Università Cattolica, il sindaco di Milano ha dichiarato: “I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono”.Al suo fianco sedeva il ministro dell’interno Roberto Maroni (Lega Nord), che ha colto l’occasione per riproporci uno dei suoi vecchi pezzi di repertorio: “Ci sono dei rischi anche nelle nostre città che avvenga ciò che è avvenuto nelle banlieue parigine qualche anno fa”.
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[b]Zenone Sovilla
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Tempo fa come [url=http://www.giornalismi.info/mediarom/][b]Giornalisti contro il razzismo[/b][/url] avevamo lanciato un campagna che invitava i colleghi a mettere al bando la parola "clandestino" e altri termini ormai trasformati dall'uso in certa politica e nei mass media in vere sentenze di condanna sociale (quali "vu cumprà", "extracomunitario", "nomadi", "zingari").
Tre giorni fa, in un convegno all'Università Cattolica, il sindaco di Milano ha dichiarato: "I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono".
Ho chiesto a Giancarlo Salmini, sociologo e giornalista, di raccontarci la sua esperienza nel movimento studentesco del '68 e successivamente di protagonista dell'attività di Lotta continua, in particolare a Trento.
Ho chiesto a "Carlos", che è un amico e anche un collega di scrivania, di raccontare il percorso che lo ha portato dalla sua cittadina natale in Piemonte a Trento e alla facoltà di sociologia.
Ecco la sintesi del suo racconto.
L'intervista fu raccolta il 28 giugno 2001 e fu pubblicata all'epoca da Nonluoghi.
[b]z. s. [/b]
[i] [Ritenendolo ancora attuale riproponiamo questo articolo di qualche anno fa][/i]
[b]Zenone Sovilla[/b]
A proclamare il 1° Maggio fu la seconda Internazionale del 1889: sarebbe stata la giornata mondiale di lotta per la conquista delle otto ore di lavoro. La seconda Internazionale si costituì sulla scia della lunga polemica fra Marx e Bakunin.
Zenone Sovilla Parliamo di acqua potabile. È sintomatico che i principi etici gettati alle ortiche dalla privatizzazione pianificata dal governo italiano non scatenino una rivolta popolare. Ieri sera ero a…
[b]Zenone Sovilla [/b]
Una famiglia decide di vivere in campagna. Lontano dal traffico, dal caos, dai rumori e dall'inquinamento.
Tutt'attorno prati, campi e soprattutto vigneti.
Sarà un paradiso. Un ottimo contesto per mettere in pratica gli ideali di uno stile di vita sobrio e sostenibile nel rapporto con la natura.
Che dire di un Paese che di fronte alle emergenze economiche e al dramma ecologico che causano vittime crescenti, si trastulla con le leggi ad personam, le "grandi riforme", l'impunità garantita ai politici (i primi che dovrebbero dimettersi se combinano guai con la giustizia!) con tanto di giornali che titolano ("Marameo ai giudici")?
Che dire di larga parte della cosiddetta opposizione che si prepara a sedersi al tavolo del dialogo per parlare d'altro, in un Paese in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri?
In cui la mobilità sociale è inceppata e la gente si fa strada principalmente con modalità inconfessabili o per via ereditaria? Con tutto l'intreccio di ricatti e amnesie civili che ne consegue.
[b]Zenone Sovilla [/b]
È davvero singolare che gli amministratori pubblici italiani non riescano a partorire nulla di più significativo delle domeniche senz'auto, davanti a uno scenario raccapricciante fatto anche di migliaia di morti (se ne stimano circa 7 mila l'anno) e decine di migliaia (se ne stimano 60-70 mila) di malati, in Italia, per cause correlate all'inquinamento urbano.
Anno dopo anno, meglio se sotto elezioni, si ripetono stancamente le solite, pressoché inutili, iniziative della domenica.
[b]Pietro Frigato [/b]
Chi non lavora non fa l'amore, come recitava la canzonetta (antisessantottina) di Celentano, è un'affermazione che può essere messa seriamente in discussione: se è vero che una persona che viva una situazione di disoccupazione prolungata potrebbe vedere compromessa la sua possibilità di intrattenere rapporti sociali edificanti come quelli erotico-affettivi (non tutte le persone in stato di indigenza, ad ogni buon modo, risultano essere prive di partner), d'altro canto è anche vero che non tutti quelli che lavorano fanno sesso e che la maggior parte degli scambi erotici non avviene direttamente sui luoghi di lavoro. Si potrebbe problematizzare oltre, ma quel che più conta è che non esistono evidenze empiriche incontrovertibili a favore della tesi lavoro uguale sesso assicurato.