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[ riceviamo e pubblichiamo ]
Mao Valpiana
L’Assessore del Comune di Verona, Vittorio Di Dio (Alleanza Nazionale),
non vuole vedere le bandiere della pace in Piazza Brà. Nemmeno se a issarle sono persone al di sopra di ogni sospetto come i padri comboniani, che insieme al Centro Missionario Diocesano hanno preparato la “Carovana della pace” di passaggio a Verona. Per l’assessore quelle sono bandiere sovversive. Certamente è male informato. Forse conviene ricordagli la vera storia di quel vessillo.
La scure del governo di destra si sta abbattendo sul pluralismo dell'informazione: mentre i grandi gruppi industriali continueranno a ricevere denaro pubblico per le loro pubblicazioni, molte voci fuori dal coro che fanno democrazia più che mercato, rischiano di tacere.
Ecco l'appello del quotidiano Il Manifesto.
da www.ilmanifesto.it
Una nuova emergenza bussa alle nostre porte. Ha qualcosa di simile alle tante dei nostri 37 anni di vita, perché sempre di bilanci in rosso si tratta. Ma è molto diversa da tutte le altre che l’hanno preceduta, perché stavolta non si tratta di raccogliere qualche soldo per sopravvivere ma di trovare le risorse per una battaglia di libertà che non riguarda solo noi.
(riceviamo e diffondiamo la seguente nota del'associazione Ambiente e Salute di Bolzano).
Ci etichettano, in maniera dispregiativa come "Quelli del no", in opposizione agli ambientalisti del sì o del fare, ai quali in pratica va tutto bene, basta sedere nel comitato di gestione.
A volte però pecchiamo solo di buona previsionalità, cioè capiamo come andranno le cose 5 minuti prima degli altri e per questo, come dice un antico detto cinese, passiamo 5 minuti da imbecilli o almeno da rompipalle.
[Riceviamo dal Comitato Verità e Giustizia per Genova e volentieri diffondiamo]
Comunicato stampa
Sembra che il cosiddetto decreto salva Berlusconi, fra i suoi vari effetti collaterali, abbia la sospensione dei processi in corso contro agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell'ordine per i fatti del G8 di Genova del 2001. Sarebbe una beffa, dopo sette anni di indagini e udienze, e un atroce atto di ingiustizia per le centinaia di vittime degli abusi compiuti nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz e per tutti i cittadini democratici. Sarebbe un atto così grave, che stentiamo a credere che possa davvero compiersi.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione riguardante il tema dell'immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società.
[ da www.carta.org ]
Pubblichiamo un testo che non è un appello né tanto meno un documento. è una lettera, che varie persone hanno pensato fosse utile scrivere, correggere, riscrivere ed emendare o semplicemente condividere. Tutto è stato fatto in pochi giorni, la settimana scorsa. Sentivamo un’urgenza: suggerire che, di fronte a quel che sta cadendo addosso a noi cittadini, comunità, società civile o movimenti [ognuno usi il termine che vuole], c’è la possibilità non solo di resistere, ma di cominciare a fondare da subito un altro genere di politica. Non è una novità, questa convinzione.
Pubblichiamo di seguito l’intervento di Paolo Cacciari a Firenze, sabato 19 aprile, durante l’assemblea convocata dall’associazione per una sinistra unita e plurale.
Paolo Cacciari
A fronte della catastrofe elettorale, bisogna evitare di aggiungere altri due errori ai molti che abbiamo già commesso.
Il primo, pensare che tutte le persone critiche verso questo modello di società e sistema politico siano di botto sparite o peggio siano diventare simpatizzanti delle destre reazionarie e del neoliberismo ben temperato, quando invece non dobbiamo dimenticare che le elezioni sono sempre di più un filtro deformante della realtà, non una libera espressione dei propri desiderata, ma un atto di delega coartato dai ricatti delle regole bipolariste e condizionato dalle paure di una crisi economica incombente che spinge al «si salvi chi può» che spinge ad affidarsi a chi appare più aggressivo nella difesa dei propri interessi immediati. «Presupposto della libertà è l’autonomia dalla necessità del bisogno» – mi pare dicesse Hannah Arendt – e non siamo certo in questa condizione.
[ tratto da www.altrenotizie.org ]
Alessandro Iacuelli
Le elezioni sono passate, il governo ancora deve nascere, ma già da qualche giorno Giulio Tremonti si sta lasciando andare a fantasie nucleari abbastanza pericolose, in quanto coinvolgerebbero altri Paesi nel modo peggiore possibile: scaricando sulle loro popolazioni i costi ambientali e sanitari, oltre ai rischi nucleari, della produzione elettrica destinata all’Italia.
[tratto dal quotidiano Liberazione - www.liberazione.it - del 4 aprile 2008]
Sergio Brenna *
Con grande profusione del consueto fascino seduttivo italico da parte delle istituzioni locali (dalle glorie della lirica scaligera e del calcio ambrosiano, al glamour degli stilisti, dei designers, dei cantautori, sino alle prelibatezze gastrononomiche di casa Berlusconi ad Arcore) e grazie alla consumata abilità diplomatica del Governo nazionale, Milano ha ottenuto l'ambìta designazione da parte dei membri del Bie a sede dell'Expo mondiale nel 2015.
Il documentario “Civiltà bruciata. La terra degli inceneritori", venerdì 21 marzo, alle 21.30, sarà il protagonista della prossima puntata del programma di OdeonTv "Rebus, questioni di conoscenza", curato e condotto dal giornalista Maurizio Decollanz.
In studio ci sarà anche l'autore di questo video-verità sulla gestione dei rifiuti in Italia, **il giornalista Zenone Sovilla.
[ clicca qui per rivedere la puntata on line ].
Vai al sito dell'autore dove puoi vedere l'intero documentario online: www.sovilla.org .