L’assalto clericale
In un Paese formalmente democratico può capitare che manifestazioni di dissenso politico, quali un corteo in piazza, siano oggetto di attenzioni particolari delle forze dell'ordine, sollecitate o quantomeno assecondate dal potere politico.
Con convinzione, per amore della vita, con il desiderio di essere coerente con il Vangelo, voterò quattro sì. Constato con gioia che, al di là della scontata politica vaticana, sempre più alleata delle culture tradizionaliste e dei poteri reazionari, anche nella chiesa cattolica esiste e si esprime un apprezzabile pluralismo. La gerarchia cattolica, fanalino di coda o controparte in ogni cammino di civiltà e di liberazione, in questa occasione mostra la sua vera faccia. La manovra, che vuole dare l’immagine di una chiesa compatta nell’astensionismo, nasconde una menzogna.
[Articolo tratto dal settimanale anarchico Umanità Nova]. Ogni Costituzione è un po' come il vestito della festa di uno Stato; lo sappiamo bene in Italia dove da decenni le espressioni più o meno avanzate dello schieramento democratico continuano vanamente ad appellarsi ai governi e alle cariche istituzionali affinché sia rispettato il dettato costituzionale del 1948 in materia di guerra, lavoro, diritti o antifascismo.
[Articolo tratto dal settimanale anarchico Umanità Nova]. La sfilata armata del 2 giugno è ormai una funerea tradizione. Seguito a non capire perché si debba festeggiare il passaggio dalla monarchia alla repubblica mandando carri armati e truppe a marciare tra le rovine romane, ma tant'è.
La dinamica casa editrice Elèuthera ha appena pubblicato il saggio "Open non è free. Comunita' digitali tra etica hacker e mercato globale" di Ippolita (128 pagine, 11 euro). Gli hackers fanno molto e dicono poco. Ma, nell'era della tecnocultura, hanno molto da insegnarci: la passione per la tecnologia, la curiosità che li spinge a "metterci sopra le mani", a smontare per comprendere, a giocare con le macchine, a condividere i codici che creano.
L'Unione europea sta discutendo la direttiva, proposta dell'ex commissario Frits Bolkenstein (liberale olandese) durante la presidenza di Romano Prodi, sulla deregolamentazioen del mercato dei servizi. Come scrive il sito Web Stop Bolkenstein , tale direttiva europea, se sarà adottata, avrà come conseguenza che tutti i servizi forniti dai 25 stati membri dell'Unione europea saranno considerati come prodotti economici ordinari. Di conseguenza, settori essenziali, quali la cultura, l'istruzione, le cure sanitarie e tutti i servizi relativi ai sistemi nazionali di protezione sociale potranno essere soggetti alle stesse forme di concorrenza economica delle merci. Ecco altre informazioni e il testo della petizione proposta da Stop Bolkenstein.