Nonluoghi Archivio Liberate Giuliana Sgrena!

Liberate Giuliana Sgrena!

Aggiungiamo la nostra voce flebile e attonita per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena, l’inviata del Manifesto rapita in circostanze oscure in Iraq.
Pubblichiamo di seguito i n umerosi appelli per la liberazione della coraggiosa giornalista raccolti nel sito del Manifesto (www.ilmanifesto.it). Gli appelli

L’appello del Telefono Rosa della Calabria

Il Centro contro la violenza alle donne «Roberta Lanzino» di Cosenza esprime grande preoccupazione per il terribile ricatto che pesa sulla vita di Giuliana Sgrena. Abbiamo imparato a conoscerla attraverso lo straordinario e coraggioso lavoro di giornalista accanto al popolo iracheno allo scopo di dare voce alle sofferenze delle loro guerre, dei loro dolori e per raccontare la verità…non per cospirare. Siamo convinte che qualsiasi popolo non può crescere senza che vi sia libertà di stampa e di movimento e Giuliana ha lottato tenacemente a difesa della causa delle donne in Iraq, in Palestina, in Afghanistan e in Algeria. Vorremmo che a lei giungesse, in questi terribili momenti, la nostra vicinanza,il nostro sostegno e la nostra fiducia nel credere in un possibile dialogo tra donne occidentali e mondo arabo. Chiediamo il ritiro del contingente italiano dall’Iraq e facciamo appello alle Istituzioni tutt, alle associazioni, ai partiti, alle donne e agli uomini affinché sostengano ogni iniziativa volta al raggiungimento di questo scopo. Da oggi dalle nostre case sventolerà la bandiera della pace. Liberate Giuliana, donna di pace. Il Centro contro la violenza alle donne «Roberta Lanzino» Il Telefono Rosa della Calabria

20/02/2005

L’appello di The Nation

The Nation, il settimanale politico americano più antico e a più larga diffusione sul territorio, lancia un appello “per il rilascio immediato della coraggiosa giornalista Giuliana Sgrena e di tutti gli ostaggi in Iraq”. “The Nation auspica – scrivono nell’appello – l’ annuncio di un programma di ritiro delle forze occupanti in Iraq”. Katrina Vanden Heuvel, direttore del settimanale progressista, si appella alla comunità internazionale affinché si mobiliti per ottenere il rilascio di Giuliana

18/02/2005

I docenti di Napoli: “liberate Giuliana”

Il consiglio dei docenti dell’I.t.i.s. “A Volta” di Napoli, nella seduta del 16 febbraio, ha approvato all’unanimità una mozione per esprimere solidarietà a Giuliana e ai suoi familiari. I docenti chiedono che la giornalista sia rilasciata senza condizioni, viste le sue posizioni contrarie alla guerra, e chiedono al governo e a tutte le forze politiche di adoperarsi in ogni modo possibile per la liberazione di Giuliana.

18/02/2005

Appello di Martin Almada, Premio Nobel alternativo 2002

Con una lettera inviata alla redazione de il manifesto Martin Almada, premio nobel alternativo 2002, si unisce all’appello del quotidiano per la liberazione di Giuliana e il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq. Martin Almada è un avvocato del Paraguay conosciuto per aver scoperto, nel 1992, in una sede della polizia di Asunciòn, tonnellate di documenti del regime di Stroessner che comprovano l’esistenza del Piano Condor. Nel 2002 Almada ha vinto il Premio nobel alternativo, riconoscimento che viene assegnato a Parigi a persone che si sono impegnate per l’educazione alla pace e i diritti umani da parte di alcune associazioni tra le quali l’Unesco. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera arrivata giovedì in redazione. Assuncion, Paraguay, 17 febbraio 2005 Al manifesto. Nella mia condizione di premio nobel alternativo 2002 vi scrivo da Assuncion per manifestare la mia solidarietà a Giuliana Sgrena, giornalista di questo prestigioso quotidiano. Conosciamo l’impegno di Giuliana per la lotta del popolo iracheno e nutriamo la speranza che sia liberata immediatamente. Mi unisco all’appello del mondo per la sua liberazione. Mi unisco anche all’allarme del mondo affinché l’Italia smetta di essere complice dell’occupazione dell’Iraq. La presenza delle truppe italiane in Iraq è un’offesa sia al popolo italiano, sia alla comunità internazionale. Per questo ci ha fatto paura e stupore la decisione del Parlamento italiano di proseguire sulla via tracciata da Washington in sprezzo alla vita e alla dignità al popolo iracheno. Attraverso il manifesto salutiamo con speranza anche la famiglia di Giuliana. Cordialmente e fraternamente Dr. Martin Almada

18/02/2005

Appello dell’Unicef Italia

Il direttore generale dell’Unicef Italia, Roberto Salvan, in occasione di una conferenza stampa per la raccolta di fondi destinati a un progetto in Malawi, ha lanciato un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena, “giornalista impegnata da tempo nel documentare la condizione dei bambini in Iraq e che si è battuta in prima persona contro il dramma delle cluster bombs”

17/02/2005

Appello del World Islamic Call Society

Un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena è stato divulgato dall’ Ufficio italiano del World Islamic Call Society, un’organizzazione, riconosciuta dall’Onu e che collabora per iniziative umanitarie con l’Unicef, l’Unesco e l’Organizzazione mondiale della sanità. “Il nostro Ufficio – scrivono – nel confermare la propria ferma condanna del sequestro di persona in generale, e delle donne in particolare, condanna conseguentemente l’uso dei sequestri per risolvere i conflitti, implora la parte o le parti interessate, responsabili del sequestro, di rilasciare al più presto la Signora Giuliana Sgrena, restituendola ai propri familiari, anche in considerazione del ruolo assunto dalla giornalista nel far conoscere la situazione in Iraq all’opinione pubblica mondiale”. Il World islamic call society opera in Italia dal 1980 e partecipa al dialogo islamico cristiano attraverso programmi comuni ed incontri, e collabora con la comunità di Sant’ Egidio. Il suo Ufficio in Italia nell’appello conclude: “Il sequestro delle donne è un fatto inaccettabile e contrario all’Islam e alla cultura dei musulmani”

17/02/2005

Appello della Comunità Araba in Italia

La Comunità Araba in Italia esprime la sua crescente preoccupazione verso il prolungarsi del sequestro della giornalista Giuliana Sgrena in Iraq e le minacce che persistono sulla sua incolumità fisica. La Comunità Araba insiste nel ribadire il suo rifiuto totale ad atti di sequestro di ostaggi innocenti nel rispetto del Corano che raccomanda «Nessuno assume la colpa di un atto compiuto da altri». La Comunità Araba in Italia riafferma che la giornalista Giuliana Sgrena si è sempre impengnata a favore di cause umanitarie giuste, in particolare di quelle arabe, rifiutando energicamente l’uso di tutti i mezzi violenti e della guerra in Iraq. Il giornale per il quale lavora Giuliana Sgrena è sempre fedele alla sua posizione nell’opporsi a questa guerra e nel sostenere le cause arabe. La Comunità Araba in Italia interpella tutte le parti influenti sulla scena irachena affinché non risparmino nessuno sforzo possibile per favorire la liberazione di Giuliana nel più breve tempo possibile e prega i rapitori di preservarne l’incolumità fisica. La Comunità Araba in Italia dichiara la sua piena solidarietà con la famiglia, con i colleghi della giornalista Giuliana Sgrena e con il popolo italiano amante della pace. Comunità Araba in Italia Il presidente Ihab Hashem

17/02/2005

Ponti radio per la liberazione di Giuliana

Per la liberazione di Giuliana, l’agenzia radio AMISnet ha lanciato una iniziativa, un appello audio che raccoglie le voci di amici giornalisti e corrispondenti arabi qui in Italia che conoscono la Sgrena e il suo lavoro di giornalista di pace. Da Nacera Benali corrispondente algerina di El Watan a Farid Adly dell’agenzia Anbamed, fino ai corrispondenti di Al Arabiya, dell’agenzia siriana Sana, da Magdi Allam del Corriere della Sera fino a Talal Khrais del quotidiano libanese Assafir, un unico coro di voci che chiede – in lingua araba – la liberazione di Giuliana per il suo fondamentale lavoro di giornalista non embedded. Le parole più ricorrenti nei messaggi in arabo sono « sadika » e « hurria », amica – del popolo iracheno e di quello palestinese – e libertà. I messaggi audio sono trasmessi da ieri sul canale radio via satellite che parte dalla Giordania, Ammannet radio ( ammannet.net), che tramite Nile Sat arriva anche nelle case di Baghdad. L’audio sarà trasmesso fino alla liberazione di Giuliana. Sempre per le radio, i colleghi Palestinesi del Palestine News Network hanno aderito all’iniziativa di AMISnet distribuendo l’appello su alcune radio terrestri del West Bank tramite il loro sito palestinenet.org Tutti gli interventi, singolarmente o raccolti in un unico file audio, sono ascoltabili dai siti di AMISnet ( amisnet.org ) e Lettera22 ( lettera22 ) . Non è il momento di abbassare la voce, anzi se avete una radio accanto a voi alzate il volume. Per informazioni: amisnet 06/8632 8312

17/02/2005

Appello dell’Ordine nazionale dei giornalisti

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Lorenzo del Boca Il video diffuso dalle televisioni con le dichiarazioni di Giuliana Sgrena testimonia di un dramma umano e di una coerenza professionale di fronte ai quali l’Ordine dei Giornalisti si toglie il cappello. I giornalisti sanno che il loro mestiere è diventato terribilmente difficile da quando viene messo in discussione il loro ruolo di testimoni imparziali. Le parti in causa – quelle nostrane, senza distinzione, della cosiddetta società civile e quelle internazionali sugli scacchieri di guerra – vogliono un “comunicatore” partigiano, in grado di amplificare le loro dichiarazioni e di minimizzare o ridicolizzare quelle degli avversari. E non basta. Non si accontentano nemmeno quando le cronache – come nel caso di Giuliana Sgrena – risultato più favorevoli agli uni piuttosto che agli altri. Il giornalista risulta comunque scomodo, poco malleabile e, alla fine, nemico. Sembra che dal diritto di cittadinanza venga escluso il professionista che registra quello che vede e che racconta quello che ha sentito. Proprio per questo la categoria deve rimanere coerente con i propri doveri e la propria deontologia, mobilitarsi per riportare a casa Giuliana Sgrena e chiedere al governo e alle Istituzioni il massimo dell’impegno per evitare che a pagare sia una collega che ha fatto soltanto il suo

16/02/2005

Un appello alla solidarietà internazionale dal Burundi

Un appello alla solidarietà internazionale e una petizione in favore della liberazione di Giuliana, Florance e Hussein ci è stato recapitato dal Burundi ed è firmato da decine di singoli cittadini ed esponenti della società civile del paese. La promotrice di questo appello, che scrive da Bujumbura, e legge il manifesto in Internet, scrive: “Ci sono delle firme nel vostro (mio) giornale che cerco e aspetto, tra queste quella di Giuliana Sgrena”. Giuliana e Florance libere, dunque, “perché continui a vivere un giornalismo libero e indipendente, con uno sguardo di donne attento e curioso che ci aiuti a pensare e a capire”.

16/02/2005

L’appello ai migranti siciliani della Rete antirazzista

APPELLO AI LAVORATORI IMMIGRATI ED ALLE ASSOCIAZIONI ISLAMICHE IN SICILIA LIBERIAMO LA PACE GIULIANA, FLORENCE, HUSSEIN ED IL POPOLO IRAKENO Da 2 settimane Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto e storica militante del movimento contro le guerre è stata rapita. Altri nostri fratelli e sorelle attenti informatori dell’odiosa occupazione da parte delle truppe occidentali, sono stati rapiti. Un nuovo elemento di angoscia si aggiunge a quelli che quotidianamente viviamo per le notizie che vengono dall’Irak. I lutti, le occupazioni militari, le torture e le tragedie subite dai vostri popoli, sottoposti ad un continuo sfruttamento ed ad una feroce occupazione militare da parte delle potenze occidentali in Irak e Palestina, sono infatti i nostri lutti. A questa brutalità si aggiungono le vessazioni subite come lavoratori immigrati nel nostro paese ad opera di leggi e pratiche razziste. Ci rivolgiamo a voi con la consapevolezza di appartenere a stati e nazioni i cui eserciti calpestano i vostri diritti e la vostra libertà, ma con l’orgoglio di esserci battuti e di batterci contro l’occupazione dell’Iraq e per i diritti degli immigrati. Da tutta Italia sabato 19 febbraio si manifesterà a Roma per la liberazione di tutti gli ostaggi rapiti, ma anche per quella di tutto il popolo irakeno, ostaggio degli eserciti occupanti, come stiamo facendo dall’inizio di questa aggressione. Non possiamo infatti tacere in questo momento particolare le responsabilità del nostro governo corresponsabile dell’occupazione neocoloniale del paese e dei tremendi lutti e sofferenze che provocano quotidianamente ai nostri fratelli irakeni. Non possiamo assistere passivamente a questa ipocrita campagna che esprime dolore per la sorte di Giuliana Sgrena mentre rimane indifferente di fronte alle centinaia di morti provocati quotidianamente dai bombardamenti terroristici delle truppe di occupazione ( come la distruzione di Falluja).. Non cederemo quindi alla strumentalizzazione di chi ci vorrebbe arruolati alla “ragion di stato” e alla “guerra di civiltà”: perciò continueremo a batterci per l’immediato ritiro delle truppe dall’Irak. Il governo Usa e quello italiano ci vogliono divisi e contrapposti e non esitano a dipingere la legittima ribellione delle popolazioni irakene come terrorismo incivile, mentre si adoperano con un indegna campagna per assimilare l’islam alla barbarie. Noi, che già siamo impegnati a fianco della vertenza nazionale dei fratelli migranti per il permesso di soggiorno e per continuare la solidarietà alle vittime dello tsunami, noi che riteniamo incivile, barbara e terroristica la guerra e l’occupazione militare, ci rivolgiamo a voi non solo per esprimervi la nostra solidarietà ma per invitarvi a partecipare alla nostra lotta per la fine di questa barbara occupazione e per la liberazione di tutti gli ostaggi (per questo venerdì 18/2 interverremo nelle moschee). Perché con il marciare insieme si cementi l’unica vera unità che può sconfiggere la guerra e l’oppressione: l’unita’ dei popoli e degli sfruttati. Fine dell’occupazione militare e ritiro immediato delle truppe con o senza Onu. Sabato 19/02 tutti/e a Roma (info-prenotazioni-Ct:tel.0957152270…) Rete Antirazzista Catanese Via Vecchia Ognina 42

16/02/2005

Appello associazione stampa romana

L’Associazione Stampa Romana visto il drammatico video di Giuliana Sgrena, la giornalista italiana rapita in Iraq, chiede ai giornalisti impegnati nell’informare i fatti riguardanti gli avvenimenti iracheni di insistere sulle peculiarità della figura di Giuliana, donna e professionista da sempre attentissima alle ragioni dei più deboli e dei più lontani. L’appello è in particolare rivolto ai colleghi di lingua e cultura araba il cui contributo è essenziale per arrivare a una rapida liberazione della Sgrena. Nel contempo, chiede al Governo di continuare a percorrere tutte le strade possibili per il ritorno a casa di Giuliana. Chiediamo a tutti i giornalisti di sottoscrivere l’appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e per la partecipazione alla manifestazione nazionale del 19 febbraio a Roma

16/02/2005

Appello dell’Imed

Una lettera aperta in varie lingue per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena è stata inviata ai rappresentanti delle società civili nel Mediterraneo dall’Istituto per il Mediterraneo (Imed): la missiva, diffusa anche in arabo e da rispedire firmata al mittente, esprime, a nome delle organizzazioni delle societa’ civili, l’amarezza e per il rapimento di Giuliana Sgrena e la speranza di una sua rapida liberazione. C’e’ indignazione, si legge nella lettera, “perche’ Giuliana Sgrena, come giornalista, come donna, come osservatrice ha dato voce a chi non ne aveva, ha saputo sempre e comunque occuparsi e riferirsi a quella parte di societa’ civile dell’area mediterranea e medio-orientale spesso neglette dalla grande stampa”. Giuliana, poi, “ha reso partecipe una parte importante dell’opinione pubblica italiana ed europea delle difficolta’, delle oppressioni, delle differenze, delle potenzialita’ e della determinazione che accompagna la vita quotidiana in quella parte del mondo spesso martoriata da guerre e conflitti” prosegue la missiva. “Allo stesso modo ci ha testimoniato le battaglie invisibili per l’affermazione del diritto al lavoro, alla libertà d’impresa, per il diritto di cittadinanza e per il riconoscimento dei diritti fondamentali”. Giuliana Sgrena, infine, “ha sempre avuto quella giusta dose di sensibilita’ e consapevolezza della non facile missione di raccontare senza preconcetti, è stata capace di leggere tra le scarne informazioni, di una informazione spesso non autonoma, di trovare il modo di intervistare o incontrare rappresentanti di quella società civile”. Per questo “in questo momento pi— che mai – conclude la missiva – è importante che lei riprenda a svolgere la propria professione, così come gli altri due ostaggi ancora in mano ai rapitori, Florence Aubenas e il suo traduttore Hussein Hanun Al-Saadi. Non solo la liberta’ di informazione ma l’insieme delle nostre società civili ne trarranno vantaggi”.

16/02/2005

Appello del sindaco palestinese di Jenin

Il sindaco di Jenin, in Palestina, Waleed Abu-Mwais, in una lettera indirizzata al sindaco di La Spezia Giorgio Pagano, condanna il rapimento di Giuliana Sgrena. “Gentile sindaco – scrive nella missiva inviata il 5 febbraio – condanniamo e denunciamo il rapimento di Giuliana Sgrena, la giornalista italiana in Iraq. Questo fatto e tutti i rapimenti civili non sono umani e sono contro il rispetto dei diritti umani. Desideriamo il suo rilascio immediato”. Il comune di La Spezia dal mese di gennaio è gemellato con la città di Jenin in Palestina e con la città di Haifa in Israele. Da allora sono stati raccolti 37.000 Euro tra le Amministrazioni della Provincia della Spezia per costruire a Jenin un asilo nido o un ospedale. A La Spezia venerdì si terrà anche una fiaccolata in centro per condannare il rapimento di Giuliana Sgrena e di Florence Aubenas, e per chiederne la liberazione.

16/02/2005

Appello dell’Agesci per un segno di solidarietà

Mai un segno di solidarietà sarà “troppo poco”. Un rapimento, una violenza, o qualsiasi atto che leda i più elementari diritti umani è una criminalità verso la quale si può e si deve contestare. E’ possibile e doveroso vincere le paure e l’egoismo per creare un’unica voce che non sia rassegnata al dolore, al terrore, alla prevaricazione, alla guerra, che sia nettamente contro l’indifferenza e testimoni sempre e concretamente il nostro SI alla pace e alla non violenza come strumenti unici per costruire un mondo più solidale. Con questo spirito L’AGESCI (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) aderisce alla manifestazione indetta per chiedere il rilascio di Giuliana Sgrena. L’impegno costante per la legalità e la giustizia, contro il terrorismo e la guerra sono fattori determinanti ed integranti della testimonianza del nostro essere scout. Perché siamo ed educhiamo ad essere cittadini che operano per la pace e vogliono vivere in pace ed in comunione con tutti coloro che abitano questa terra. Auspichiamo la libertà di Giuliana e di tutti quei prigionieri che ancora sono nelle cruente mani dei terroristi, pronti come sempre a dire NO a tutte le forme di violenza da chiunque vengano esercitate. Perché tutti i prigionieri in Iraq, compresa la nostra connazionale, tornino finalmente alle loro famiglie, ai loro affetti. Alla loro vita. L’ AGESCI fa suo l’appello del Santo Padre ai rapitori per la liberazione della giornalista italiana e di tutti i sequestrati, che si è aggiunto forte al coro alzatosi per chiedere il rilascio di Giuliana Sgrena proveniente da qualsiasi parte del mondo, a prescindere dalle ideologie. La vita e la pace appartengono a tutti, sono un patrimonio comune al quale nessuno può e deve rinunciare: non si può restare a guardare, come spettatori silenziosi soprattutto quando sono in gioco i valori più profondi che testimoniamo ai nostri ragazzi. L’AGESCI si occupa di educazione, di ragazzi e giovani e lo fa anche attraverso la partecipazione, quando è necessario, a manifestazioni come quella del 19 febbraio, ma soprattutto formandoli per essere protagonisti della sfida più bella che ogni donna e ogni uomo hanno nel corso della loro vita: lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato. Chiara Sapigni e Lino Lacagnina Presidenti del Comitato Centrale AGESCI

15/02/2005

Appello dalla società civile irachena

Il seguente appello è stato pubblicato sul terzo quotidiano nazionale Al Manarah di Bassora, e su molti giornali e media in Iraq:
I circoli culturali e politici, i media e le organizzazioni della società civile di Bassora condannano il crimine della cattura della giornalista italiana Giuliana Sgrena. Chi ha compiuto questo crimine ha un solo motivo fondamentale che si riassume nell’infangare l’immagine degli iracheni e presentarli al mondo come persone senza valori umani, civili e di fede. Gli autori intendono, con un’azione determinata e programmata, sminuire l’eredità nobile dell’Iraq e la sua coscienza giuridica che ha rappresentato uno dei primi passi fondamentali nella storia dell’uomo, portandolo dall’era dell’oscurità alla luce della civiltà. Ci appelliamo ai sequestratori di agire immediatamente per il rilascio della giornalista italiana che è venuta in Iraq per motivi professionali dell’informazione indipendente.
1) Partito Comunista Iracheno;
2) Unione degli intellettuali in Iraq;
3) Lega degli Scrittori iracheni;
4) Unione dei poeti popolari e scrittori della letteratura popolare (dialettale. ndr);
5) Al Akhbar (giornale);
6) Al Mannarah (giornale);
7) Al Haqiqah (giornale);
8) Shatt Al Arab (giornale);
9) Arrai Al Aam (giornale);
10) Agenzie stampa operanti in Iraq;
11) Consiglio Pace e Solidarietà;
12) Partito Nazionale Democratico;
13) Associazione di Amicizia iracheno-kuwaitiana;
14) Istituto di Informazione del governatorato di Bassora;
15) La Compagnia teatrale di Ibrahim Jalal;
16) Canale satellitare Faihaa;
17) Canale satellitare Diyar;
18) Canale satellitare Fourat;
19) Canale Annakheel;
20) Sindacato dei giornalisti di Bassora;
21) Associazione degli artisti;
22) Unione dei musicisti;
23) La Compagnia teatrale Ibdaa’ (creatività)

15/02/2005

L’appello delle nonne di Plaza De Mayo

A la redacion de Il Manifesto
Abuelas de Plaza de Mayo de la República Argentina
manifestamos nuestra gran preocupación por el secuestro
en Irak de la periodista italiana Giulia Sgrena.
Esta mujer tiene una trayectoria en el periodismo
comprometido y era parte del pueblo iraqueño que está contra la violencia, la guerra y la ocupación.
Unimos nuestra voz a los reclamos por su liberación,
el respeto por su vida e integridad física.
Buenos Aires febrero 2005
Estela Carlotto
presidentessa Abuelas de Plaza de Mayo.
Alla redazione del manifesto: Come Nonne di Plaza de Mayo della Repubblica Argentina
esprimiamo la nostra grande preoccupazione per il sequestro in Iraq
della giornalista italiana Giuliana Sgrena
Questa donna ha un percorso nel giornalismo impegnato
ed è con il popolo iracheno
contro la guerra, la violenza e l’occupazione
Uniamo la nostra voce alla richiesta
della sua liberazione e del rispetto per la sua vita
e per la sua integrità fisica
Bueno Aires, febbraio 2005
Estela Carlotto, presidentessa delle Nonne di Palza de Mayo

15/02/2005

Appello dal collettivo di Carta Cantieri sociali

Ognuno può fare qualcosa Questo messaggio non è solo l’adesione di Carta alla manifestazione di sabato 19 febbraio. E’ un appello, che si assomma a quelli che il manifesto, sta lanciando ogni giorno, e a moltissimi altri. Ognuno può fare qualcosa perché Giuliana Sgrena, Florence Aubenas e il suo interprete, Hussein, vengano restituiti sani e salvi alle loro famiglie, ai loro compagni, al loro prezioso lavoro. Carta si rivolge ai suoi lettori e abbonati, ai suoi soci, ai cantieri sociali e ai nuovi municipi, a chiunque è in grado di raggiungere. A salvare le due Simone, mesi fa, fu certo la trattativa, che richiede riservatezza, ma furono anche le mobilitazioni, le marce, il clima di partecipazione che che si era creato in Italia e non solo. Oggi dobbiamo moltiplicare gli sforzi. E far sì che la manifestazione per la pace proposta dal manifesto riesca grande, e plurale, come i memorabili cortei del 2003 e del 2004, E’ possibile. Basta che i milioni che appesero le bandiere arcobaleno ai loro balconi sentano che dalla sorte di Giuliana dipende quella della verità su quel che accade in Iraq, ovvero la possibilità di conquistare la pace, dopo tanto sangue. Il collettivo di Carta Cantieri sociali

15/02/2005

Appello di Emergency

Cari amici, non dobbiamo operare distinzioni tra l’angoscia personale e privata per la sorte di un’amica e il sentimento di oppressione che l’idea stessa di guerra suscita in tutti noi. Giuliana si è ritrovata a vivere una situazione assurda e violenta mentre stava testimoniando contro l’assurdità della violenza. Dire che l’impegno per la pace distrugge chi lo pratica non sarebbe soltanto un’insopportabile volgarità, ma sarebbe anche una menzogna, una disinformazione nella quale molti sono impegnati, contro la quale è sempre stata impegnata Giuliana. Non è la volontà di pace a colpire chi la coltiva: è la guerra a sporcare, nascondere, colpire tutto. Per questo l’impegno di questi giorni per liberare Giuliana non è altra cosa dal suo e nostro impegno di sempre contro la guerra e contro i crimini, le sofferenze, le distruzioni e le falsità in cui la guerra consiste. I motivi per i quali chiediamo la liberazione di Giuliana sono gli stessi per i quali chiediamo la liberazione dell’Iraq dall’occupazione militare, la liberazione dell’umanità dalla violenza e dalla guerra. EMERGENCY

15/02/2005

L’appello dell’Università di Bassora

L’agenzia di stampa Ansamed ci ha trasmesso questo messaggio inviato deal responsabile delle pubbliche relazioni dell’Università di Bassora: Gentili signore e signori, A nome dell’università di Bassora-Iraq, vorrei esprimere la nostra condanna e la nostra rabbia per il rapimento della giornalista italiana Giuliana Sgrena. Noi crediamo che il vero obiettivo di questo crimine è di infangare il buon nome degli iracheni. Questo atto indegno non appartiene al buon comprtamento degli arabi e dei musulmani quindi, in nome dell’Islam, chiediamo ai rapitori di liberare la giornalista perché pensiamo che sia venuta in Iraq esclusivamente per motivi professionali. Questo nostro appello verrà pubblicato sulla nostra rivista bisettimanale e verrà inviato ai giornali locali. Adil Hameed Raheem(M.A) Deputy Director Cultural Relations, Public affairs & Information Dept. University of Basrah Iraq

15/02/2005

Appello della Rete Ue Enti Locali per la pace in Medio Oriente

Per Giuliana e Florance, per la loro liberazione, si è mobilitata la Rete Europea degli Enti Locali per la pace in Medio Oriente, i cui rappresentanti si sono riuniti a Venezia dall’11 al 13 febbraio per partecipare alla riunione della Rete europea degli Enti Locali per la pace in Medio Oriente. Da lì hanno lanciato un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena e di Florence Aubenas. “Ci uniamo a quanti si stanno adoperando quotidianamente per la liberazione di Giuliana e di Florence con rabbia e fiducia. La loro libertà è la nostra libertà. Dal giorno del loro rapimento – afferma una nota della Tavola della Pace – ci sentiamo anche noi prigionieri di una spirale della violenza che abbiamo cercato di impedire e che oggi ci avvolge tutti. Sosteniamo tutte le iniziative di mobilitazione della società civile e delle istituzioni (come quella del prossimo 19 febbraio a Roma) che possono contribuire ad avvicinare il giorno in cui potremo tornare a leggere i coraggiosi articoli di Giuliana e di Florance”.

14/02/2005

La poesia di Red Eagle

Giuliana
(a Giuliana Sgrena)

gli occhi grandi
di cerbiatta coraggiosa
piantati in un corpo così fragile
cosa hanno dovuto, voluto guardare
quanti orrori, miserie, ingiustizie raccontate
ma dove quegli occhi ora, quale prigione li chiude
quale angolo scrostato del soffitto sei costretta a vedere
e quale benda, quale follia t’ha messo a tacere
le tue parole sempre trasparenti
attraverso cui abbiamo visto il corpo dei fatti
le storie svelate senza veli con garbata fermezza
flauto di voce troppo fioca eppure testardamente stoica
coperta dagli squilli delle menzogne istituzionali
dall’informazione asservita al potere
dalla televisione in divisa
dai giornalisti signorsì

dove sei adesso
dove i tuoi, i nostri
“non in mio nome” gridati assieme
tante di quelle volte, alla guerra, all’ingiustizia
dove le tue verità sussurrate sottovoce
ti stiamo cercando in ogni angolo di noi
ti stiamo aspettando come una sol persona
siamo tante braccia aperte a stringerti
siamo miliardi di carezze impazienti
pronte a consumarti il viso
siamo l’eco dei tuoi sogni
siamo la libertà scesa in piazza
la difesa dei tuoi diritti, la pace
siamo così confusi
senza di te, le tue parole
i tuoi/nostri “non in mio nome”
ma è proprio in tuo nome
che ora, assieme, siamo qui
per te, con te,
Giuliana….

marco “red eagle” cinque – febbraio 2005

13/02/2005

La poesia di Matteo Moder

Giuliana,
la nostalgia di ieri
non sa accoccolarsi sulle sedie,
meglio la luna sul Tigri
che è lì ad aspettarti

sul confine di febbraio.
Dovunque tu sia
hai un sorriso di scorta
un biglietto di ritorno.
Dovunque tu sia
non hai dimenticato
che solo le tue labbra
sono l’inizio e la fine
di qualsiasi esilio
Dovunque tu sia,
Sei.

6 febbraio 2005

Matteo Moder (e Francesca Longo)

13/02/2005

L’appello del Laboratorio Mediterraneo

I membri del Comitato Scientifico della Fondazione Laboratorio Mediterraneo, John Esposito, Predrag Matvejevic’, Heba Raouf Ezzat, James Piscatori, Shafeeq Glabra, Walter Schwimmer, Michele Capasso, Caterina Arcidiacono, Claudio Azzolini, Nullo Minissi e Tariq Ramadan, hanno sottoscritto un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena. Alla presenza di giornalisti dei Paesi euromediterranei il Comitato Scientifico della Fondazione Laboratorio Mediterraneo ha sostenuto, ratificato e diffuso l’appello del quotidiano Il manifesto in favore di Giuliana, perchè i sequestratori non dimentichino di avere sottratto una giornalista che non ha mai chiuso gli occhi di fronte all’atroce realtà della guerra in Iraq. «Abbiamo pubblicamente assunto un impegno per la sua liberazione sia perché i giornalisti possano continuare a fare il loro lavoro liberamente anche in Iraq sia perch‚ la democrazia e la democratizzazione siano processi che i popoli facciano propri senza interventi esterni», ha dichiarato Tariq Ramadan. John Esposito, Walter Schwimmer e Michele Capasso hanno sottolineato che di fronte alla sensazione di impotenza iniziale bisogna subito condannare senza alcuna condizione o distinzione ogni sequestro e specialmente quello dei giornalisti: «per riaffermare il principio della libertà d’informazione e la possibilità, sempre, di testimoniare la verità».

11/02/2005

La solidarietà di Naoko, l’ex ostaggio giapponese

Nahoko Takato, la ragazza giapponese che venne rapita in Iraq nell’aprile scorso, ci invia un messaggio di solidarietà in cui scrive: “Giuliana, vedrete, sarà presto liberata. Anzi, sento che è già libera. Quanto meno dalla paura. Il suo caso mi riporta a quei momenti: il terrore delle prime ore, la consapevolezza di essere comunque una privilegiata di fronte a tanto dolore e sofferenza, la voglia di capire, essere capita. E la certezza che non eravamo nelle mani di banditi, ma di uomini che si battevano, disperatamente, per la loro terra. So che Giuliana farà quello che abbiamo fatto noi. Dopo averli convinti che non è una spia, parlerà con loro, li ascolterà, e li convincerà che i nostri paesi, i nostri popoli non sono come i governanti che ci rappresentano. Gli iracheni meritano rispetto e solidarietà per la loro sofferenza, ma anche noi meritiamo rispetto per la nostra dignità di cittadini pacifici, contro questa e ogni guerra”. “Purtroppo – aggiunge – le violenze in Iraq proseguono senza sosta, anche dopo queste elezioni farsa. Ho appena ricevuto l’ennesimo video sulla strage di Falluja. Nessuno ne parla, nessuno lo trasmette. Io l’ho visto più volte, e ogni volta non riesco a trattenere lacrime e vomito. L’ho portato alle televisioni giapponesi. Non lo vogliono nemmeno ricevere. Vorrei tanto essere con voi, alla manifestazione. Vi mando comunque un forte abbraccio, nell’attesa di festeggiare assieme la liberazione di Giuliana e di tutti gli altri ostaggi di questa assurda guerra”.

11/02/2005

Gli appelli dell’Imam di Roma e del Centro Culturale Islamico

Oggi presso la Grande Moschea di Roma si è svolto un incontro tra il Sindaco di Roma Walter Veltroni, il Direttore del manifesto, Gabriele Polo, l’imam della Moschea, Mahnud Hammad Sneweita, e il segretario generale del Centro Culturale Islamico d’Italia, Abdellah Redouane. Quelli che seguono sono i testi dell’Appello e Supplica pronunciata dall’imam in lingua araba e dell’attestato di solidarietà espresso da Redouane. Appello e supplica Facendoci interprete dei sentimenti della comunità islamica in Italia ed esprimendo in piena libertà attraverso di essi i principi di liberalità e benevolenza intrinseci all’Islam, noi supplichiamo i nostri fratelli, nella persona degli ulema musulmani in Iraq, e nella persona di tutte le istituzioni, ed organizzazioni, che abbiano a cuore la pace, di prodigarsi generosamente attraverso tutto quel che sia in loro potere, per favorire la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, senza condizione e restrizione alcuna; rammentiamo che la vicenda ha come protagonista una giornalista che opera col fine di favorire il rendere pubbliche e il divulgare quelle che sono le sofferenze del popolo iracheno. Proibire a Giuliana Sgrena il sereno svolgimento del proprio dovere e negare la sua libertà di movimento e di espressione, non aiuta assolutamente a rendere noto quanto sta accadendo in Iraq e va ad occultare molte delle realtà e vanifica la possibilità di venire a conoscenza delle speranze e delle aspettative del popolo iracheno. La nostra richiesta ferma e salda affinché sia restituita la libertà alla giornalista Giuliana Sgrena non si limita a rispondere esclusivamente alle nostre convinzioni etiche ed i nostri principi umani, ma è dettata dagli insegnamenti che l’Islam ci ha dato e che rigettano categoricamente l’oppressione e l’aggressività. Roma, 2 Muharram 1426; 11 febbraio 2005 Signor Sindaco, L’ultima volta che ci siamo visti in questa aula era il 10 settembre del 2004 e dopo cinque mesi ci ritroviamo ancora una volta per lo stesso motivo. In effetti in Settembre abbiamo lanciato il nostro appello per liberare le due Simone e oggi per chiedere la liberazione immediata e senza condizioni di Giuliana Sgrena. Questa iniziativa del Centro Islamico fa parte della mobilitazione generale dell’Italia nella sua richiesta corale affinché Giuliana Sgrena ritrovi la libertà. Ormai la comunità islamica d’Italia costituisce parte integrante dell’Italia stessa e di conseguenza condivide i suoi momenti di gioia e di angoscia. Perciò il significato di questa iniziativa mira a esprimere i sentimenti di tutti noi in questa difficile circostanza indipendentemente dalle sensibilità religiose, etniche e culturali. Vogliamo anche manifestare la vicinanza di tutta la comunità islamica alla famiglia, ai colleghi ed amici della giornalista. Detto questo non dubito che la rilevanza simbolica del centro Islamico Culturale d’Italia, sede di questo appello, faccia sì che si possa giungere ad una felice conclusione al più presto. Vorrei prima di concludere ringraziare il sindaco, Walter Veltroni, per il suo infaticabile impegno che lo porta ad essere sempre in prima linea per le nobili cause. Esprimiamo inoltre tutta la nostra solidarietà al Direttore del Manifesto, Gabriele Polo, confermandogli che la comunità islamica d’Italia e il Centro Islamico non risparmieranno alcuno sforzo al fine di ottenere la liberazione di Giuliana Sgrena. Dr. Abdellah Redouane Segretario Generale

11/02/2005

Appello alle radio irachene di Peace Link

“My name is Alessandro Marescotti…” Così comincia l’appello in inglese con cui il presidente di PeaceLink chiede la liberazione di Giuliana Sgrena, la giornalista italiana rapita in Iraq, e di Florence Aubenas, un’altra giornalista di nazionalità francese anch’essa nelle mani di rapitori nella martoriata nazione irachena. L’appello di PeaceLink verrà diffuso in Iraq via radio tramite l’agenzia radiofonica Amisnet che ha chiesto a diverse associazioni e rappresentanti della società civile italiana di “dare voce” direttamente in inglese o francese alla solidarietà verso queste due coraggiose giornaliste, leggendo un appello per la loro liberazione. Questo è il testo che nelle prossime ore verrà diffuso in lingua inglese via radio in Iraq: “Il mio nome è Alessandro Marescotti. Sono il presidente di PeaceLink, un network italiano per la pace e i diritti umani che opera contro la guerra Usa. PeaceLink chiede la liberazione di Giuliana Sgrena. Chiediamo la liberazione anche di Florence Aubenas. Sono unicamente voci libere e donne contro la guerra. Liberate Giuliana Sgrena e Florence Aubenas!”

11/02/2005

Appello dell’Udi per il ritiro delle truppe dall’Iraq

Le donne dell’Udi stanno partecipando e parteciperanno a tutte le manifestazioni per la liberazione di Giuliana. Intanto si preparano alla manifestazione del 23 febbraio a Roma, dalle 11,30 alle 14, a Montecitorio (via delle Coppelle), con la quale porteranno in Parlamento le firme raccolte per il ritiro della macchina da guerra dall’Iraq. Sono fino ad ora sono oltre diecimila le firme. “Abbiamo fissato questo appuntamento una settimana prima del rapimento di Giuliana, ma adesso lavoriamo pensando a lei”. E nell’appello chiedono “che si fermino gli atti di guerra, si ritirino le truppe, a cominciare da quelle italiane, si favorisca e si stabilisca il controllo dell’Onu, a cominciare dai luoghi di detenzione”, e chiedono “che l’Italia, in nome della sua Costituzione, diventi luogo privilegiato di produzione della pace tra le donne e gli uomini del pianeta”. Per adesioni: udinazionale@tin.it

10/02/2005

La solidarietà delle Rsu di Firenze

Le Rsu di Firenze esprimono la propria solidarietà a Giuliana Sgrena “vittima dell’ennesimo e vile episodio originato da una guerra assurda che le organizzazioni sindacali hanno sempre contestato e rifiutato. Il nostro auspicio – continua il comunciato – è che questa inaccettabile e sciagurata vicenda si risolva il più rapidamente possibile e nel migliore dei modi e allo stesso tempo rappresenti un monito nei confronti dell’ideologia che, con diverse motivazioni, giustifica comunque la guerra”. Le Rsu invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori del comune di Firenze a partecipare alle iniziative pubbliche a sostegno della liberazione di Giuliana.

10/02/2005

L’appello dei giornalisti del Maghreb arabo

«Siamo fermamente convinti che le due colleghe svolgevano un lavoro degno di rispetto e di considerazione, e siamo testimoni della loro umanità che ha fatto loro ripudiare qualsiasi guerra e qualsiasi tragedia, compresa quella del popolo fratello iracheno», così l’appello lanciato da Nacer Mehal, direttore generale dell’agenzia di stampa algerina APS, presidente del pool delle agenzie di stampa dell’Unione del Maghreb Arabo(UMA) e vice presidente dell’Alleanza delle agenzie di stampa Mediterranee (AMAN), per la liberazione della giornalista italiana Giuliana Sgrena e della collega francese Florence Aubenas. «La sorte delle nostre sorelle Giuliana Sgrena e Florence Aubenas ci è molto a cuore sia come giornalisti sia come fermi difensori di tutte le cause arabe», ha detto Mehal lanciando un accorato appello ai rapitori delle due giornaliste e dell’accompagnatore Hussein Hanoun El-Saadi. «L’attentato all’integrità fisica dei giornalisti è controproducente per difendere la causa irachena – ha consluso Mehal – e non può che servire alla propaganda nemica dell’Iraq, del mondo arabo e dell’Islam»

10/02/2005

Ramadan: “I sequestri sono da condannare”

Tariq Ramadan, l’islamista egiziano, ha condannato oggi il rapimento di Giuliana specificando che “il rapimento non è solo da condannare perché Giuliana Sgrena è sempre stata dalla parte del popolo iracheno ma perché i sequestri sono comunque da condannare”. “Episodi del genere alimentano il dibattito sull’opportunità di avere giornalisti in Iraq – ha detto Ramadan – ma la risposta è una sola: sì, è giusto avere giornalisti in Iraq, abbiamo bisogno dei giornalisti in quanto testimoni della realtà, per altri versi sarebbe una catastrofe prima di tutto per il popolo iracheno. Questo gesto è quindi sbagliato in assoluto, è contro la libertà, contro ogni etica, contro l’Islam”

10/02/2005

Gli intellettuali di Bassora condannano il rapimento

«Queste azioni – si scrive nella nota – non fanno altro che screditare l’immagine del cittadino iracheno, presentandolo al mondo come un essere umano privo di valori religiosi, umani e civili. Noi ci appelliamo ai sequestratori affinchè liberino Giuliana Sgrena, una giornalista che è venuta in Iraq per motivi puramente professionali». E’ l’appello che in una riunione tenutasi mercoledì a Bassora hanno firmato tutti i partecipanti tra cui i rappresentanti della Federazione Letterati di Bassora, della Lega degli Scrittori, dei quotiani Al-Akhbar, Al-Manara, Al-Hakika, Shat Al Arab, Alrai Al-am, della compagna teatrale Ibraheem Jalal, dell’Ufficio informazione Università di Bassora, l’Associazione degli artisti, l’Ordine dei giornalisti di Bassora, le tv satellitari Al-Diar, Al- Furat, Al-Nakheel e il Partito Nazionale Democratico, tutti firmatari dell’appello.

10/02/2005

La lega algerina per la difesa dei diritti dell’uomo

“Florence e Giuliana rappresentano delle perle del giornalismo sia per la loro cultura, ma soprattutto per la loro volontà e per la determinazione con cui fanno il loro lavoro in favore della pace, del rispetto della persona umana e di quello dei diritti dei popoli a disporre di loro stessi”, lo ha affermato Abdelnour Ali Yahia, presidente della Lega algerina per la difesa dei diritti dell’uomo.

La ligue algérienne pour les droits de l’homme

Florence et Giuliana représentent des joyaux du journalisme de par leur culture mais sortout de par la volonté et la détermination avec lesquelles elles font leur travail pour la paix, le respect de la personne humaine et celuti du droit des peupeles à disposer d’eux-memes” Abdelanour Ali Yahia président de la LIGUE ALGéRIENNE POUR LA DéFENSE DES DROITS DE L’HOMME.

10/02/2005

Mozione del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna

Una risoluzione di condanna del rapimento di Giuliana Sgrena è stata approvata dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna nella seduta di oggi, 10 febbraio. Nella mozione, firmata da consiglieri regionali di tutte le forze politiche e inviata al presidente La Forgia, si chiede al Governo italiano “di proseguire e sviluppare ogni contatto e dialogo per il suo rilascio, e alla Giunta regionale di sostenere ogni iniziativa di sensibilizzazione utile a questo scopo”.

10/02/2005

Mozione unitaria in Lombardia

Il Consiglio regionale della Lomabardia ha approvato ieri una mozione unnime per chiedere la liberazione di Giuliana Sgrena. La mozione firmata e approvata praticamente da tutti i partiti del Consiglio regionale della Lombardia. Una mozione con cui l’assemblea regionale dà la sua «disponibilità a sostenere ogni iniziativa di sensibilizzazione e mobilitazione utile a questo scopo». Nel testo si esprime «forte preoccupazione» per il sequestro di Giuliana, «cavaliere del Lavoro della Repubblica italiana, giornalista impegnata, che ha sempre svolto un ruolo civile e umanitario nella trasmissione della conoscenza dei fatti e delle opinioni». Il Consiglio regionale insieme condanna quanto accaduto ed è vicino ai familiari e amici della giornalista. Anche per questo, chiede al governo di tentare qualsiasi «contatto e dialogo» per arrivare alla liberazione di Giuliana e si dice disponibile a ogni iniziativa che possa aiutare ad ottenere il suo rilascio.

09/02/2005

Intellettuali, cittadini e scrittori del Corno d’Africa

L’Associazione Bnaadir, che raccoglie intellettuali e cittadini dell’antica regione del Corno D’Africa Banaadir, lancia un appello per la liberazione di Giuliana Sgrena: “Noi cittadini di origine araba/africana e musulmana, come comunità di Banaadir in Italia, ci appelliamo alle persone che detengono lGiuliana Sgrena, giornalista e esperta dei paesi Arabi/Africani. Vi assicuriamo che è stata una tra le prime giornaliste italiane che si è occupata dei casi degli Arabi in Africa, in particolar modo quello degli Arabi del Banaadir (Somalia). Crediamo che, chi ha aiutato e si è impegnato nell’azione di Informazione inerente le problematiche della popolazione Araba e paesi Arabi, meriti un ringraziamento. Essa è una persona che ha dedicato il suo tempo e la sua conoscenza per aiutare il popolo iracheno in questi momenti cosi difficili. Giuliana fa parte di quell’area del nostro paese (Italia), che non ha mai condiviso la guerra preventiva, ed era/è contraria alla guerra. In Iraq stava dedicando il suo tempo prezioso ad aiutare il prossimo, anche se è di altre nazionalità, Cultura e Fede. Persona che, con tutta la difficoltà del caso è andata in Iraq per informare la comunità internazionale a favore dei Iracheni, in particolar modo quella parte colpita drammaticamente dalla guerra, rischiando la propria Vita. Vi preghiamo in nome d’Allah clemente e misericordioso di liberarla subito”.

09/02/2005

Appello delle donne tunisine

L’ «Espace Tanassof », un’organizzazione che lavora in Tunisia per lo sviluppo della cittadinanza delle donne, ha inviato un appello per la liberazione di Giuliana: « Amica dei popoli arabi, Giuliana non ha mai esitato, per testimoniare le nostre vicende, ad andare laddove le voci delle donne e degli uomini innamorati della libertà, della democrazia e della giustizia sono stati presi di mira. Con coraggio, competenza, abnegazione e fedeltà, si è assunta tutti i rischi ivi compreso il prezzo della sua vita per far luce sulla nostra situazione nel rispetto assoluto della nostra cultura e dei nostri valori. Lo ha fatto laddove l’ingiustizia regna, e in particolare al giorno d’oggi in Iraq. Dando parola agli iracheni, è la lotta per la loro dignità, la loro indipendenza, e la loro libertà che disvela ai suoi lettori. Giuliana è contro la guerra e cerca la sua informazione alla fonte».

09/02/2005

Petizione internazionale on line per Giuliana e Florance

L’associazione Un Ponte per… lancia una petizione internazionale online sul sito petitionspot.com con un appello per la liberazione della nostra compagna Giuliana Sgrena, della giornalista di Liberation Florence Aubenas e del suo interprete iracheno Hussein Hanoun al Saadi, ancora detenuti in Iraq dal 5 gennaio scorso. Vi invitiamo a firmare, diffondere o linkare su altri siti l’appello tradotto appositamente in inglese, francese e spagnolo.

On line the international petition to support Giuliana and Florance

The association “Un ponte per…” starts an international petition on the web site petitionspot.com in order to ask for the release of the two women journalists kiddnapped in Baghdad: Giuliana Sgrena and Florance Aubenas, two important voices of truth, and the intertreper Hussein Hanoun al Saadi. We invite you to join the petition and to link it to your websites.

09/02/2005

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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