Al cinema “Bordertown”, il volto omicida della globalizzazione

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«Altro che libero scambio, questo è libero schiavismo ». In una battuta della protagonista (Jennifer Lopez) c’è il filo conduttore di «Bordertown», il film di Gregory Nava uscito lo scorso weekend, ispirato alla realtà di Ciudad Juarez, metropoli messicana di frontiera. Qui, dopo il trattato Nafta del 1994, sono aumentate a dismisura le fabbriche (comproprietà Usa e di oligarchie locali) che producono a basso costo beni di consumo, dai computer ai televisori, per il vicino mercato nordamericano.

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