di Lorenzo Guadagnucci
A Milano - nelle carceri di San Vittore, Bollate e Opera - sono detenute dall'11 marzo scorso 25 persone. Devono rispondere di vari reati, il più grave dei quali è già sinistramente noto a chi abbia seguito le vicende seguite al G8 di Genova del 2001: è il reato di devastazione e saccheggio, che si contraddistingue per la cospicua entità della pena, che prevede un minimo di otto e un massimo di quindici anni. A Milano, a rendere particolarmente odiosa la situazione, ci sono due cose: l'uso disinvolto della carcerazione preventiva e il modo con cui furono eseguiti gli arresti. Partiamo da quest'ultimo aspetto.