“Porta a porta”, l’Iraq e l’unreality show…
di Marco Cedolin Negli ultimi anni mi sorprendo sempre più spesso a domandarmi quale sia la linea di demarcazione che separa la realtà dalla finzione e quanto ci sia di reale nelle rappresentazioni degli accadimenti che giungono fino a noi così ottimamente sceneggiati, interpretati, plausibili. Già, plausibili, la realtà, in natura, quando esiste libera di fluire senza la forzatura di un copione, senza dover sottostare alle leggi dell’audience, senza la costrizione di dover creare in chi la osserva del pathos, non sempre è plausibile, né perfetta, né tantomeno spettacolare. Ma la nostra realtà sì.
