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Il funerale della Repubblica

di Marco Cedolin
At..tenti, Rip…so; il 2 giugno saremo pronti per celebrare la grande festa della Repubblica. Alla TV hanno già fatto vedere le prove della grande sfilata militare di mercoledì; ci saranno l’esercito e l’aviazione, i sommozzatori e gli alpini, i tricolori e le personalità, diecimila agenti a presidiare Roma e la diretta televisiva, il ministro Pisanu e la tolleranza zero, mancherà solo lei, la Repubblica.
Che fine ha fatto la Repubblica Italiana, fondata nel 1946 e regolata dalla Costituzione?

Non è stata rapita dalle brigate verdi, neppure è stata fatta esplodere dai terroristi di Al Quaeda, né tantomeno è caduta vittima dei pacchi bomba degli anarco insurrezionalisti; eppure, proprio alla vigilia del giorno deputato a festeggiarla, è sparita senza lasciare di sé alcuna traccia.
Viveva nell’Articolo 4 : La Repubblica riconosce a tutti cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

E nell’ Articolo 36 : il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
L’hanno assassinata gli economisti e i politici di regime, dando vita alla riforma Biagi, perseguendo la precarizzazione del sistema lavoro attraverso una flessibilità esasperata, creando disoccupazione, riducendo il valore di acquisto dei salari, ben al di sotto del limite di sostentamento delle famiglie.

Viveva nell’ Articolo 11 : L’Italia ripudia la guerra, come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

L’hanno ammazzata un governo guerrafondaio e un’opposizione inetta. L’hanno ammazzata mandando i nostri soldati ad occupare uno stato sovrano, nascondendoli dietro al dito di fantomatici aiuti umanitari. I nostri soldati occupano, combattono, sparano, uccidono; non sono una forza di pace, poiché non vi è pace dove esistono l’occupazione e la prevaricazione, esistono solo la guerra e l’offesa all’altrui libertà.

Viveva nell’Articolo 13 : è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà.

L’hanno strangolata le forze dell’ordine che si sono coperte di vergogna, a Napoli, come a Genova; poliziotti e carabinieri, trasformatisi in torturatori senza scrupoli e senza dignità.
L’hanno strangolata i parlamentari che hanno approvato lo scellerato emendamento della deputata leghista Carolina Lussana, dove si dice che la tortura in Italia è permessa, se non reiterata.

Viveva nell’ Articolo 15 : la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

L’hanno uccisa le intercettazioni telefoniche, i sistemi di controllo, il decreto Urbani. Infieriranno sul cadavere le future leggi, il decreto grande fratello, già bocciato, ma che presto verrà riproposto in nuova veste al parlamento.

Viveva nell’Articolo 9 : La Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione.

Le hanno tolto la vita le cartolarizzazioni selvagge, il programma di dismissioni d’immobili di proprietà pubblica, la svendita del territorio demaniale.

Viveva nell’Articolo 32 : la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e assicura cure gratuite agli indigenti.

Hanno praticato l’eutanasia tagliando i fondi e quindi l’ossigeno alla sanità pubblica, reintroducendo i ticket, facendo si che il malato, se indigente possa solo ambire ad essere curato poco e male.

Viveva nell’Articolo 41 : l’attività privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

L’ha decapitata una classe politica che negli ultimi 10 anni si è arrogata il diritto di privatizzare la maggior parte dei servizi pubblici, prima al servizio del cittadino, gestiti secondo la logica della pubblica utilità, oggi al servizio dei privati che li gestiscono secondo l’unica logica che conoscono, quella del massimo profitto.

Viveva nell’ Articolo 47 : la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina, controlla e coordina l’esercizio del credito.

L’hanno stritolata una classe politica asservita agli speculatori di ogni genere e risma, un sistema bancario marcio e corrotto, una palude legislativa che è stata in grado di produrre voragini quali Cirio, Parmalat e mille altre ancora.

Cosa festeggeranno il 2 giugno le armate italiane in una Roma blindata all’inverosimile?
Il funerale della Repubblica! E senza dubbio si tratterà di un funerale di Stato.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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