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Informazione e democrazia

Permessi negati, così la furbizia dei populisti in cravatta offende i lavoratori deboli

Verrebbe voglia di augurare un’esperienza di disperazione lavorativa, magari all’estero, in un clima sociale e politico ostile, a coloro che in questi giorni, anche dentro e vicino al governo, ostacolano il tentativo di regolarizzare lavoratori in nero nell’agricoltura, ma anche colf, badanti e altre figure. Straniere e pure italiane.

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Liberi pensieri di un montanaro

Suggeriamo la visione di questa bella riflessione sulla montagna proposta da Luca Galfrè, uno dei gestori di Paraloup, in Piemonte, pubblicata nel canale YouTube “
iduevagamondi”
, a cura di Simone e Romina, fotografi e blogger italiani.
Gli autori introducono così il video: “Tutto è nato da un messaggio su whatsapp, tutto è nato per caso e forse lo rende ancora più vero ed autentico. Luca Galfrè, uno dei gestori di Paraloup, sta trascorrendo la quarantena in isolamento nel suo rifugio. Durante una soleggiata giornata ci invia un audio: sono parole, pensieri liberi ed emozioni autentiche… la vera protagonista? La Montagna. Già durante il primo ascolto ci commuoviamo, perchè quelle parole ci toccano dentro e fanno venire voglia di fare qualcosa di bello. Ecco l’idea di montare un video che possa ulteriormente valorizzare quei “liberi pensieri”. Le riprese sono state realizzate tutte in territorio italiano negli ultimi 8 mesi: provincia di Cuneo (Valle Gesso, Varaita e Stura) e Trentino (Val Rendena, Val di Fassa e Passo Rolle) per sottolineare ancora una volta la bellezza indiscussa della “nostra” Montagna”.

Addio a Fabio Galluccio, instancabile difensore della democrazia

La notizia della scomparsa di Fabio Galluccio mi ha colto impreparato. Non ci sentivamo da qualche anno, ognuno alle prese con una vita densa di impegni. Ma lo seguivo a distanza, ogni tanto ci siamo mandati un saluto. Era sempre lui, quel Fabio che mi scrisse un email nel gennaio o febbraio del 2000 perché aveva scoperto in Internet il sito da me appena lanciato, Nonluoghi, uno spazio per riflettere sulla crisi della rappresentanza democratica e sul ruolo depotenziato dei media per attivare circuiti di partecipazione critica.

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Clima e aria avvelenata: che dire di chi ora simpatizza a parole con i giovani in piazza ma per decenni ha tradito (e offeso) gli ecologisti?

Piccola premessa: persiste nella politica e nella tecnocrazia una vasta schiera di decisori che da decenni minimizzano e banalizzano la questione ecologica, soavemente supportati dal controcanto di numerosi opinionisti.

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La democrazia non è un diesel

Dunque dopo quattro settimane di regale e ostentata indifferenza, il presidente francese Emmanuel Macron ieri si è degnato di rivolgersi direttamente ai cittadini che si attivano per reclamare, in poche parole, una società più equa.
È una mobilitazione, quella dei gilet gialli, che può piacere o non piacere, ma sarebbe arduo negare la sua efficacia nel mettere a nudo i fallimenti dell’intreccio regressivo fra politica e economia in atto da decenni.

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Le metropoli barbare alleate del dominio neoliberista: idee per una conversione democratica, ecologica e “umana”. Riflessioni sul libro di Guillaume Faburel

Il fenomeno della metropolizzazione delle città come fonte del malessere della nostra epoca, della fuga dalla dimensione umana, della mortificazione di una speranza di conversione ecologica profonda.

Se ne occupa Guillaume Faburel, docente di geografia, urbanistica e scienze politiche a Lione, in un libro  di cui (prima ancora di poterlo leggere) ho ascoltato la presentazione a Lille. Il volume si intitola “Les metropoles barbares. Démondialiser la ville, désurbaniser la terre (Le metropoli barbare. Deglobalizzare la città, deurbanizzare la Terra), edizioni Le Passager Clandestin (2018).

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Migranti: il decreto Salvini colpisce l’accoglienza intelligente e provocherà problemi nei comuni

Il decreto (in)sicurezza per il cambiamento. Perché c’è chi sull’insicurezza “percepita” costruisce facilmente patrimoni politici.
Sul tema immigrazione (impropriamente assimilata dal governo alla questione criminalità) smantellare il sistema di accoglienza e di integrazione sociale diffusa nei comuni (noto con l’acronimo Sprar) per sostituirlo con i casermoni detentivi significherà innescare tensioni di ogni tipo, creare problemi invece di risolverli, gettare persone fragili verso condizioni formali di irregolarità che ostacoleranno l’interazione sociale positiva.
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Caccia e sicurezza, cominciamo dal divieto domenicale

Dopo l’ennesima tragedia con un cacciatore che uccide “per sbaglio” un’altra persona, il ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha lanciato un appello per l’estensione del silenzio venatorio aggiungendo la domenica ai giorni settimanali di divieto (che oggi sono due). Lo può fare il Parlamento, approvando disegni di legge già depositati, ma Costa spiega che le Regioni hanno già oggi la facoltà di introdurre il divieto domenicale in modo autonomo e immediato.

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