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Informazione e democrazia

Salvini se ne frega e il cane da guardia dorme

Più che di Matteo Salvini vorrei parlare dei colleghi giornalisti che continuano a riferire le gesta del ministro senza collocarle in una corretta cornice critica.

Il capo della Lega attacca violentemente la magistratura, colpevole di aver dato corso all’obbligo dell’azione penale di fronte a un fatto gravissimo quale il blocco – prima in alto mare e poi in porto – della nave Diciotti della marina militare (guardia costiera) carica di migranti, molti dei quali minori non accompagnati e al limite delle forze.

Qui sarà utile ricordare che la legge – nell’epoca del “governo del cambiamento” – rimane ancora “uguale per tutti”, nessuno si può collocare al di sopra di essa invocando investiture popolari del tutto fantasiose.

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Salvini, M5S e stato di diritto

Forse si potrebbe aprire un confronto semantico sulla parola legalità. Ma restiamo ai fatti.

Il governo italiano, con la connivenza europea, sta sabotando deliberatamente il dispositivo di ricerca e salvataggio dei naufraghi (qualunque naufrago) nel Mediterraneo.
Ciò, spiegano numerosi giuristi, contravvenendo a una serie di norme, dalla Costituzione italiana, al Codice della navigazione, al diritto internazionale.

Nell’arco di tre cambi di governo abbiamo assistito a una involuzione.

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La sinistra che non c’è

Partiamo da lontano: per esempio dal giugno 2000, quando questo sito pubblicò, per gentile concessione dell’autore, Paolo Barnard, il testo completo dell’inchiesta tv “I globalizzatori” (realizzata per Report, Raitre). Si trattava di un lavoro che svelava dinamiche e retroscena di ciò che da tempo denunciavano i cosiddetti movimenti no global, vale a dire il progressivo insediarsi del pensiero unico neoliberista, l’imporsi del dominio del mercato, della logica dell’impresa e del profitto a ogni costo. Il tutto con conseguenze nefaste per persone e gruppi sociali (salvo i ricchi che lo diventeranno ancora di più).
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Respingere i naufraghi è bullismo politico che fa del male a noi tutti

Chiudere i porti italiani alle navi cariche di naufraghi è vergognoso.
Strumentalizzare queste vite umane per polemizzare con gli altri Paesi europei su chi è il più cattivo è tragicamente puerile e ingannevole.
Attaccare le organizzazioni umanitarie che si sostituiscono alle inadempienze degli Stati europei è indegno.
Trasformare le problematiche delle migrazioni nell’unica vera emergenza nazionale e europea è fuorviante, comodo per una politica da mercato rionale, utile a chi prospera nella sottovalutazione di altre e più gravi questioni nazionali.

Del governo e della Costituzione al tempo di Salvini

Dunque il capo della Lega (ex Nord) Matteo Salvini diventa ministro dell’interno e agisce e parla coerentemente con il suo ben noto modulo da campagna elettorale permanente. Sorprende chi si sorprende, davanti alle iniziative e alle frasi raggelanti di questi primi giorni del leghista al governo. Per anni ha ripetuto pressoché indisturbato che nei campi rom ci vogliono le ruspe (giocando naturalmente sull’ambiguità e precisando poi che si riferisce ai campi una volta e definitivamente svuotati).
Ora, in veste di ministro della Repubblica, annunciando un inquietante “censimento”, si permette di affermare che i rom cittadini italiani non si possono ovviamente rimpatriare e dunque “quelli dobbiamo tenerceli”.

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Governo, si può smettere con la propaganda e la demagogia?

Non è certo un segreto per i lettori di questo blog la nostra avversione nei riguardi di visioni e azioni e politiche che alla fatica di confrontarsi con la complessità del reale antepongono il semplicismo di formule superficiali utili come moltiplicatore di consensi elettorali ma assai pericolose per l’equilibrio del nostro impianto repubblicano costituzionale.

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Governo destro: e l’aria mortale e il dramma del lavoro?

A quanto pare ci siamo, dopo due mesi e mezzo nei quali i cittadini sono stati avvolti da una nebbia verbale mentre gli eletti del 4 marzo se la cantavano fra loro nell’opacità di infiniti incontri “segreti”.
Fra slogan sterili ripetuti all’infinito (immigrazione, Ue, pensioni) e battute da bar Sport, si è arrivati all’accordo sul “contratto” tra M5S e Lega dopo settimane politicamente strazianti e poco decorose (sia per le performance dei due protagonisti sia di tutti gli altri partiti). Altro che democrazia diretta, bilanci partecipativi e trasparenza in streaming. Altro che “mai alleanze”.
Altro che risposte ai milioni di elettori di sinistra, molti in fuga dal Pd, il cui voto del 4 marzo viene “sequestrato” per governare con la destra.
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Per una politica del giusto, ripartiamo dalla radicalità nonviolenta

Da tempo vivo una sorta di pudore della parola, un sentimento ma anche un pensiero frutto insieme della delusione politica e del fastidio nei riguardi della retorica delle idee belle che si avvita compiacente su se stessa mentre attorno si allarga il deserto.
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Ambiente, salute e veleni: l’allarme italiano e il ruolo degli ecologisti

[Intervento al convegno “Il ciclo del rifiuto invisibile: gestione e prevenzione del rischio ambientale” con relazione di Enrico Fedrighini. organizzato dal gruppo consiliare dei Verdi in Comune e coordinato dalla presidente del Consiglio comunale, Lucia Coppola. Trento, 12 maggio 2017]

La storia anche recente del Trentino non è esente da episodi, talora assai gravi, di crimini ambientali.

I casi noti di maggiore rilevanza riguardano il traffico illecito di rifiuti industriali.

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La neve e il fallimento del centralismo italiano: risolleviamo le Province

La pochezza della elaborazione politica si misura anche negli effetti sulla vita quotidiana di persone e comunità. L’emergenza neve che ha travolto drammaticamente l’Abruzzo, le Marche e altre aree dell’Italia centrale è una fotografia di questa pochezza.

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