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Trento, la polizia giudiziaria nelle redazioni

Ieri le redazioni dei tre quotidiani di Trento sono state perquisite dalla polizia giudiziaria su disposizione della Procura in relazione alla pubblicazione sui giornali delle itnercettazioni riguardanti un politico locale nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti e clientele.
Riceviamo e pubblichiamo le prese di posizione dei giornalisti sull’iniziativa della magistratura. Senza Bavaglio

http://groups.google.it/group/senzabavaglio

senzabavaglio@googlegroups.com

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ARGOMENTO: PERQUISIZIONI/Azioni incompatibili con la democrazia (di Senza
Bavaglio)
http://groups.google.it/group/senzabavaglio/browse_thread/thread/8ef126a7ccb9eb1f
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Data: Ven 8 Set 2006 02:06
Da: “Senzabavaglio”

Senza Bavaglio esprime solidarietà ai colleghi dei quotidiani di l’Adige,
il Trentino e il Corriere del Trentino che giovedì 7 settembre sono stati
oggetto di perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Trento
nelle redazioni dei tre giornali in seguito alla pubblicazione delle
trascrizioni delle intercettazioni di un politico locale avvenute
nell’ambito di un’inchiesta su clientelismo e malaffare.

Va tra l’altro rilevato che gli autori degli articoli in questione spiegano
che i documenti di cui si contesta la diffusione erano in realtà già
depositati e accessibili.

E a proposito di violazioni del segreto istruttorio, sorprende che ieri
mattina l’emittenza radiotelevisiva risultasse informata dell’arrivo della
polizia giudiziaria nelle redazioni già un paio d’ore prima dell’inizio
delle perquisizioni.

Perquisizioni che oltretutto sono scattate a ben tre settimane dalla stampa
degli articoli e si sono svolte con ampio spiegamento di forze: oltre ai
computer, ai telefonini (sequestrati) e agli archivi cartacei dei quattro
indagati, hanno riguardato la corrispondenza elettronica di tutti i
giornalisti conservata nei server centrali, configurando così una
potenziale violazione della riservatezza e del segreto professionale di
soggetti estranei all’inchiesta.

Per diverse ore alle redazioni si è di fatto impedito l’uso della posta
elettronica e nel medesimo arco di tempo l’intero lavoro giornalistico è
rimasto pressoché paralizzato, con effetti immaginabili sulla qualità del
prodotto.

L’iniziativa della magistratura appare assolutamente sproporzionata ai
fatti oggetto dell’inchiesta e palesemente inutile ai fini investigativi:
si tratta piuttosto di un grave atto che colpisce pesantemente l’autonomia
dei giornalisti e la libertà del’informazione configurando, tra l’altro, un
precedente allarmante.

Un giornalista che apprende e pubblica notizie, certe e verificate, di
indiscutibile rilevanza pubblica circa il malcostume politico (con o senza
risvolti penalmente rilevanti) svolge solo il suo dovere.

Criminalizzarlo e sottoporlo al pesante trattamento che si è visto ieri
nelle tre redazioni trentine crea un clima intimidatorio incompatibile con
il libero esercizio del diritto/dovere dei giornalisti di informare i
cittadini.

Invitiamo i colleghi trentini a resistere a ogni tentativo di indebolire il
ruolo di una stampa autonoma, elemento essenziale della vita democratica.

Senza Bavaglio

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ARGOMENTO: PERQUISIZIONI/Agenti zelanti, libertà in pericolo (dal Cdr dell’
Adige)
http://groups.google.it/group/senzabavaglio/browse_thread/thread/ba461c69d969fc8
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Data: Ven 8 Set 2006 02:11
Da: “Senzabavaglio”

COMUNICATO CDR dell’ADIGE

Una pagina nera per l’autonomia della stampa: questo rappresenta per noi
l’arrivo di numerosi agenti delle forze dell’ordine nella redazione
dell’Adige (e di altri giornali), disposto dalla Procura della Repubblica
di Trento, nel quadro di un’indagine sulla pubblicazione di atti che in
realtà erano già depositati e accessibili.

Sei ore di zelante perquisizione delle scrivanie e dei computer di due
colleghi (cui sono stati anche sequestrati i telefoni cellulari), nonché
del’intero server della posta elettronica di tutti i redattori (e del
personale amministrativo), paiono un’iniziativa a dir poco sproporzionata
ai fatti cui si riferisce l’inchiesta.

Una perquisizione nella sede di un giornale, con conseguente violazione del
segreto professionale, rappresenta in democrazia un’iniziativa di enorme
gravità, con una esplicita violazione dei diritti costituzionali, e si può
comprendere che vi si faccia ricorso come estrema ratio solo in presenza di
ipotesi di reato altrettanto serie.

In questo caso, al contrario, spulciare nelle carte e negli archivi
informatici dei giornalisti, tra l’altro tre settimane dopo i fatti oggetto
dell’iniziativa, appare smisurato oltre che evidentemente di dubbia
rilevanza ai fini dell’indagine.

L’evento ha causato, inoltre, pesanti disagi all’attività della redazione,
con conseguenze sulla qualità del prodotto oggi in edicola.
Il Comitato di redazione dell’Adige, nell’attestare solidarietà ai colleghi
coinvolti, esprime forte preoccupazione e disapprovazione nei riguardi di
un provvedimento che può ingenerare condizionamenti della libertà
d’informazione.

I giornalisti dell’Adige valuteranno con i loro legali tutte le iniziative
da intraprendere a tutela della propria autonomia e del segreto
professionale.

Il Cdr dell’Adige

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ARGOMENTO: PERQUISIZIONI/Pessimo segnale ora che il governo ha progetti
punitivi sulle intercettazioni” (da Ordine e sindacato del Trentino Alto Adige)

http://groups.google.it/group/senzabavaglio/browse_thread/thread/750ef61254e21e23
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Data: Ven 8 Set 2006 02:18
Da: “Senzabavaglio”

Comunicato di Ordine e Sindacato regionali

“Una brutta pagina e un atto gravissimo”.

Così l’ Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige e il sindacato
regionale definiscono le perquisizioni effettuate oggi su ordine della
procura di Trento in tre redazioni di altrettanti quotidiani e nelle
abitazioni di quattro cronisti di giudiziaria.

“La Procura di Trento – si legge in un comunicato congiunto – ha deciso
di indagare i colleghi della cronaca giudiziaria de ‘L’Adigè, del ‘Corriere
del Trentinò e del ‘Trentinò con l’accusa di aver violato il segreto
istruttorio pubblicando la trascrizione delle intercettazioni di un
politico. Per oltre 6 ore la polizia giudiziaria ha tenuto sotto sequestro
i server centrali dei giornali alla ricerca di informazioni, violando
chiaramente le libertà costituzionali, perchè invece di perquisire e
requisire oggetti, telefonini e computer dei soli colleghi indagati, ha
deciso di copiare la corrispondenza elettronica di tutti i giornalisti
delle tre testate. Un atto gravissimo”.

“Un atto che ci riserviamo di approfondire in sede giudiziaria –
prosegue la nota -. Ma il punto è anche un altro: siamo stupiti dal fatto
che la Procura abbia deciso di intervenire con una perquisizione a un mese
dalla pubblicazione delle intercettazioni e soprattutto che lo si sia
voluto fare con clamore, con una dozzina di funzionari di polizia
giudiziaria per tutto il giorno nelle redazioni. È evidente che si è voluto
mandare innanzitutto un messaggio. Ma soprattuttosi vuole intimidire i
giornalisti trentini invitandoli a non pubblicare notizie sgradite alla
Procura, visto che gli atti resi noti dai giornali erano già depositati. Si
mette in discussione il diritto dei giornalisti a informare e dei cittadini
a essere informati su fatti di rilevanza sociale e politica. È stata
violata insomma la libertà di stampa, concetto intoccabile in una moderna
democrazia”.

“I giornalisti le notizie nè le fabbricano nè le rubano, le trovano –
continua la nota -. Se c’è stata una fuga di notizie dalla Procura, questo
non riguarda i giornalisti. E la soluzione non è certo impedire ai
giornalisti di fare il loro lavoro. Stiamo vivendo un pessimo clima –
concludono Ordine e Sindacato – testimoniato anche dai progetti punitivi
del governo sulle intercettazioni che intenderebbe sanzionare
economicamente i giornalisti e i giornali che non fanno altro che il loro
mestiere”.

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ARGOMENTO: PERQUISIZIONI/Atto grave. Il progetto di legge sulle
intercettazioni va rivisto (da FNSI)
http://groups.google.it/group/senzabavaglio/browse_thread/thread/16783e38342ec93c
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Data: Ven 8 Set 2006 02:26
Da: “Senzabavaglio”

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

La Segreteria della Federazione della Stampa protesta per l’iniziativa
della Procura di Trento di indagare alcuni giornalisti di quotidiani del
Trentino per violazione del segreto istruttorio e di disporre
l’acquisizione della corrispondenza elettronica di tutti i giornalisti
delle tre testate.

Si tratta, purtroppo, dell’ennesimo atto di aggressione nei confronti della
libertà di stampa. Un’iniziativa, tra l’altro, che testimonia l’impotenza
di una parte della Magistratura nei confronti delle violazioni del segreto,
a partire dalle intercettazioni delle quali i giornalisti sono solo
destinatari facilmente individuabili.

La Segreteria della Fnsi condivide il documento dell’Ordine e del Sindacato
del Trentino-Alto Adige e denuncia il clima sempre più pesante nel quale
vivono i cronisti giudiziari, e in generale tutti i giornalisti che
rivendicano il diritto all’informazione.

La Fnsi ha chiesto sin dalle scorse settimane un incontro urgente con il
Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, sulla situazione dei rapporti
tra Magistratura ed informazione e sul disegno di legge sulle
intercettazioni varato dal Consiglio dei Ministri e del quale il Sindacato
ha chiesto una radicale modifica.

FNSI

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ARGOMENTO: CONTRATTO/Quattro giorni di sciopero tra settembre e ottobre (da
FNSI)
http://groups.google.it/group/senzabavaglio/browse_thread/thread/9bb1da94eb98f1cd
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Data: Ven 8 Set 2006 02:22
Da: “Senzabavaglio”

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

La Giunta della Federazione Nazionale della Stampa Italiana riunita con le
Associazioni Regionali di Stampa, ha proclamato quattro giornate di
sciopero nazionale dei giornalisti italiani per rivendicare la riapertura
della trattativa contrattuale con la Federazione Italiana editori giornali
(Fieg).

I giornalisti dei quotidiani, delle agenzie di stampa, dell’emittenza
radiotelevisiva pubblica e privata si asterranno dal lavoro venerdì 29 e
sabato 30 settembre; i giornalisti dei quotidiani e delle agenzie di stampa
attueranno altre due giornate di sciopero nazionale giovedì 5 e venerdì 6
ottobre alle quali parteciperanno anche i colleghi dei quotidiani free
press; i giornalisti della Rai e di tutta l’emittenza radiotelevisiva
nazionale attueranno le altre due giornate di sciopero lunedì 16 e martedì
17 ottobre.

Le modalità dello sciopero dei giornalisti dei periodici saranno decise dal
Coordinamento nazionale dei cdr del settore convocato nei prossimo giorni
in videoconferenza a Milano e a Roma.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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