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Informazione e democrazia

Tag: razzismo

I marziani e i razzisti

Un giorno potrebbero arrivare gli extraterrestri. Si guarderebbero un po’ in giro e presto concluderebbero che la Terra ha bisogno di una cura radicale. Una cura, peraltro, da tempo richiesta da razzisti, nazionalisti e bigotti vari.

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Profughi: salvare, non sparare

Ecco la traduzione italiana dell’appello sottoscritto pochi giorni fa da 548 docenti e ricercatori di tutto il mondo e pubblicato su OpenDemocracy. Si può sottoscrivere inviando un email a beyond.slavery@opendemocracy.net con la parola SIGN nell’oggetto del messaggio.

«I lea­der poli­tici euro­pei hanno annun­ciato che la loro rispo­sta alla scon­cer­tante per­dita di vite tra i migranti che attra­ver­sano il Medi­ter­ra­neo con imbar­ca­zioni non adatte alla navi­ga­zione sarà l’uso della forza per rom­pere la cosid­detta «rete» che opera in Libia e orga­nizza i peri­co­losi attra­ver­sa­menti.

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La seduzione autoritaria

guadacopAnche fatti recenti, come le cariche gratuite della polizia contro gli operai a Roma, i lacrimogeni finiti nella piazza Fiom a Torino eccetera, hanno riaperto interrogativi sull’esercizio pubblico del dissenso in Italia, sui rischi di un’ulteriore involuzione leaderistica edulcorata con ritualità pseudodemocratiche come le primarie, sullo svuotamento della reale partecipazione democratica nell’epoca dei governi che fanno i parlamenti (per carità di patria, in questa sede lasciamo perdere gli epiteti che il battutista presidente del consiglio Matteo Renzi riserva ai “gufi e rosiconi” che criticano le sue politiche neoliberiste di destra, altro ideologie morte…). Sono i temi che nel 2005 toccava Lorenzo Guadagnucci nel suo saggio “La seduzione autoritaria” che qui rendiamo disponibile nelle versioni digitali. Dieci anni dopo ci troviamo a misurare, negli atti legislativi, una deriva autoritaria della Repubblica e la mortificazione della partecipazione dei cittadini (e se non vanno più nemmeno a votare, fa niente…).

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Nomadi o “Figli del ghetto”?

cover-resizedLa riedizione online dei volumi pubblicati una decina d’anni fa da Nonluoghi prosegue con il volume di Nando Sigona “Figli del ghetto. Gli italiani, i campi nomadi e l’invenzione degli zingari”qui recensito da Giovanna Boursier su MeltingPot.org, che uscì alla fine del 2002 e fu oggetto di una serie di presentazioni e dibattiti in un’Italia che per quanto riguarda queste tematiche assomigliava troppo a quella di oggi. Anzi, oggi povertà e marginalità sociale stanno progressivamente scalando posizioni nell’agenda politica, ma lo fanno dalla parte sbagliata.

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Cpt, Cie e altri lager

“I Cpt sono dei lager veri e propri e il ventre che partorisce questo obbrobrio, è il ventre pasciuto della nostra società occidentale.
Il clandestino è l’ebreo di oggi. Egli è ridotto a “sotto uomo” prima dalla sinistra cultura retorica “sicuritaria”, poi una legge fascista lo dichiara criminale per il solo fatto di essere ciò che è, un essere umano che ha fame e cerca futuro per sé e i suoi cari e che per questo viene privato di qualsivoglia status, sottoposto alla violenza della reclusione, sottratto alle tutele minime che spettano ad un essere umano per diritto dei nascita. Una volta sepolto in uno spazio d’eccezione, il clandestino è alla mercé di arbitrii, percosse, torture, privazioni, abusi sessuali. Il suo “rimpatrio” lo sottopone ad ulteriori brutali abusi e talora al rischio reale di perdere la vita nel modo più atroce.
(…) Dopo Auschwitz, dopo i Gulag, nessuno può essere assolto per avere girato la faccia al fine di non vedere e non sapere”.

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I migranti e noi: vent’anni di regressioni

Probabilmente, passate le lacrime e gli scaricabarile di circostanza, anche stavolta la politica nazionale sarà poco incline a umanizzare le politiche su immigrazione, asilo politico e accoglienza umanitaria.

Il tragico naufragio della settimana scorsa a Lampedusa ha riaperto una questione ultraventennale ed è mortificante ritrovarsi, oggi, a ribadire gli stessi concetti che una parte della comunità italiana tenta invano, da anni, di imporre quantomeno nell’agenda parlamentare.

Sarà per timori legati al marketing elettorale, sarà per l’appiattimento “bipartisan” della lettura di questo fenomeno, fatto sta che la distanza fra la realtà e la visione che ne dà la politica è inquietante.

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