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Tag: piste ciclabili

Ciclopedonali o montagne russe?

In nome di qualche misterioso principio della tecnica ingegneristica stradale, negli ultimi anni si sono diffusi, anche in Trentino, marciapiedi o tratti ciclopedonali che sono come montagne russe per chi li percorre (camminando, pedalando, sulla carrozzina o spingendo un passeggino).
Eppure gli utenti dei percorsi protetti non hano chiesto di andare al luna park, ma semplicemente di muoversi tranquillamente, non in un saliscendi continuo che – mi è stato riferito dagli sventurati protagonisti – può anche rivelarsi una fonte di pericolo e far sbandare un ciclista magari attempato o non provetto.

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Mobilità sostenibile, l’esempio francese

Zenone Sovilla
Parigi da qualche anno è una delle città all’avanguardia nello studio di modelli alternativi di mobilità urbana.
Da oltre quattro anni è in funzione VeLib, un sistema efficace di biciclette che – diversamente da quanto accade in altre città – offre all’utilizzatore l’opportunità fondamentale di prendere il mezzo in un qualunque punto della metropoli e di resituirlo in un altro.
Le stazioni disseminate sul territorio sono infatti ben 1800 – una ogni trecento metri – e ospitano oltre ventimila biciclette disponibili sette giorni la settimana, 24 ore su 24 con una varietà di formule di pagamento; l’abbonamento annuale base costa 29 euro e comprende mezz’ora di utilizzo gratuito per ogni tragitto, che diventano tre quarti d’ora con la forumula di 39 euro annuali, dopo di che si paga un supplemento di un euro e così via a crescere per incentivare la restituzione ed evitare che il “giro” delle bici disponibili rallenti troppo (inutile peraltro trattenerle a lungo, vista la densità delle stazioni di ritiro e consegna).
Per i turisti sono previsti un biglietto giornalisro (1,70 euro) e una tessera settimanale (8 euro). Info: http://www.velib.paris.fr.

Sulla scia del successo di VeLib, ora la capitale francese lancia un nuovo servizio, sempre appoggiandosi a gestori privati: AutoLib.
Si tratta di un sistema di noleggio di vetture elettriche (due porte, lunghe 3,65 metri, di color alluminio, 250 chilometri di autonomia con le nuove batterie litio-metallo-polimero, velocità max di 130 Km/h) che ieri ha vissuto l’esordio, ancora in fase di test con sessanta mezzi, in vista del lancio ufficiale del 5 dicembre con altre 250 auto che entro l’estate diventeranno 2 mila collocate in 1100 stazioni di carica a Parigi e in 46 comuni limitrofi.
I veicoli, fra l’altro, sono stati realizzati in stabilimenti italiani grazie a una partnership tra il gruppo Bollorè (che si è aggiudicato l’appalto del Comune francese), Pininfarina e Cecomb: l’intesa prevede la produzione di 4 mila vetture elettriche derivate dalla Bluecar nello stabilimento di Bairo Canavese (Torino).
L’abbonamento mensile standard è di 12 euro, più 5 per la prima mezz’ora, 4 per la seconda, 6 per la terza; esistono però anche altre formule tariffarie; info: http://www.autolib-paris.fr.

Tutto questo per dire che per la mobilità nelle aree urbane (non solo metropolitane, come in questo caso) si può fare la differenza in fatto di sostenibilità adottando modelli intelligenti.
A Parigi (e non solo) uovo di colombo è la facilità con cui si può disporre del mezzo (bicicletta o auto elettrica, magari combinandone l’uso in un dato percorso) grazie al sistema di stazioni presenti su tutto il territorio e grazie a un metodo semplice di ritiro, consegna e pagamento.
Esattamente il contrario si potrebbe dire per varie esperienze del genere che si sono viste dalle nostre parti; al punto che a volte si ha la sensazione che certe cose non si facciano perché dietro c’è un’idea di ridisegno del modo di muoversi per renderlo meno dannoso per l’ambiente e chi ci vive; ma che si facciano solo perché “si deve” pur mettere in mostra qualcosa di green. Anche se non ha nessun effetto “green”.
Eppure anche a Trento si potrebbe fare molto, sia nella mobilità urbana sia negli spostamenti dei pendolari, tristemente inchiodati all’uso dell’automobile. Ne riparleremo.

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