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Governo destro: e l’aria mortale e il dramma del lavoro?

A quanto pare ci siamo, dopo due mesi e mezzo nei quali i cittadini sono stati avvolti da una nebbia verbale mentre gli eletti del 4 marzo se la cantavano fra loro nell’opacità di infiniti incontri “segreti”.
Fra slogan sterili ripetuti all’infinito (immigrazione, Ue, pensioni) e battute da bar Sport, si è arrivati all’accordo sul “contratto” tra M5S e Lega dopo settimane politicamente strazianti e poco decorose (sia per le performance dei due protagonisti sia di tutti gli altri partiti). Altro che democrazia diretta, bilanci partecipativi e trasparenza in streaming. Altro che “mai alleanze”.
Altro che risposte ai milioni di elettori di sinistra, molti in fuga dal Pd, il cui voto del 4 marzo viene “sequestrato” per governare con la destra.
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Fermiamo la riforma elettorale

La legge elettorale voluta da Renzi (e fino a poco fa da Berlusconi) perpetua le storture di una rappresentanza democratica inceppata. Lo dimostrano  questo stesso ddl, il cui contenuto non era certo presente nel programma elettorale del principale partito della maggioranza di governo, il Pd, che fra l’altro sta attuando parallelamente una riforma costituzionale che indebolisce la partecipazione democratica e gli equilibri fra i poteri , senza averne parlato prima in campagna elettorale. Nessun mandato dai cittadini, neanche dalla minoranza andata alle urne alle europee dell’anno scorso… Una seria idea costituzionale repubblicana suggerirebbe di riavvolgere questo brutto film, come suggerisce questa petizione («Arrestare l’Italicum»)  lanciata oggi da un gruppo di intellettuali e ex parlamentari riuniti sotto la sigla Coordinamento per la democrazia costituzionale.

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La seduzione autoritaria

guadacopAnche fatti recenti, come le cariche gratuite della polizia contro gli operai a Roma, i lacrimogeni finiti nella piazza Fiom a Torino eccetera, hanno riaperto interrogativi sull’esercizio pubblico del dissenso in Italia, sui rischi di un’ulteriore involuzione leaderistica edulcorata con ritualità pseudodemocratiche come le primarie, sullo svuotamento della reale partecipazione democratica nell’epoca dei governi che fanno i parlamenti (per carità di patria, in questa sede lasciamo perdere gli epiteti che il battutista presidente del consiglio Matteo Renzi riserva ai “gufi e rosiconi” che criticano le sue politiche neoliberiste di destra, altro ideologie morte…). Sono i temi che nel 2005 toccava Lorenzo Guadagnucci nel suo saggio “La seduzione autoritaria” che qui rendiamo disponibile nelle versioni digitali. Dieci anni dopo ci troviamo a misurare, negli atti legislativi, una deriva autoritaria della Repubblica e la mortificazione della partecipazione dei cittadini (e se non vanno più nemmeno a votare, fa niente…).

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