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Informazione e democrazia

Tag: costituzione

Governo destro: e l’aria mortale e il dramma del lavoro?

A quanto pare ci siamo, dopo due mesi e mezzo nei quali i cittadini sono stati avvolti da una nebbia verbale mentre gli eletti del 4 marzo se la cantavano fra loro nell’opacità di infiniti incontri “segreti”.
Fra slogan sterili ripetuti all’infinito (immigrazione, Ue, pensioni) e battute da bar Sport, si è arrivati all’accordo sul “contratto” tra M5S e Lega dopo settimane politicamente strazianti e poco decorose (sia per le performance dei due protagonisti sia di tutti gli altri partiti). Altro che democrazia diretta, bilanci partecipativi e trasparenza in streaming. Altro che “mai alleanze”.
Altro che risposte ai milioni di elettori di sinistra, molti in fuga dal Pd, il cui voto del 4 marzo viene “sequestrato” per governare con la destra.
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Dalla Casta all’Ipercasta

Evviva, il Senato-votificio grasso ha approvato in un baleno la (contro)riforma della Costituzione. Paladini in aula della #svolta epocale voluta dal duo Ma.&Si alcuni giovani rottamatori come Finocchiaro, Zanda, Schifani, Casini e naturalmente i fedelissimi Verdini e Romani. Tutti rigorosamente oggetto di baci e abbracci a cura del ministro Maria Elena Boschi, nell’emiciclo di palazzo Madama in festa per il lietissimo evento che ha commosso anche il sen. Razzi.

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Gli adepti della “Asburgo-therapy”

Il deputato Mauro Ottobre (Patt) oggi invita governo e Parlamento a dar corso ai provvedimenti legislativi “per il ritorno (in Trentino Alto Adige, ndr) dei Comuni facenti parte dell’ex impero asburgico (Pedemonte e Casotto – Vicenza, Valvestino e Magasa – Brescia, solo per citare alcuni dei 26 richiedenti), nel rispetto dei singoli referendum tenutisi nei territori interessati e delle varie ed approvate mozioni regionali”.

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Province ordinarie, democrazia sospesa

Zenone Sovilla

Che cosa direste se alla scadenza della legislatura il governo portasse in Parlamento un decreto che sospende le elezioni, perché ha intenzione di riformare l’assemblea legislativa, magari con una legge ordinaria con l’obiettivo di superare il bicameralismo? Probabilmente vi verrebbe il dubbio che staremmo uscendo dallo stato di diritto.
Con questa apparente forzatura dialettica vorrei richiamare nuovamente l’attenzione del lettore su una vicenda a mio avviso molto grave che sta passando sottotraccia oppure, peggio ancora, se emerge è oggetto di depistaggi politici e mediatici: la cosiddetta “abolizione” delle Province ordinarie, che in realtà è una trasformazione, teorizzata dal governo Letta e in particolare dal ministro Graziano Delrio, che riduce questi enti intermedi a semplici agenzie funzionali dei Comuni, prive di organismi eletti direttamente dai cittadini (li nominano invece i consigli municipali).

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