Dunque il capo della Lega (ex Nord) Matteo Salvini diventa ministro dell’interno e agisce e parla coerentemente con il suo ben noto modulo da campagna elettorale permanente. Sorprende chi si sorprende, davanti alle iniziative e alle frasi raggelanti di questi primi giorni del leghista al governo. Per anni ha ripetuto pressoché indisturbato che nei campi rom ci vogliono le ruspe (giocando naturalmente sull’ambiguità e precisando poi che si riferisce ai campi una volta e definitivamente svuotati).
Ora, in veste di ministro della Repubblica, annunciando un inquietante “censimento”, si permette di affermare che i rom cittadini italiani non si possono ovviamente rimpatriare e dunque “quelli dobbiamo tenerceli”.

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