In prossimità dei tragicamente famosi week-end estivi dal bollino nero, peraltro già anticipati dalla prima serie di vittime della stagione motociclistica, il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha avuto una simpatica trovata: uno sconto del 30% per i pirati della strada che pagano entro cinque giorni.
La proposta amplierebbe quella già in discussione e trasversalmente apprezzata dai gruppi parlamentari che fissa lo sconto al 20%, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso che mina le procedure di incasso delle sanzioni.

Evidentemente, nelle aule parlamentari non si coglie il paradosso di un approccio che mette la sicurezza in saldo anziché occuparsi di semplificare le procedure di rilevamento e di esigibilità: sappiamo quanti siano i cavilli cui possono ricorrere i moltissimi che in Italia considerano il Codice della strada un optional, che si tratti di guidare tenendo il cellulare in mano, di ignorare i limiti di velocità anche nei centri abitati pieni di pedoni e ciclisti, di considerare le strisce pedonali alla stregua di una malformazione cromatica dell’asfalto eccetera eccetera (interessante e inquietante, ultimamente, date le “migliori” caratteristiche tecniche, anche la tendenza degli autotreni a correre oltre il consentito).

 

Il risultato di questo andazzo sono i dati che nel 2012 vedono l’Italia ai vertici in fatto di incidenti: il loro numero per milione di abitanti supera del 7% la media europea (ma rispetto a Paesi avanzati, come la Germania, la differenza è del 40%; per pietà non approfondisco il confronto con la Scandinavia).

In Italia i morti sono circa 5 mila l’anno, 300 mila i feriti dei quali oltre 20 mila restano invalidi.

Di fronte a questo scenario e a normative o contenziosi interpretativi che spesso rasentano il ridicolo (vedi tutte le storie sulla legittimità degli autovelox fissi o degli utilissimi ma poco impiegati dissuasori di velocità), il ministro Lupi invia agli automobilisti il segnale che – di fatto – ogni tre infrazioni ne pagano una soltanto.
Il riduttivismo finanziario (alla rovescia) non mi pare un esercizio utile a contrastare la tendenza all’individualismo degli insofferenti guidatori italiani con il loro Codice della strada fai-da-te. Altro che i programmi governativi “Zero vittime” cui assistiamo in altri Paesi.

 

Il partito del ministro, il Pdl, oggi chiede la sospensione dei lavori Parlamentari (perché la Corte di cassazione ha osato fissare la data di una sua udienza).

Alla fin fine potrebbe non essere una cattiva idea.

zenone sovilla