Zenone Sovilla

Tempo fa come Giornalisti contro il razzismo avevamo lanciato un campagna che invitava i colleghi a mettere al bando la parola “clandestino” e altri termini ormai trasformati dall’uso in certa politica e nei mass media in vere sentenze di condanna sociale (quali “vu cumprà”, “extracomunitario”, “nomadi”, “zingari”).
Tre giorni fa, in un convegno all’Università Cattolica, il sindaco di Milano ha dichiarato: “I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono”.Al suo fianco sedeva il ministro dell’interno Roberto Maroni (Lega Nord), che ha colto l’occasione per riproporci uno dei suoi vecchi pezzi di repertorio: “Ci sono dei rischi anche nelle nostre città che avvenga ciò che è avvenuto nelle banlieue parigine qualche anno fa”.

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