di Fabio Galluccio

1 aprile – 6 aprile
: Non si può in questi ultimi giorni della campagna elettorale, dove si è toccato il culmine delle assurdità, per non dire delle nefandezze, non scrivere “le Berluscate” . Il presidente del consiglio in un’assemblea della Confcommerio accusa gli elettori del centrosinistra di essere “coglioni”. Nei giorni scorsi aveva già suscitato indignazione l’attacco frontale di Berlusconi a Montezemolo e a Diego Della Valle in casa confindustriale. Della Valle si dimette dalla giunta. Pochi giorni dopo uno dei suoi negozi viene incendiato. Si salva solo per la tempestiva chiamata di un cittadino alla polizia.

Vladimir Luxuria, candidata nelle liste di Rifondazione, viene fatta oggetto di lancio di finocchi da alcuni esponenti di AN.
Berlusconi e i suoi alleati continuano e parlare di libertà e di comunismo, avendo cambiato la legge elettorale in senso stalinista. Si può votare senza preferenza una lista chiusa, decisa dalla segreteria di partito.
Saremo per la prima volta sotto osservazione da parte di organismi internazionali per una corretta applicazione delle regole democratiche durante la elezione.

Violando la legge sulla par condicio elettorale, il cavaliere decide di andare nella televisone di cui è proprietario,a fare un comizio senza contraddittorio. L’Authorithy lo ferma dopo le proteste dell’Unione.
I salari dei lavoratori italiani crollano al 23° posto fra i 30 Paesi industrializzati. L’Istat ci dà gli ultimi dati: il deficit annuale sale dal 4,1 al 4,2 con un indebitamento raddoppiato rispetto al prodotto interno lordo (4,4% contro il 2,5% del 2004). E Tremonti ai microfoni di radio24 commenta: “E chi se ne frega”.

Nel libro inviato agli Italiani è un susseguirsi di bugie.
Deve intervenire la pop-star Bono che in una dichiarazione al Corriere della Sera del 2 aprile afferma: “Mr. Berlusconi mi sento un po’ sfruttato. A pagina 79 della sua brochure sono ritratto al telefono mentre mi congratulo con lei per le attività del Governo italiano in aiuto ai Paesi poveri. Tragicamente l’Italia è diventata l’ultima della classe, tra le 22 nazioni più ricche del mondo, per la spesa pro capite a favore del terzo mondo”.
In un altro passaggio a pagina 154 è scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari. Basta andare a vedere l sito dell’Ufficio Italiano dei Cambi www.uic.it e tradurre le cifre in euro. MA il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) che moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro. Poi, il 31 marzo 2006 (l’altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro. In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5861,73 euro!

Nell’ultimo duello televisivo con Prodi ci dice che gli dirà in separata sede dove prenderà i soldi per pagare le riduzioni delle tasse e intanto rilancia un’altra tassa in meno: l’Ici, portando il Paese verso il disastro economico.
Oggi, alla radio, continua e promette che abolirà anche la tassa sui rifiuti
Se non lo fermiamo con il voto , tempi bui e drammatici si prospettano per la nostra democrazia. Il 9 e 10 aprile corriamo a votare per i partiti dell’UNIONE, per non pentirci domani della nostra apatia o indifferenza.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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