Chissà che cosa direbbe un padre dell’Europa come Altiero Spinelli di fronte a una Banca centrale che pretende (peraltro indisturbata) di dare direttive alla politica (o per meglio dire a ciò che rimane della politica).

Fra le ultime ingerenze – in ordine cronologico – della Bce c’è il rilancio sull’abolizione delle Province: una sottrazione di rappresentanza democratica viene incredibilmente venduta come lo snodo fondamentale del risanamento delle casse pubbliche.

In un contesto equilibrato la vicenda si commenterebbe da sé e una risata di indignazione seppellirebbe i banchieri e i loro alleati.

Oggi, al contrario, sull’onda di un populismo che troppo spesso diventa paralisi del ragionamento e del pragmatismo, usare la motosega invece del cervello diventa comodo, a patto naturalmente che la si usi in qualche sperduto fazzoletto di terra contadina; non certo nel parco della propria villa.

Che cosa direbbe Spinelli a queste classi dirigenti che così bene incarnano la tragica decadenza di una civiltà e di un modello politico e industriale da esse stesse voluto e alimentato? Mah…

Di certo, nel Manifesto di Ventotene del 1943/’44 (cioè nel testo “Per un’Europa libera e unita”, elaborato con Ernesto Rossi durante il confino), Altiero Spinelli scriveva fra l’altro:

“Le forze conservatrici, cioè: i dirigenti delle istituzioni fondamentali degli stati nazionali; i quadri superiori delle forze armate, culminanti, là dove ora esistono, nelle monarchie; quei gruppi del capitalismo monopolista che hanno legato le sorti dei loro profitti a quelle degli stati; i grandi proprietari fondiari e le alte gerarchie ecclesiastiche che solo da una stabile società conservatrice possono vedere assicurate le loro entrate parassitarie; ed al loro seguito tutto l’innumerevole stuolo di coloro che da essi dipendono o che anche sono solo abbagliati dalla loro tradizionale potenza; tutte queste forze reazionarie già fin da oggi sentono che l’edificio scricchiola, e cercano di salvarsi. Il crollo le priverebbe di colpo di tutte le garanzie che hanno avuto finora, e le esporrebbe all’assalto delle forze progressiste”.

Ecco il testo completo.

z. s.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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