Walter Veltroni non si rassegna. Eccolo di nuovo sulla scena politica, a quanto pare con l’idea di scompaginare le carte nel già confuso Pd.
Uòlter tiene duro e rilancia la sua vocazione maggioritaria.
Non è bastata la fallimentare stagione politica che nel segno dell’autosufficienza ha sabotato il centrosinistra di Prodi e riconsegnato il Paese a Berlusconi col quale il missionario mancato (non doveva andare in Africa?) ha inutilmente tentato di intimizzare in Parlamento nel segno della concordia nazionale, dopo aver contribuito alla cancellazione dei partiti di sinistra nelle due Camere. Quella doccia fredda bastava e avanzava, invece, ecco le stesse idee perdenti che vengono riproposte come se niente fosse: Veltro’, nun ce riprova’…
Ma il disegno politico quale sarebbe? Ce lo spiega il senatore veltroniano Giorgio Tonini: fare le riforme che non sono riuscite a Berlusconi, intercettare il consenso del centrodestra.

Sentite Giorgio Tonini (intervistato ieri, alle 19.40 a Radio Radicale – [b]www.radioradicale.it[/b] ): “Il Partito democratico si confronta con un paradosso che vede una crisi del consenso per Berlusconi e il centrodestra che però non si trasforma in consenso al Pd. Perché? Perché in questi mesi il Pd ha dato la sensazione di essere più preoccupato di costruire un fronte delle opposizioni contro Berlusconi che non di costruire una proposta riformista e innovatrice per il Paese. E io penso che l’unica strada attraverso la quale noi possiamo intercettare i consensi che Berlusconi sta perdendo è che il centrosinistra, attraverso innazitutto il Pd, diventi capace di avanzare una proposta di governo e di riforme per aggredire i nodi fondamentali irrisolti che oggi sono un elemento di freno allo sviluppo e alla crescita del’Italia”.

[b]Domanda: l’area che fa riferimento a Veltroni che intende fare?[/b]

“Intende porre questo problema e avanzare le sue proposte…”

[b]Domanda: con un suo gruppo parlamentare?[/b]

“Assolutamente no. Questa è stata una butade giornalistica che è stata immediatamente smentita. Noi crediamo nel partito a vocazione maggioritaria, figurarsi se siamo interessati a infilarci in un’avventura di nuovi partitini da moltiplicare nel centrosinistraì. Non è assolutamente questo il tema: il tema è come aiutare il Pd a fare il Pd, cioè a essere il grande partito di centrosinistra che metta in campo una proposta di governo, una proposta di riforme profonde, radicali del Paese, che consentano di affrontare i problemi”.

[b]Domanda: con necessari alleati oppure no?[/b]

“Certo, i necessari alleati attorno a questa chiara piattaforma. Prima si definisce la missione e poi la coalizione. Non prima la coalizione e poi si vede se c’è un programma che casualmente ci mette insieme. Questa seconda versione, cioè quella poi dell’Unione, è già fallita (…) e se solo la rievocassimo vedremmo una parte consistente del Paese che non vorrebbe avere più nulla a che fare con noi.
Noi possiamo provare a conquistare i consensi per tornare al governo solo attraverso la via maestra di un cambiamento profondo della nostra piattaforma programmatica per renderla all’altezza dei problemi del Paese.
Insomma BERLUSCONI HA FALLITO LA PROVA DEL GOVERNO PERCHE’ HA FALLITO LA PROVA DELLE RIFORME. ADESSO L’ITALIA S’INTERROGA SE C’E’ UN’ALTRA PARTE, CIOE’ IL CENTROSINISTRA, CHE E’ IN GRADO INVECE DI FARLE LE RIFORME CHE BERLUSCONI NON E’ STATO IN GRADO DI FARE.
È a questa domanda che dobbiamo dare una risposta, non quante sigle siamo capaci di mettere intorno al tavolo per buttar giù Berlusconi non sapendo poi che cosa fare il giorno dopo”.

Punto e a capo.

[i]
Ma, Uòlter, tu che sei un volto nuovo e promettente della politica italiana degli ultimi quarant’anni, perché invece non pensi più in grande? Tipo rifondare il centrodestra, rimpiazzarlo e andarsene finalmente dal centrosinistra? Che idea: il Pd partito a vocazione maggioritaria dei moderati. Chi ha progetti un po’ più ambiziosi e socialmente sostenibili delle riforme berlusconiane in salsa liberista, potrebbe così occupare magari quello spazietto rimasto vuoto a sinistra.
Sperabilmente anche qualche “ambientalista del no” potrebbe frapporsi a innovazioni grandiose, tipo le centrali nucleari, gli inceneritori, lo smog cancerogeno o il ponte sulle Stretto…

Veltro’, facce ‘sta grazia…[/i]

Il file audio dal sito di Radio Radicale: http://download.radioradicale.it/store-4/2010/20100914_19.11.14.mp3

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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