[Riceviamo e diffondiamo]

Siamo persone impegnate nelle associazioni di volontariato, culturali e nei comitati di difesa ambientale di tutto il Veneto. Siamo di fronte a scelte disastrose compiute, specie negli ultimi 10 anni, dalla coalizione PdL-Lega, con la sostanziale collusione di una “opposizione” che, nei fatti, non si oppone a nulla. Solo tre esempi: l’orrendo Mose porta la firma di Berlusconi-Galan assieme a quella di Prodi-Di Pietro-Paolo Costa e il suo prosindaco Bettin; l’orrendo Passante è stato deciso da Galan, assiene ai Ds di Vanni e ai ministri di centro-sinistra Di Pietro e Costa; la nuova base americana Dal Molin a Vicenza è il frutto di Berlusconi, Hullwek, Prodi e D’Alema). Perciò ci siamo incontrati per verificare la possibilità di presentare alle prossime elezioni regionali una lista veramente ecologista e fuori dagli interessi delle “caste” affaristiche economiche e politiche. Abbiamo fissato alcune ideebase sulle quali chiediamo a tutte le persone che hanno a cuore un futuro più pulito, da tutti i punti di vista, se sono disposte a collaborare.

Non abbiamo etichette, marchi, organizzazioni da imporre, chiediamo la collaborazione di chiunque condivida le idee che più ci stanno a cuore:
1. Rispondere in modo intelligente alla domanda di MOBILITÀ: più mezzi pubblici e più dignitosi, completare subito la Metropolitana ferroviaria regionale ed estenderla oltre Venezia-Padova-Castelfranco- Treviso, con priorità fino a Chioggia,in alternativa alla nuova Romea. La moltiplicazione di strade ed autostrade porta ancora più traffico, inquinamento ed enormi costi per tutti.

2. Nelle città, al primo posto, va la SALUTE delle persone, soprattutto bambini e anziani: perciò vanno ampliate le zone verdi, piazze e aree pedonali e i percorsi ciclabili. Le auto private vanno usate il meno possibile e lasciate in parcheggi fuori dai centri.

3. Va ridotta la domanda di ENERGIA, cominciando dagli incentivi e regolamenti per la coibentazione delle case. Per uscire dallo spreco di petrolio/carbone/ metano servono molta più energia da fonti rinnovabili: solare termico e foto-voltaico e mini-impianti geotermici, eolici e idroelettrici. Su questo vanno concentrati i fondi pubblici, creando anche centinaia di migliaia di posti di LAVORO, abolendo gli incentivi all’incenerimento di rifiuti e di vegetali commestibili e, ancora peggio, rifiutando il buco nero delle centrali nucleari, costosissime, insicure e produttrici di scorie radioattive impossibili da smaltire.

4. La nostra regione è meta di decine di milioni di turisti ogni anno, per il suo ambiente e il PATRIMONIO ARTISTICO che tutto il mondo ci invidia: città monumentali, murate e ville palladiane; non si può lasciarlo cadere a pezzi o soffocarlo con autrostrade (Valdastico sud), Pedemontana, Passanti e tangenziali (di Mestre e di Padova) e nuove basi militari, come a Vicenza. Allo stesso modo va protetto il grande PATRIMONIO NATURALE dalle montagne alle coste allargando la rete dei parchi e bloccando l’invasione delle cave.

5. Vogliamo difendere TERRITORIO e PAESAGGIO dal dilagare del cemento, dell’asfalto, dai capannoni (sempre più vuoti), dal moltiplicarsi di zone industriali e centri commerciali che, poco a poco, ci rendono estranei alla nostra terra, ci invadono di “non luoghi”(Veneto City tra Padova e Mestre, Quadrante Tessèra a nord di Mestre, Città della Moda in riviera del Brenta, Città dei Motori a Verona), uccidono lo spirito e le radici.

6. Ai mostri che ci vogliono imporre, contrapponiamo il riuso delle moltissime aree ora inutilizzate: da gran parte di Porto Marghera alle enormi ex caserme di Verona, alla riqualificazione delle periferie.

7. Il Veneto è la regione d’Italia col massimo riciclo dei RIFIUTI: il 54%; si può fare molto meglio, riducendo di un 10-15% i rifiuti (meno imballaggi, prodotti alla spina, compostaggio domestico, pannolini lavabili, ecc) e riciclando il rimanente 90%, come fanno già alcuni comuni. Così, col riciclo totale, si arriva a “rifiuti zero” e non servono altri inceneritori, né buttare un mare di soldi per rifare l’inceneritore-bidone di Verona.

8. L’ACQUA così abbondante del Veneto non va privatizzata, ma gestita con cura, per impedire (con la forestazione, le aree drenati in città e le zone umide a lato dei fiumi)che ci allaghi, per ridurre le perdite degli acquedotti, riportarla nei fiumi a valle delle centrali idroelettriche, non farla sprecare soprattutto dagli agricoltori e tagliare gli artigli agli industriali che la inquinano e ci avvelenano.

9. Ma tutto questo si può ottenere solo se si fa una bella pulizia nelle istituzioni, cominciando col dimezzare gli assurdi stipendi dei consiglieri regionali, e con l’impegno degli eletti di rispondere del proprio operato utilizzando i più diffusi mass-media confrontandosi in periodiche assemblee dei propri elettori. Perché far politica cessi di essere una professione per i più furbi e i più prepotenti e diventi un servizio per il bene comune.

10. La popolazione deve essere protagonista delle scelte, non solo eleggendo qualcuno ogni 5 anni, ma facendo valere la propria volontà con REFERENDUM regionali e consultazioni locali sulle principali scelte da fare (a Venezia, per es. si chieda se si vuole la Sub-lagunare). Va eliminata la tagliola del “quorum” del 50% degli elettori: come nelle elezioni, anche ai Referendum decide chi vota, così si andrà a votare in molti anche ai referendum.

[b]Michele Boato, Mao Valpiana, Giancarlo Gazzola, Toio de Savorgnani, Massimo Marco Rossi, Luigi Fincato, Anna Maria Faccin, Bruno Salvador, Cristina Romieri, Roberto Biancotto, Bepi Papazzoni, Riccardo Brunello, Giuseppe Borziello, Emilio Vian, Roberta Vasselli, Paolo Stevanato, Luca Mamprin, Francesco Simionato, Roberta Faggin, Renato Basato, Giulio Labbro Francia, Alberto Tomiolo, Carlo Giacomini, Massimo Tognoli, Francesco Burlando, Renata Giust.[/b]

info: www.ecoistituto-italia.org

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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