[ Comunicato dell’Iniziativa per più democrazia – Bolzano ]

Superando ampiamente la soglia minima di 13.000 firme richieste per poter indire un referendum provinciale propositivo i cittadini della provincia di Bolzano hanno espresso una volontà forte di poter decidere in prima persona sulle regole che in futuro dovranno valere per la democrazia diretta a livello provinciale. Il sostegno dato alla nostra iniziativa popolare ha sorpreso perfino noi promotori, collaboratori e sostenitori. È dovuto soprattutto al gran insieme di persone impegnate per uno sviluppo più giusto, ecocompatibile e democratico della nostra società, che hanno riconosciuto il ruolo essenziale degli strumenti referendari per avere più poteri di iniziativa e di controllo sulla politica come cittadini.

Tutte queste persone si sono spese per avvicinare migliaia di concittadini all’idea di realizzare nuovi diritti di partecipazione politica, firmando la nostra proposta di legge. Nei tre mesi trascorsi più di 500 persone hanno lavorato per allestire almeno 300 bancarelle per raccogliere le firme necessarie per la proposta di legge sulla democrazia diretta (e quella per la riduzione del traffico aereo), più di 100 persone si sono prestati quali autenticatori delle firme. Con il numero di firme raggiunte – 25.810 – è emerso un chiaro segnale al mondo politico: la cittadinanza desidera essere più sentita, chiede di avere un ruolo più attivo nella politica e di poter avere l’ultima parola quando si tratta di decidere di questioni importanti, sentiti da migliaia di concittadini. Questo spostamento di fiducia deve trovare un suo riscontro in un deciso decentramento del potere, in una democratizzazione dei processi decisionali a favore della popolazione. Ampie fasce della popolazione non si ritrovano più nel modo di gestione del potere politico, all’insegna di poteri forti di pochi, ma rivendicano una politica che possano controllare meglio e a cui tutti possano contribuire in forma costruttiva.
Per la realtà politica della nostra provincia con questo successo si apre una nuova prospettiva di realizzare con metodo referendario un modello di democrazia diretta finora sconosciuto nelle altre regioni e province d’Italia. Con la nostra proposta di legge la popolazione potrà sentirsi più sovrana, più responsabile per le proprie condizioni di vita e più coinvolta nella politica provinciale.
Nella votazione referendaria, che avrà luogo solo dopo le elezioni provinciali dell’ottobre 2008, però ci aspetta ancora un’altra soglia, cioè quella del quorum di partecipazione del 40%, uno dei limiti della legge vigente che vorremmo superare. Un quorum di tale entità non potrà avere posto in un regolamento equo e moderno della democrazia diretta e mai applicato nei paesi a più avanzata disciplina di democrazia diretta, ma forti di questo risultato della raccolta di firme siamo fiduciosi di poter superare anche l’ultimo scoglio.

Iniziativa per più democrazia – Bolzano

Link: www.dirdemdi.org

COSA VOGLIAMO

Il nostro intento nasce dal desiderio di vivere in condizioni politiche dignitose, senza essere né sudditi, né questuanti, ma partecipi delle scelte. Vogliamo che tutte le persone desiderose di essere attive possano cercare, in libertà e indipendenza, attraverso un dialogo basato su reciproca stima, le soluzioni migliori per le questioni di comune interesse. Vogliamo che sia data la possibilità di sottoporle a discussione pubblica e una votazione dai risultati vincolanti.
Vogliamo dare vita a nuovi diritti politici per noi, cittadine e cittadini, usando gli strumenti di democrazia partecipata già esistenti. Ciò per garantirci una maggiore indipendenza nei confronti della rappresentanza politica e per darci la possibilità di intervenire in modo politicamente vincolante nelle decisioni delle amministrazioni comunali e provinciale. Questi diritti nuovi dovranno stimolare e nello stesso tempo essere frutto di un processo di maturazione politica e di presa di coscienza, in un circolo virtuoso meno tendente a delegare e più teso a responsabilizzarci.

Al nostro primo tentativo ce l’avevamo quasi fatta!

Se ciò fosse riuscito, ora noi elettrici ed elettori avremmo a disposizione uno strumento per determinare certe scelte e decidere con effetto vincolante su tutto ciò che vorremmo o non vorremmo che accadesse nel campo delle decisioni politiche.

Grazie alla volontà espressa in merito da molte organizzazioni grandi e piccole, nel 1997 siamo pur sempre riusciti ad ottenere nel Consiglio Regionale un voto di maggioranza favorevole alla nostra proposta di legge di iniziativa popolare per il referendum legislativo decisionale. Il nostro tenativo si è arenato di fronte alle obiezioni di incostituzionalità avanzate dal governo nazionale. Ma proprio da lì provengono ora nuove basi legislative a sostegno delle nostre richieste.

Come realizzare questi intenti

È nostra intenzione dimostrare che una larga parte della popolazione non sopporta più di venire dominata dai suoi rappresentanti politici; che noi cittadine/i intendiamo affermare la nostra volontà in modo vincolante e in modo indipendente da loro; che siamo capaci di prendere noi stesse/i decisioni politiche e di assumercene anche la responsabilità.

Per dimostrare questo vogliamo dare vita a una rete di democrazia. Molte persone, molti gruppi locali e organizzazioni troveranno nell’ Iniziativa per più democrazia l’opportunità di collegarsi fra di loro, rispettando la reciproca autonomia. La rete costituirà il luogo per decidere insieme i nostri obiettivi e i modi per realizzarli. Se migliaia di persone della nostra provincia appoggeranno queste richieste associandosi all’Iniziativa, sarà possi-bile svolgere un’informazione capillare e profonda e assicurare il successo a un nuovo tentativo in direzione di una democrazia partecipata.

Vogliamo che l’autonomia provinciale progredisca al suo interno, sviluppandosi sempre più come autonomia delle cittadine, dei cittadini e dei loro comuni.

La prima fase del processo autonomistico è praticamente conclusa: il risultato è un’autonomia del governo provinciale, ma di certo non un’autonomia delle cittadine e dei cittadini e dei loro comuni. Ora si tratta di reclamare il diritto alla partecipazione, all’azione politica vincolante e indipendente dai partiti politici, e di impegnarsi per l’autonomia dei comuni. Riunendo le forze l’Iniziativa svolgerà un’attività continuativa e mirata per raggiungere una serie di obiettivi specifici:

* il referendum legislativo decisionale con il quale, se verrà raccolto un numero di firme prestabilito, la cittadinanza può votare su un proprio progetto di legge;
* garantire dal punto di vista legislativo e rendere praticabile la delibera civica comunale;
* l’iniziativa statutaria affinché le/i cittadine/i possano stabilire in prima persona le regole della politica comunale;
* il referendum finanziario che dà alle/ai cittadine/i la possibilità di controllare l’impiego del denaro pubblico;
* il diritto a un voto più libero, in modo da poter eleggere candidate/i a prescindere dalla loro appartenenza a una lista, in quanto rappresentanti della popolazione e non solo di un partito;
* l’autonomia comunale territoriale e finanziaria, affinché i comuni, sotto il controllo delle rispettive cittadinanze, abbiano facoltà di decidere da sé su quale debba essere l’uso del proprio territorio nonché delle proprie risorse finanziarie.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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