di Fabio Galluccio

Ormai è cosa assodata il centro sinistra l’11 aprile 2006 ha vinto sul filo di lana in una giornata in cui successe di tutto. Il segretario dei Ds a un certo punto disse pallido che non gli risultavano quei dati, i loro conteggi erano del tutto diversi. Tutti i sondaggi davano in vantaggio il centro-sinistra dal 3% al 5% eppure i dati sfornati dal ministero dell’interno furono del tutto diversi. Dopo due ore circa dallo spoglio il ministero dell’Interno dirama un comunicato molto strano: le schede bianche sono diminuite. Io ero davanti al televisore, guardavo La7. Come faceva a saperlo, il Viminale, dato che le schede bianche sono l’ultimo dato che si ha. Cosa ancora più incredibile quando si proclama vincitore il centrosinistra, Berlusconi grida al broglio contro di lui!
E ora parliamo delle schede bianche. Nel nostro Paese si attestano quasi sempre sui tre milioni, l’8%. Sono diventate in queste elezioni circa un milione: ne mancano due. Due milioni sono circa il 5%, il 5% dell’errore dei sondaggi, che ha fatto saltare l’esito delle elezioni. Guarda caso, proprio il 5% in più dà il pareggio alla destra. E dire che mai come questa volta la legge elettorale, voluta dalla destra, invitava alla scheda bianca essendo le liste blindate dai partiti e non avendo l’elettore nessuna possibilità di scegliere i candidati nei due rami del parlamento.
C’è poi da dire che nelle quattro regioni informatiche (tra cui la Puglia, dove è avvenuto il più clamoroso ribaltone) il broglio era ancora più facile: bastava cambiare il voto sul computer. Chi contesta? L’aveva detto anche Beppe Grillo in un’intervista: i dati vengono presi dal computer, messi su una chiave e portati nell’ufficio del premier. Nella sala della presidenza del Consiglio.
Solo un libro “Il broglio” di Agente italiano (Aliberti editore), uno pseudonimo dietro cui si cela probabilmente un giornalista, e alcuni blog raccontano in maniera romanzata la vicenda, cosa molto preoccupante in una democrazia che vive del consenso elettorale.
Se in questo quadro molto preoccupante aggiungiamo che Forza Italia, dopo la sconfitta elettorale prima alle politiche, poi alle amministrative, successivamente all’elezione del presidente della Repubblica e alla sonora batosta subita al referendum sulla nuova Costituzione voluta dalla destra, non ritiene opportuno avere un confronto al suo interno attraverso un consiglio nazionale o un congresso (nei 13 anni di vita del partito ne ha celebrato solo due), il quadro è veramente sconfortante. Come possiamo pensare di vivere in una democrazia compiuta, se ci sono partiti che si dicono democratici e si riempiono la bocca della parola libertà,ma non mostrano rispetto delle più elementari regole neanche al proprio interno? E tra l’altro senza che nessuno degli iscritti si senta quantomeno preso in giro…

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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