Oggi i giornalisti dei quotidiani italiani (salvo biasimevoli eccezioni che vedrete domani in edicola) scioperano per rilanciare il confronto con gli editori su un rinnovo contrattuale attesa da oltre un anno e boicottato dalla controparte perché finalmente si è posta fra le priorità della piattaforma sindacale la questione dei precari, dei collaboratori esterni sottopagati o sfruttati in realtà come dei dipendenti a costo quasi zero, dei disoccupati. In poche parole, lo scontro è sulla flessibilità selvaggia e sullo smantellamento progressivo del contratto nazionale di lavoro, cui mirano anche i padroni dei giornali per dare un colpo di spugna alle tutele dei lavoratori e passare a una più addomesticabile contrattazione aziendale o individuale.
La partita non riguarda solo chi lavora nella stampa italiana. In gioco c’è il recupero di qualità e di indipendenza di un’informazione oggi già gravemente compromessa nella sua funzione sociale e democratica. Anziché invertire una tendenza distruttiva si rischia di vederla accelerare con effetti devastanti su chi si guadagna il pane cercando di fare il giornalista (quando ciò gli è permesso da editori e editori sempre più omologati nel pensiero unico) ma anche con ricadute pesanti sul diritto dei cittadini a un’informazione completa e plurale nonché sull’esercizio concreto della libertà di espressione. Su quest’ultimo punto basterà menzionare, per esempio, l’oscuramento calato nei giornali italiani sulle manifestazioni sindacali tenute dai giornalisti sia in occasione delle Olimpiadi di Torino sia al Festival di Sanremo. In queste occasioni ci siamo resi conto sulla nostra pelle dell’esistenza di meccanismi espliciti o striscianti che conducono a un risultato univoco: la censura. Cioè la negazione di un flusso di notizie o di opiniuoni verso la cittadinanza.
z. s.

Il comunicato della Federazione nazionale della stampa, il sindacato unitario dei giornalisti italiani: www.fnsi.it

L’assemblea di Comitati e Fiduciari di redazione, il Consiglio Nazionale e la Commissione Contratto Fieg-Fnsi, hanno approvato oggi all’unanimità i seguenti documenti: “La Conferenza nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione, il consiglio nazionale della Fnsi e la commissione contratto, riuniti a Roma insieme alla giunta esecutiva della Fnsi, proclamano un giorno di sciopero nazionale dei giornalisti dei quotidiani, delle agenzie di stampa, delle testate on line per il 18 marzo e dell’emittenza nazionale pubblica e privata per il 25 marzo.

Non sono chiamati allo sciopero i giornalisti dell’emittenza locale, perché gli editori di Aeranti Corallo hanno firmato un accordo con la Fnsi, ed i giornalisti degli uffici stampa per i quali si è aperta una trattativa per il contratto.
L’assemblea dà mandato alla Giunta della Fnsi di attuare in qualsiasi altro momento gli altri sei giorni di sciopero già decisi a sostegno della vertenza.
La decisione di scioperare durante la campagna elettorale non è stata presa dagli organismi rappresentativi della categoria a cuor leggero. Ma tutte le strade sono state tentate per convincere gli editori della Fieg a frenare l’oltranzismo che li anima. Compresa l’organizzazione di numerose manifestazioni.
Dunque, non resta che riprendere gli scioperi, un segnale di cui il centrodestra e il centrosinistra, impegnati nella competizione elettorale, dovranno tenere conto.
Non si può chiedere ai giornalisti di ridurre la propria autonomia, di abdicare alla propria missione di informare correttamente i cittadini, pur di consentire agli editori di manipolare i dipendenti come vogliono, di trattare i giovani giornalisti come paria della società e di corrispondere ai collaboratori esterni – quando lo fanno correttamente – compensi risibili, da due euro a pezzo, come nelle ultime tabelle decise dal gruppo Riffeser (Nazione, Resto del Carlino, Giorno, Quotidiano nazionale). Sono editori che hanno chiuso bilanci più che buoni, distribuendo cospicui dividendi agli azionisti. E il cui scopo evidente in questa vicenda non è quello di fare impresa nel settore della libera stampa, ma solo di avere le mani libere nei propri giornali.
Nello stesso tempo gli organismi rappresentativi della Fnsi richiamano tutte le forze politiche al grande tema dell’informazione e del diritto dei cittadini ad essere informati: il contratto dei giornalisti, come le garanzie di autonomia di tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione, è un problema essenziale, ma non l’unico. Un’equilibrata raccolta pubblicitaria, leggi di sistema con rigorose norme antitrust e l’assetto del servizio pubblico sono e resteranno per la democrazia italiana temi assolutamente centrali”.

Il Secondo documento afferma:

“L’assemblea generale dei Comitati e Fiduciari di redazione, del Consiglio Nazionale e della Commissione Contratto appoggia la proposta di una giornata di sciopero avanzata dalla Giunta federale. Ma ritiene necessario accompagnare l’astensione dal lavoro con l’impegno da parte di tutti i comitati e fiduciari di redazione a vigilare sul rigido rispetto del cnlg, compresi i rapporti con i collaboratori freelance.
I cdr si impegnano a reagire, ogni qual volta vengano accertate violazioni contrattuali, in ogni sede competente coinvolgendo le ars e la Fnsi.
I cdr, per quanto riguarda le eventuali situazioni di precariato e l’utilizzazione impropria di personale in funzione giornalistica, in violazione del contratto, si impegnano a denunciare e a perseguire le aziende interessate in ogni sede, compreso quella previdenziale. La Conferenza nazionale dei cdr ribadisce di ritenere irrinunciabile la salvaguardia della dignità e dell’autonomia professionale dei giornalisti e, di conseguenza, impegna la giunta federale a non cedere sulla riduzione del costo del lavoro e sugli scatti automatici di anzianità aziendale, unica garanzia economica del riconoscimento professionale nel rispetto dell’autonomia dei giornalisti.”

LE MODALITA’

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Si riportano di seguito le modalità dello sciopero dei giornalisti:

i giornalisti dei quotidiani del mattino si asterranno dal lavoro nella giornata di sabato 18 marzo per impedire l’uscita dei quotidiani nella giornata di domenica 19;

i giornalisti dei quotidiani del pomeriggio si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di sabato 18 marzo;

i giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 07.00 di sabato 18 alle ore 07.00 di domenica 19 marzo;

i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti si asterranno dal lavoro per l’intera giornata di sabato 18 marzo.

I giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva nazionale pubblica e privata, analogica e digitale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a partire dalle ore 06.00 di sabato 25 marzo sino alle ore 06.00 di domenica 26.
Nel corso dello sciopero nell’emittenza radiotelevisiva saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Pertanto, non andrà in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei Cdr in tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza.

Non sono previste deroghe di alcun tipo.

I giornalisti dei periodici cumuleranno la giornata con quelle successive in modo da impedire la pubblicazione di un numero secondo le disposizioni che saranno tempestivamente emanate dalla Federazione della Stampa.

Sciopero generale in campagna elettorale.
Tutti i comunicati dei comitati di redazione (rappresentanze di base).

14/03/06
Pubblichiamo le adesioni ed i consensi dei comitati di redazione alla linea seguita dalla Fnsi sulla vertenza per il rinnovo del contratto nazionale che ci sono pervenute in ordine cronologico
16/03/06

“I Cdr de “Il Giorno”, “il Resto del Carlino” e “La Nazione” denunciano l’ennesima azione contro i propri giornalisti compiuta dalla Poligrafici Editoriale che nelle ultime ore, con atto unilaterale, ha inviato a decine di colleghi free lance, professionisti e pubblicisti, la disdetta delle condizioni economiche precedentemente pattuite, variandole con compensi peggiorativi e talvolta addirittura lesivi della dignità del lavoro”

“Non solo: il nuovo regime introduce in molti casi anche un tetto di 50 pezzi alle collaborazioni personali, numero standard oltre il quale i successivi servizi, articoli o notizie resi all’azienda saranno retribuiti con la risibile cifra di 2 euro lordi cadauno.
E’ immorale che un’azienda solida, capace di investire milioni di euro in pochi mesi per operazioni editoriali quali France Soir e Qs, voglia ora rivalersi a spese di colleghi già sottopagati e molto spesso subordinati di fatto all’interno delle redazioni. Rientrare con questi metodi dal deficit di investimenti senza futuro – i cui rischi erano stati ampiamente paventati dagli organismi sindacali di testata e di gruppo a un management incapace di ascoltare e confrontarsi anche su banali principi di realtà – configura un ulteriore attacco al già debole sistema del lavoro giornalistico autonomo italiano, la cui tutela è stata non a caso messa al centro della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale tra Fnsi e Fieg, per il quale i giornalisti italiani hanno manifestato oggi di fronte alla sede Fieg a Roma.
In attesa di valutare le azioni sindacali da opporre, i Cdr di Giorno, Carlino e Nazione condannano la miope strategia aziendale e invitano la Poligrafici Editoriale a valutare le conseguenze di una scelta così palesemente autolesionistica che avrà il triplice risultato di svilire la professionalità di decine di colleghi, destrutturare il sistema produttivo delle redazioni locali nella copertura di eventi e fatti, nonché di aumentare esponenzialmente i ricorsi alla magistratura del lavoro.
Il caso dei collaboratori delle testate storiche della Poligrafici Editoriale sarà portato all’attenzione degli Stati generali dell’informazione, domani a Roma, all’hotel Jolly Villa Carpegna, quale esemplare dimostrazione di precariato portato alle conseguenze estreme, con sprezzo assoluto per le condizioni di lavoro dei giornalisti e per le possibili ricadute in tema di qualità dell’informazione”.

I Cdr de “Il Giorno, “il Resto del Carlino” e “La Nazione”

Milano – Bologna – Firenze, 16 marzo 2006

16/03/06

Il Cdr del Giornale di Vicenza, dopo l’assemblea di redazione sulla dura vertenza in atto con la Fieg per il rinnovo del contratto nazionale e alla vigilia della conferenza nazionale dei Cdr conferma l’appoggio alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana

e sollecita tutte le iniziative necessarie alla difesa della dignità e dell’autonomia professionale dei giornalisti messe in grave pericolo dal rifiuto degli editori a riaprire la trattativa.

Il Comitato di Redazione del Giornale di Vicenza

Vicenza, 15 marzo 2006

15/03/06

Il Cdr de La Stampa prende atto che la Fieg non ha saputo o voluto cogliere la significativa decisione della Fnsi di non proclamare nuovi scioperi negli ultimi tre mesi come un segnale di disponibilità ad attenuare il livello dello scontro aperto da oltre un anno sul rinnovo del Contratto nazionale di lavoro giornalistico;

rileva che al contrario la Fieg, oltre ad insistere sul voler imporre la propria piattaforma contrattuale, ha esteso la vertenza anche all’ambito della previdenza dei giornalisti non approvando la riforma dell’Inpgi; plaude alla buona riuscita delle manifestazioni organizzate dalla Fnsi con l’Associazione Stampa Subalpina il giorno dell’apertura dei Giochi olimpici invernali di Torino e con l’Associazione Ligure dei Giornalisti durante il Festival di Sanremo.

Per questi motivi il Cdr de La Stampa, in occasione della Conferenza nazionale dei Comitati di redazione in programma il 17 marzo a Roma, darà il suo sostegno alle ulteriori iniziative di protesta che verranno proposte in quella sede. Ritiene comunque che un solo giorno di sciopero potrebbe risultare poco efficace ai fini delle richieste della categoria, compromettendo anche l’equità dell’informazione durante la campagna elettorale. Al contrario, più giornate consecutive di astensione dal lavoro in periodi mirati, per esempio subito prima o subito dopo le elezioni del 9 aprile, risulterebbero più dirompenti e raggiungerebbero l’obiettivo di sensibilizzare in maniera maggiore sia l’opinione pubblica sia la classe politica.

Il Cdr de La Stampa invita inoltre la Fnsi a ricercare ulteriori forme di protesta e ad agire in maniera più decisa contro quelle redazioni che continuano a ignorare gli scioperi indetti, danneggiando così l’intera categoria.

15/03/06

Il comitato di redazione de Il Secolo XIX e la redazione de Il Secolo XIX , ribadiscono la loro preoccupazione per il blocco della trattativa per il rinnovo contrattuale e confermano l’adesione alle iniziative di mobilitazione decise dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalle Associazioni Regionali di Stampa, come già accaduto in occasione dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Torino 2006, del Festival di Sanremo e di quella promossa per giovedì 16 marzo a Roma di fronte alla sede della Fieg. I giornalisti de Il Secolo XIX esprimono la loro preoccupazione per la chiusura e arroccamento degli editori su posizioni che negano ogni confronto e disponibilità sulla difesa e rilancio della qualità dell’informazione e del lavoro giornalistico, sulla ricerca di soluzioni e di garanzie per il lavoro autonomo, cercando anche di minare la solidità dell’istituto di previdenza giornalistica con il rifiuto a firmare una riforma già approvata dallo stesso istituto e dagli stessi rappresentanti degli editori.

I giornalisti de Il Secolo XIX condividono anche la scelta di indire azioni di lotta durante la campagna elettorale, pur consci della gravità della situazione del paese, ma un sindacato e giornalisti degni di questo nome non possono, né devono fare sconti ad alcun schieramento politico: un anno di vacanza contrattuale, i ripetuti attacchi al sistema delle relazioni sindacali e le reiterate affermazioni dei rappresentanti Fieg, relative alla volontà di ristrutturare integralmente il contratto di lavoro, non possono godere di alcuna tregua.

15/03/06

Il Cdr di City conferma l’appoggio alla linea seguita dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale e si dichiara pronto a partecipare alle iniziative che saranno decise dalla FNSI.
L’appoggio del Cdr di City all’azione dell’FNSI resta immutato, nonostante il “trattamento” non alla pari riservato dalla Federazione della stampa all free press in occasione delle ultime proteste. Ribadiamo che nonostante le numerose richieste, cui peraltro l’Fnsi era venuta incontro in altre occasioni, lo sciopero di dicembre è stato indetto in giornate in cui la free press solitamente non esce. In quell’occasione poi la free press non è stata inserita nelle modalità di sciopero, totalmente dimenticata quasi non facesse parte del settore, quando invece è una realtà sempre più diffusa e consolidata. Non essere coinvolti o venire “dimenticati” lascia amareggiati noi giornalisti che sempre abbiamo partecipato e appoggiato compatti gli scioperi e le iniziative promosse dalla Fnsi ritenendo giuste le motivazioni del sindacato. Pur continuando a sostenere la protesta e le forme di contestazione vorremo che si risolvesse questo nodo, magari avviando un dialogo più serrato tra i cdr della free press e l’Fnsi, come già più volte richiesto.

14/03/06

L’assemblea dei giornalisti del quotidiano L’Arena di Verona esprime incondizionato appoggio alle iniziative messe in campo dalla Fnsiper ottenere l’apertura di un tavolo di confronto con gli editori, arroccati da oltre un anno in una posizione di totale chiusura.

Di fronte alle reiterate minacce di veder modificati o cancellati alcuni importanti istituti contrattuali e minata la propria autonomia professionale, i giornalisti italiani sono costretti a ricorrere a strumenti di protesta drastici, anche durante il periodo pre elettorale,
per poter garantire anche in futuro una corretta informazione.

Verona, 14 marzo 2005

14/03/06

Il Cdr del Corriere del Veneto a nome del corpo redazionale conferma il pieno appoggio alla linea fin qui seguita dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale.

La piattaforma della Fieg punta a disarticolare la professione giornalistica con un allargamento senza regole del precariato, già così largamente utilizzato, e con una politica tutta al ribasso riguardo a tutele e retribuzioni. In questo quadro, il rifiuto da parte degli editori ad aprire una seria trattativa ha portato ad una situazione di stallo senza precedenti. Pieno appoggio quindi, da parte dei giornalisti del Corriere del Veneto, ad iniziative di lotta anche durante il periodo pre-elettorale.

Il Comitato di Redazione del Corriere del Veneto

13/03/06

I giornalisti de “Il Gazzettino” confermano il pieno sostegno a tutte le iniziative della Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) a sostegno della vertenza contrattuale per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro, scaduto da oltre un anno.

La negazione di una trattativa da parte dagli editori, infatti, ha determinato una gravissima situazione. La Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), che rifiuta di discutere le proposte dei giornalisti, non pretende solo di sottoscrivere un contratto al ribasso, ma mira a disarticolare nel profondo la professione. I giornalisti de “Il Gazzettino”, nel chiedere il pieno rispetto delle norme contrattuali, si dichiarano pronti a partecipare alle iniziative di denuncia e di lotta che saranno decise dalla Fnsi.

Venezia, 13 marzo 2006

IL COMITATO DI REDAZIONE

09/03/06

I giornalisti di Repubblica, con l’orgoglio di appartenere a un grande gruppo editoriale, rivendicano un trattamento di pari dignità con le altre testate e sottolineano la funzione irrinunciabile d’informazione attenta e completa verso i lettori.

Per questo chiedono il pieno rispetto delle norme contrattuali e confermano la loro preoccupazione per il blocco della trattativa sul nuovo Contratto nazionale dovuta all’irresponsabile chiusura degli editori, dichiarandosi pronti a partecipare alle iniziative politiche e di lotta che saranno decise dalla FNSI.

Il Comitato di redazione di Repubblica difende e rilancia la professionalità dei giornalisti della testata che la politica aziendale troppo spesso sottovaluta e qualche volta ignora.
Il Cdr ha illustrato all’Assemblea dei giornalisti la sua piattaforma con all’ordine cinque punti urgenti e irrinunciabili: opporsi fermamente alla sostituzione del lavoro dei redattori con stuoli di precari, spesso non giustificabili dalle norme del Contratto nazionale; ottenere strumenti di lavoro adeguati; distinguere con rigore la sfera pubblicitaria e promozionale dall’informazione; denunciare il mancato rispetto dell’accordo sull’organizzazione del lavoro domenicale e la moltiplicazione degli straordinari. E infine garantire il controllo sulla dilatazione multimediale del gruppo per ciò che attiene al personale, agli orari di lavoro e alle collaborazioni.

L’assemblea dei giornalisti di Repubblica, all’unanimità ha approvato la piattaforma e ha impegnato il Cdr ad ” avviare un confronto serrato con la Direzione e con l’Azienda, a vigilare sull’applicazione rigorosa del Contratto nazionale di lavoro e a reagire in ogni sede e ad ogni livello a fronte di eventuali e accertate violazioni contrattuali. A tale scopo e, per attuare tutte le iniziative di lotta che si rendessero necessarie, affida al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero”.
Il comitato di redazione

07/03/06

Raccogliendo i commenti e le indicazioni dei giornalisti dei quotidiani Finegil Veneto -Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, La Nuova di Mestre e Venezia – sulla gravissima situazione della vertenza contrattuale portata dagli editori alla paralisi della trattativa, il Cdr esprime il suo sostegno alle iniziative sinora adottate (scioperi, iniziative in sede politica, manifestazioni in occasione delle Olimpiadi invernali e del Festival di Sanremo) dalla Fnsi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro e invita il sindacato, a livello regionale e nazionale, a continuare le azioni di protesta non escludendo il ricorso allo sciopero nel corso della campagna elettorale.

E’ nota la contropiattaforma degli editori che mira ad allargare il fronte del lavoro precario e abusivo, ridurre drasticamente gli stipendi ai nuovi assunti, abbattere il valore degli scatti di anzianità per tutti, licenziare chi si ammala, ottenere la possibilità di licenziamento dei capiredattori e di sollevare liberamente i capiservizio; indebolire con altre forme di flessibilità-precarietà (legge Biagi) le redazioni per rendere meno liberi i giornalisti.

E’ chiaro l’obiettivo finale degli editori che non si limita alla volontà di sottoscrivere un contratto al ribasso, ma mira a disarticolare dalle fondamenta il contratto di lavoro. L’attacco all’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti, l’Inpgi, attuato dai rappresentanti della Fieg bloccando la procedura (pareri delle parti sociali) per la riforma dell’Istituto (che opportunamente ha reagito denunciando gli editori per danni) mira a indebolire attraverso il commissariamento dell’Inpgi, uno dei cardini del sistema dei tutele della categoria.

Di fronte alla portata di questo scontro, la riconquista di un reale tavolo di trattative con gli editori passa per forza di cose dal rilancio delle iniziative conflittuali che a questo punto non appaiono più rinviabili anche se siamo consapevoli che si è aperta in questi giorni una delle più rilevanti campagne elettorali degli ultimi tempi.

Ci auguriamo dunque che gli editori si facciano guidare dal senso di responsabilità e offrano la disponibilità a trattare, per evitare scioperi e azioni di lotta in un periodo delicato della vita del Paese che le nostre redazioni sono in ogni caso pronte portare avanti in modo compatto.

Per il Cdr
Il portavoce
Giuliano Doro

01/03/06

Il coordinamento dei comitati di redazione del Gruppo L’Espresso-Repubblica-Finegil-Kataweb-Elemedia, riunitosi a Roma il 1° marzo 2006, preso atto della fase di stallo in cui versa la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, dovuta esclusivamente alla totale chiusura degli editori, esprime la piena adesione alla linea della Fnsi.

Conferma la propria partecipazione alla Conferenza nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione, convocata per il 17 marzo prossimo a Roma, e si dichiara fin da ora pronto a partecipare a tutte le iniziative di lotta che saranno decise in quella sede e/o dalla Federazione nazionale della Stampa.

Il Coordinamento dei Cdr Gruppo Editoriale L’Espresso

Roma, 1° marzo 2006

01/03/06

Il Cdr de l’Adige invita la Fnsi a proseguire la mobilitazione avviata un anno fa per il rinnovo del contratto di lavoro, senza sconti di alcun genere, che possano essere dettati dall’imminenza delle elezioni politiche o da altri eventi.

Il Cdr de l’Adige ribadisce con forza che la mobilitazione dei giornalisti italiani per difendere il diritto-dovere ad informare i cittadini secondo principi di autonomia, indipendenza e correttezza, ha tanto più valore se la si ricollega a momenti particolarmente importanti per la stessa dinamica democratica del Paese, in cui l’attenzione dei cittadini verso il sistema delle istituzioni è massimo.
E’ in questi frangenti che il messaggio dei giornalisti, da oltre un anno senza contratto, ricattati sul fronte pensionistico e sottoposti a forti pressioni nelle redazioni, può passare con più efficacia e più forza, rompendo una cortina di silenzio costruita anche da loro stessi intorno alla vertenza per il rinnovo contrattuale. E’ in questi momenti che non si ci si può permettere il lusso di tergiversare, di fronte ad una Federazione degli editori che mira solo a smantellare l’impianto contrattuale e a risparmiare sempre più sul costo del lavoro, senza porsi invece il problema di come migliorare la qualità dei media oggi sul mercato, di come riequilibrare le risorse pubblicitarie oggi pericolosamente trasferite dalla carta stampata alle tv nazionali, di come dar spazio a nuovi investimenti e per quale futuro. La scorciatoia scelta dagli editori per allargare sempre più il fronte dei precari, dei contratti a termine, degli abusivi, è inaccettabile e il tentativo di rendere più deboli e asserviti i giornalisti va quindi respinto con forza, compattezza e dignità, anche a costo di scioperare per più giorni consecutivi. Le azioni di forza messe in campo nei mesi scorsi hanno permesso alla Fnsi di incassare risultati significativi con il rinnovo biennale dell’accordo Aeranti-Corallo e con l’ammissione al tavolo delle trattative dell’Aran per il rinnovo del contratto dei dipendenti degli uffici stampa: negare che questi risultati siano arrivati anche grazie agli scioperi e alle azioni di forza (legali) è negare l’evidenza.

Il Cdr de l’Adige di Trento

28/02/06

Raccogliendo le aspettative e le sensibilità delle due redazioni del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige – e sulla scia di quanto discusso nella recente visita in Trentino Alto Adige con il segretario nazionale, Paolo Serventi Longhi – questo comitato di redazione manifesta ampio sostegno alla linea fin qui seguita (e annunciata per il futuro) dalla segreteria e dalla giunta esecutiva della Fnsi per contrastare l’inaccettabile azione con cui gli editori vogliono spogliare la categoria dei suoi più elementari diritti, screditando il sindacato e tentando di indebolire gli organismi della categoria.

In particolare, in relazione alla ventilata possibilità che si possa ricorrere allo sciopero anche in momenti “delicati” come il prossimo periodo elettorale (o in altri momenti analogamente significativi), questo comitato di redazione esprime il proprio appoggio anche su questa scelta sofferta, ma necessaria per far capire agli editori (e a quei direttori che sono troppo spesso delle mere emanazioni aziendali) come il sindacato a tutti i livelli sia disposto a difendere la categoria fino in fondo e a qualunque costo.

Trento/ Bolzano, 28 febbraio 2006

Il Comitato di redazione

( Altre info: Federazione nazionale della stampa – www.fnsi.it )

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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