Domani il Parlamento europeo voterà il testo – emendato – della direttiva Bolkestein (Prodi) sulla liberalizzazione dei servizi nell’Europa dei venticinque. Ieri, nella mainifestazione sindacale contro la proposta, campeggiava in apertura lo striscione: “Servizi per il popolo, è tempo di cambiare la direttiva”. Ecco ilt esto di un appello sulla controversa materia. APPELLO ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA EUROPEA PER BLOCCARE LA DIRETTIVA BOLKESTEIN

Martedì 14 febbraio 2006, a Strasburgo, il Parlamento europeo inizia la discussione e voterà, in prima lettura, la direttiva sui servizi nel mercato interno, meglio conosciuta come direttiva Bolkestein. Dopo che la Commissione mercato interno ha peggiorato il testo della Commissione europea il Parlamento europeo è chiamato a rispondere ai popoli d’Europa sulla sua capacità di rappresentare davvero gli interessi e le aspirazioni delle comunità, dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori europei. Questo progetto ha suscitato una riprovazione unanime da parte dell’opinione pubblica europea. Eppure non è stato né ritirato né riscritto ma sarà discusso e votato dal Parlamento Europeo, per essere poi trasmesso al Consiglio formato dai diversi governi dell’Unione.

La direttiva Bolkestein si basa sul principio del paese d’origine che, nella logica dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS) dell’OMC, è un incitamento alla competizione tra gli Stati e i popoli.
L’idea di fondo è di rendere stabile il dumping sociale, ridurre le protezioni per gli utenti, rimettere in causa la cultura, indebolire le norme ambientali e della sanità pubblica. In pratica, rendere impossibile il controllo del potere pubblico sulla fornitura dei servizi. La direttiva è inoltre un attacco ai diritti sociali e sindacali quali la contrattazione e attraverso di essa alle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori e dei cittadini europei.

È perciò necessaria una convergenza tra i movimenti sociali, le associazioni, gli enti locali, gli eletti, le organizzazioni sindacali, i partiti politici per fare fallire questo progetto sia a livello nazionale che europeo. Il percorso legislativo, infatti, non si conclude affatto col voto nel Parlamento europeo, e dovrà comunque sempre più intrecciarsi e cimentarsi con l’approfondimento della situazione dello sviluppo dei servizi pubblici e in particolare di quelli locali – in Europa, e del ruolo degli enti locali contro le politiche di privatizzazione, per la difesa dei diritti sociali e di cittadinanza, verso l’obiettivo di una regolamentazione capace comunque di sottrarre i cosiddetti Servizi di interesse generale a partire da quelli legati all’accesso ai beni comuni alle logiche della privatizzazione mercantile.

In Italia abbiamo costruito già una forte mobilitazione con una presa di coscienza seppure ancora insufficiente che ha coinvolto una larghissima parte delle forze in grado di bloccare questo pericolo. Il 15 ottobre 2005 tantissimi enti locali che avevano approvato testi contro la direttiva hanno costituito un coordinamento che segue anche in Europa lo sviluppo dei lavori. La campagna nazionale la più vasta per varietà e numero di adesioni in Europa ha promosso, nello stesso giorno, la grande manifestazione che ha visto sfilare 50mila persone contro la direttiva.

Noi ci mobiliteremo ad ogni tappa ed a tutti i livelli.

E’ oggi indispensabile continuare la mobilitazione dei popoli d’Europa. Dobbiamo costruire le giornate di mobilitazione europea.

Sabato 11 febbraio, in contemporanea con la manifestazione europea del FSE che si terrà a Strasburgo, si svolgerà a Roma, nella mattina, una giornata di incontro con i parlamentari europei ed italiani, con l’obiettivo di riprendere ed aggiornare il confronto con quanti si apprestano a pronunciarsi sia nel Parlamento europeo sia nel Parlamento italiano quando, dopo il voto del 14 febbraio, spetterà ai Governi nazionali pronunciarsi sulla Direttiva nell’ambito del Consiglio europeo. Nel pomeriggio si svolgeranno in varie località italiane iniziative e manifestazioni pubbliche e, ancora a Roma, una iniziativa a Piazza di Torre Argentina. La mobilitazione contro la direttiva Bolkestein sarà presentata anche all’Assemblea nazionale del Movimento Contro la Guerra, a Firenze l’11 e12 Febbraio.

Un forte appello rivolgiamo, infine, a quanti personalità, rappresentanti delle assemblee elettive, associazioni, movimenti condividono questi stessi obiettivi, perché sia garantita la più massiccia partecipazione alla manifestazione che si svolgerà martedì 14 febbraio a Strasburgo. Quel giorno, alle ore 12, promossa dal movimento europeo del Forum Sociale Europeo, congiuntamente alla Confederazione Europea dei Sindacati, si terrà, davanti al Parlamento europeo, una grande manifestazione in corrispondenza con l’avvio del dibattito sulla Direttiva. Nella stessa giornata, ed in quelle successive, in vista della votazione finale, si organizzeranno iniziative locali in grado di rendere pubbliche le ragioni della nostra opposizione alla Bolkestein.

E’ solo una tappa della nostra mobilitazione.

Contro il progetto di direttiva Bolkestein, possiamo vincere!

Primi promotori dell’appello (23.1.06)

Abruzzo No Bolkestein

Attac Italia: Cristina Mataloni, Marco Bersani

Cobas: Piero Bernocchi

Coordinamento Nazionale Enti Locali “Stop Bolkestein

Fiom CGIL

Firenze Social Forum

FLC CGIL

Forum ambientalista: Ciro Pesacane

Forum per la democrazia costituzionale europea: Franco Russo

Francesco Martone, senatore, Sinistra Europea

Funzione Pubblica CGIL

Lunaria-Sbilanciamoci!:Tommaso Rondinella

PRC

Quale Stato

Rete dei movimenti e dei forum toscani: Tommaso Fattori

Sincobas: Franco Lovascio, Margherita Recaldini, Luigia Pasi,
Silvia Baratella, Paolo Sabatini

nonluoghi

nonluoghi

Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

More Posts

nonluoghi

Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.