Pochissima visibilità sulle tre reti Rai, le altrettante Mediaset e La7 per la lotta dei metalmeccanici, impegnati in una dura vertenza sul rinnovo contrattuale: in sette mesi, complessivamente 35 minuti e 27 secondi. Tale era l’oscuramento, che i sindacati hanno scritto alla Rai per invitarla a informare maggiormente l’opinione pubblica sulla vicenda in corso. Una sollecitazione che ha ottenuto parziale riscontro.
Se n’è discusso ieri e oggi a Sospirolo (Belluno) nel seminario di studio sui temi dell’informazione e della comunicazione organizzato dalla Uilm provinciale. Obiettivo principale dei lavori è stata l’analisi dell’atteggiamento del mondo dei mass media sul rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre (e la cui trattativa riprenderà domani). Lo studio, affidato a un’agenzia, ha fatto rilevare che tra l’aprile e il 2 novembre la vertenza ha avuto sugli schermi poco più di mezz’ora. Nella fascia oraria di prime-time, tra le 18.50 e le 20.30, 12 minuti e 2 secondi; nella fascia 12.20-14.30, 22 minuti e 6 secondi; tra le 8.30 e le 9 un minuto e 19 secondi.
Perciò i tre segretari generali (Giorgio Caprioli della Fim, Gianni Rinaldini della Fiom e Antonino Ragazzi della Uilm) hanno indirizzato una missiva al presidente e al direttore della Rai e al presidente della Commissione di vigilanza, Paolo Gentiloni, affinché “venisse assicurata un’adeguata informazione sulla vertenza che coinvolge un milione di lavoratori”.

“Sulla scia della lettera – spiega il responsabile dell’ufficio stampa della Uilm nazionale, Antonio Giulio Di – c’è stato un cambiamento, un maggiore interesse della tv pubblica”. Poi, il riverbero mediatico dello sciopero generale, 200 mila persone a San Giovanni in Laterano, ha risvegliato un po’ di attenzione giornalistica nei riguardi delle vicende di una categoria-simbolo delle lotte sociali.

“La situazione dei media – ha osservato al convegno il senatore socialista bellunese Giovanni Crema – sia per la politica che per il sindacale è critica, in particolare per quanto riguarda la Rai, anche se non c’è differenza con Mediaset. Per l’ultimo sciopero a Roma le notizie ricevute dalla tv sono state pochissime. Ne ho avute più dalle agenzie di stampa. Gli stessi parlamentari ne sapevano poco. La comunicazione viene prevalentemente concentrata quando c’è la vertenza pubblica, ma se dovessimo chiedere ora a cento persone se sono informate sul contratto dei metalmeccanici, credo che saremo a livello di ignoranza quasi assoluta.Oggi si parla molto di più dei temi della flessibilità, della necessità di abbassare il peso e il costo del lavoro, e quasi nulla dei problemi della sicurezza del lavoratore e degli ammortizzatori sociali. C’è un’area pesantemente conservatrice e tutto quello che riguarda il mondo del lavoro è decisamente raffreddato. C’è una gestione politica dell’informazione pubblica che non è certamente attenta alle problematiche del lavoro. La Rai dovrebbe avere un servizio, un ruolo pubblico, di informazione, di accesso e non tre reti generaliste. Quello che abbiamo perso e che probabilmente la legge Gasparri ha definitivamente affossato è la riforma del sistema radiotelevisivo, creando invece un ulteriore polo delle comunicazioni”.

“Nella nostra esperienza – afferma per parte sua Paolo Dalan, segretario della Uilm di Belluno e organizzatore delle giornate di studio – abbiamo più volte constatato che la necessità di conoscere i meccanismi per un’efficace comunicazione migliora i risultati dell’impegno sindacale”.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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