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Ai recenti stati generali della Federazione nazionale della stampa (Fnsi), tenutisi a Roma, il sindacato dei giornalisti italiani ha accolto la proposta, elaborata dal gruppo di Senza Bavaglio e sottoscritta poi da esponenti di altre realtà, di un’iniziativa per la riforma del servizio pubblico radiotelevisivo. Ecco il testo del documento votato dall’assemblea. Negli ultimi anni si sta assistendo a un inquietante degrado del sistema televisivo italiano. Un processo che, con modalità simili, sta investendo progressivamente anche la radiofonia e i nuovi media.

I giornalisti devono assumere un ruolo attivo e adoperarsi per una rivoluzione nei metodi informativi e nelle politiche aziendali.

“L’Assemblea degli “stati generali” del sindacato dei giornalisti italiani ritiene che non sia più sufficiente formulare un elenco di difetti, errori ed omissioni. Occorre passare alla fase propositiva.

E’ necessario elaborare proposte di leggi e norme, che sottraggano la Rai al controllo della politica e della pubblicità e la restituiscano appieno al ruolo di servizio pubblico.

Parimenti, al sistema privato va garantito un quadro normativo che assicuri autonomia e pluralismo all’informazione.

Ci rendiamo conto che un semplice riequilibrio della spartizione partitica non è affatto sinonimo di garanzia di libertà e autonomia dell’informazione pubblica.

E’ contrario a ogni regola della democrazia il principio secondo cui una commissione parlamentare controlla un medium: in un sistema sano e avanzato la stampa vigila sulla politica e non viceversa.

Controcorrente, e quindi in antagonismo diretto con la democrazia, i media stanno diventando sempre più megafono della politica, dei grandi gruppi di interesse economico e dei poteri forti.

La qualità della tv generalista sta scadendo verticalmente. Sia l’informazione sia l’intrattenimento partecipano a una corsa al ribasso nel disprezzo degli spettatori e della funzione sociale dei mass media in un contesto democratico. Una situazione fra le peggiori nel mondo caratterizzata da assetti proprietari che configurano un monopolio de facto che in definitiva soffoca la libertà di espressione. Si tratta di un quadro che pregiudica le potenzialità della democrazia e della crescita civile in Italia.

L’assemblea chiede alla FNSI di impegnarsi nelle prossime settimane ad attivare una commissione di saggi: docenti universitari, giornalisti esperti di televisione e altre figure super partes, affinché mettano a punto una riforma complessiva del sistema radiotelevisivo italiano che la FNSI, di intesa con l’Usigrai, possano proporre alle forze politiche prima delle prossime elezioni.

Chiediamo alla FNSI di attivare immediatamente questa iniziativa e ne assuma il patrocinio.

Primi firmatari: Massimo Alberizzi e Zenone Sovilla (gruppo Senza Bavaglio); seguono Roberto Natale (Usigrai), Maurizio Blasi (Usigrai) e altri in rappresentanza della maggior parte delle componenti della Federazione nazionale della stampa.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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