di Fabio Galluccio

Scrive Thomas Cahill nel suo libro “Giovanni XXIII”, edito da Fazi, “che un attento gesuita gli ha predetto che alla Chiesa serviranno duecento anni per riprendersi dal pontificato di Giovanni Paolo II”. Non so se duecento anni è il tempo giusto, ma è certo che se molti articoli, molti libri parlano riferendosi al pontificato di Karol Wojtyla come un periodo che ha riportato la Chiesa in una fase preconciliare, ridando al papa un ruolo di Papa Re lontano da un governo collegiale della Chiesa, i media televisivi , ma anche gran parte dei titoli di giornale in prima pagina, bombardano le persone scrivendo sulla grandezza di questo Papa. Molti sono nell’impossibilità di farsi un giudizio personale su una vicenda storica che va al di là delle proprie convinzioni religiose. Ed evidenzia ancora una volta la pericolosità del mezzo informativo, soprattutto quello televisvo, se usato in maniera distorta. E questo Papa e la Chiesa lo hanno utilizzato fino all’ultimo come una gigantesca operazione di marketing, molto lontana dalla spiritualità e dal silenzio che dovrebbero accompagnare la preghiera e la fede. La presunta ecumenicità di Giovanni Paolo II va contro il Suo non chiamare Sorelle le altre Chiese, come pure aveva introdotto Paolo VI. E un gesto come quello di Paolo VI di donare l’anello episcopale al vescovo di Canterbury non è stato mai fatto. Perchè avrebbe significato una parità di ruoli tra le diverse chiese e il primato della Chiesa di Roma. Come non ricordare l’elevazione agli altari di un papa come Pio IX, che aveva attuato azioni a dir poco “sconvenienti” come il rapimento di un bambino ebreo per battezzarlo. E’ stato un papa che ha combattutto la teologia della liberazione nel Sud-America, teologi come Kung, costringendo i vescovi, i professori di seminario e i nuovi sacerdoti a un giuramento di fedeltà assai simile a quello antimodernista di Pio X. Non voglio entrare sulle disquisizioni sui temi della sessualità, del ruolo della donna nella Chiesa che hanno portato indietro la Chiesa a Pio XII. Già nel pur breve pontificato di Giovanni Paolo I, in uno dei suoi pochi Angelus da piazza San Pietro, papa Luciani aveva detto: “Dio è uomo, ma anche donna”.
Il papa come ci ha insegnato Giovanni XXIII è Padre Universale, ascoltato da atei e credenti, quando cessa di essere Guardia Universale, come ben scrive Thomas Cahill.
E non possiamo per ultimo tacere questo continuo tentativo di “dare a DIo quel che è di Cesare”, riducendo qualunque valore e ideale civile a parva cosa e cercando di sostituirlo con la dottrina sociale della Chiesa. E per questo si è servito di braccia come l’Opus Dei, i Legionari di Cristo ed altre associazioni contrastate da Giovanni XXIII e Paolo VI, come “Chiese nella Chiesa”, riportando in auge l’integralismo.
E qui mi fermo, ma molto altro ci sarebbe da dire.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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