[Dalla newsletter del comitato Verità e giustizia per Genova]
1. DIAZ, SI DECIDE

Lunedì 13 dicembre si decide sul processo Diaz. Il giudice dell’udienza preliminare, Daniela Faraggi, farà conoscere le sue decisioni sulla richiesta di rinvio a giudizio di 28 funzionari e dirigenti di polizia indagati per l’irruzione del 21 luglio 2001. Gli agenti sono accusati di calunna, falso, concorso in lesioni. La serie delle udienze preliminari era iniziata il 26 giugno. Nel corso delle numerose sedute, sono intervenuti anche gli avvocati di tutti gli imputati. Nessuno sembra aver portato significativi elementi a discapito dei rispettivi assistiti: ha prevalso la tesi, di caso in caso, del “non toccava a me intervenire”, “sono rimasto troppo poco per poter intervenire”, “ho avuto un ruolo del tutto marginale”. E’ una linea difensiva senz’altro legittima, ma è davvero troppo poco per personaggi che ricoprono incarichi di assoluto rilievo nelle forze dell’ordine (alcuni, lo ricordiamo, sono stati promossi dopo i fatti del G8). Avremmo voluto un atteggiamento più responsabile e più consono ad uomini che ricoprono incarichi tanto delicati. Invece hanno prevalso l’omertà e il rifiuto di ammettere, da parte di ciascuno, di avere avuto un ruolo di responsabilità durante la perquisizione, come se questa fosse avvenuta senza alcuna guida operativa. La nostra richiesta di dimissioni o di sospensione dall’incarico per i dirigenti di grado più alto, in attesa dell’esito del procedimento, ci pare sempre più valida e necessaria, per rispetto delle istituzioni e delle regole della democrazia.
L’attesa generale è per un rinvio a giudizio di tutti gli imputati, ma solo il 13 dicembre sapremo se avremo o no un processo.

– Nella nostra rassegna stampa le notizie sulle udienze preliminari
http://www.veritagiustizia.it/rassegna_stampa/

2. SI COMINCIA CON BOLZANETO
Giovedì 27 gennaio comincerà finalmente l’udienza preliminare per i fatti della caserma di Bolzaneto, a tre anni a mezzo dai fatti! In questo caso sono imputate 47 persone, fra agenti di carabinieri, polizia di stato, polizia penitenziaria e personale medico. I reati contestati vanno dall’abuso d’ufficio alle lesioni, dall’abuso di autorità alla violenza privata, dalle minacce alle ingiurie. E’ un procedimento importante e delicato, perché all’interno della caserma di Bolzaneto si è consumata una delle pagine più nere del G8 di Genova e della storia recente delle forze dell’ordine italiane. Nel nostro paese non esiste una legge specifica sulla tortura, e solo per questo agli imputati non è stato contestato il reato di tortura. In coincidenza con l’avvio dell’udienza preliminare organizzeremo a Genova alcune iniziative pubbliche, che trovate al punto 5. E’ importante che attorno a questi eventi ci sia la massima mobilitazione, a partire dalla conferenza stampa del 26. Non possiamo permettere che l’avvio dell’udienza preliminare passi inosservata come un fatto minore. E’ altrettanto importante che tutte le persone passate per Bolzaneto si costituiscano come parti civili nel processo: è questo l’unico modo per essere presenti e far pesare la propria voce. Per questo abbiamo diffuso un appello per rintracciare tutti i cittadini vittime dei maltrattamenti a Bolzaneto: vi preghiamo di far girare il testo rirpodotto qui sotto.

– Appello alle vittime di Bolzaneto
www.veritagiustizia.it/comunicati_stampa/bolzaneto_caro_amico_cara_amica.php

3. IL POLIZIOTTO CONDANNATO
Un anno e otto mesi: Giuseppe De Rosa è un agente ed è stato condannato con rito abbreviato (quindi con uno sconto di pena) per uno degli episodi più noti e scioccanti del G8. E’ stato riconosciuto colpevole e condannato per avere colpito al volto con un manganello il ragazzino di Ostia poi preso a calci dal vice capo della Digos genovese Alessandro Perugini. Le immagini di quel pestaggio sono fra le più conosciute dei giorni di Genova. Per lo stesso episodio sono stati rinviati a giudizio altri cinque agenti (oltre a Perugini, anche Antonio Del Giacco, spezzino; Sebastiano Pinzone, catanese; Enzo Raschellà, calabrese, e Luca Mantovani, della provincia di Rovigo) mentre è stato prosciolto Spartaco Mortola, all’epoca capo della Digos di genova, imputato anche per i fatti della Diaz. Il giovane di Ostia era stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale: sono stati tutti prosciolti.
Un articolo sulla vicenda pubblicato dal settimanale Carta
www.veritagiustizia.it/rassegna_stampa/carta_chi_resta_a_zero.php

4. LA RACCOLTA FONDI
E’ disponibile sul sito il quadro aggiornato della nostra raccolta fondi. Abbiamo ottenuto finora sottoscrizioni per una cifra superiore ai 68 mila euro. Le uscite finora sostenute sfiorano i 37 mila euro, ma le spese sono destinate a crescere con l’avanzare dei processi. Perciò è sempre aperta la nostra campagna di sottoscrizioni. Per chi vuole diventare sostenitori del nostro Comitato, sono disponibili delle tesserine che riproducono il nostro logo. Le quote sono di 25, 50 e 100 euro (in quest’ultimo caso si riceve una maglietta in omaggio).

Il conto
http://www.veritagiustizia.it/docs/conto.php
Come aderire
http://www.veritagiustizia.it/comunicati_stampa/appello_di_giulietto_chiesa.php

5. APPUNTAMENTI
Firenze, 11 dicembre – Per chi vive a Firenze o dintorni, segnaliamo la serata di sabato 11 dicembre alla casa del popolo di Settignano a Firenze (ore 21). Presenteremo i libri di Enrica Bartesaghi e Marco Poggi, con letture di Giorgio Incerti e la musica di Stefano e Riccardo Rubbiani. Interverrà Giuliano Giuliani
Genova, 25-28 gennaio 2005 – In coincidenza con l’avvio dell’udienza preliminare per i fatti di Bolzaneto, martedì 25: proiezione film “Ora o mai piu'” al cinema Ambra di via Cecchi (zona Foce); mercoledì 26, ore 11, conferenza stampa nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, via Garibaldi; giovedì 27, mattina, presidio di testimonianza davanti al tribunale, ore 21: incontro coi testimoni di Bolzaneto; venerdì 28, ore 21: cena di autofinanziamento e condivisione.

http://www.veritagiustizia.it

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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