[Riceviamo e diffondiamo un comunicato di Amnesty International]
Le recenti notizie provenienti da Falluja sollevano forti timori che nella città irachena stiano avendo luogo gravi violazioni delle leggi di guerra a protezione dei civili e di persone armate messe “fuori combattimento”. Secondo il network statunitense Nbc, i soldati americani hanno ferito cinque iracheni all’interno di una moschea; il giorno dopo, sabato 13, altri marine sono entrati nella moschea e uno di loro ha sparato alla nuca ad uno dei feriti, senza che questi fosse apparentemente armato. Non è chiaro cosa sia accaduto agli altri quattro feriti. Le autorità statunitensi hanno affermato di aver allontanato dal campo di battaglia un soldato e che verrà aperta un’indagine. Amnesty International ritiene che debbano essere prese misure urgenti per impedire ogni ulteriore violazione.

“Devono essere impartiti o ribaditi ordini perentori ai soldati Usa e iracheni e al personale civile sul corretto trattamento dei combattenti disarmati e feriti. Le forze statunitensi e irachene devono avere ben chiaro che in base al diritto internazionale esse hanno l’obbligo di prestare le cure mediche necessarie ai feriti che non costituiscono più una minaccia, così come alla popolazione civile” – ha dichiarato un portavoce di Amnesty International.

“L’uccisione deliberata di combattenti disarmati e feriti che non pongono un’immediata minaccia è un crimine di guerra di diritto internazionale e ne consegue l’obbligo, per le autorità statunitensi, di indagare su tutti i casi del genere e di portare i responsabili di fronte alla giustizia. Chiediamo che queste indagini siano aperte e trasparenti, che ogni eventuale testimone sia protetto e che i risultati siano resi pubblici”.

Amnesty International aveva già chiesto alle autorità Usa di indagare su un caso analogo a quello rivelato dalla Nbc, denunciato dall’emittente televisiva britannica Channel 4.

Amnesty International chiede alle forze statunitensi e irachene di assicurare che tutte le persone ferite nei combattimenti di Falluja, sia civili che uomini armati, ricevano tempestive e adeguate cure mediche. Inoltre, dovranno essere prese misure immediate per affrontare la drammatica situazione umanitaria della città.

Attualmente, in città mancano acqua ed elettricità e non c’è un piano per evacuare i feriti, i quali non stanno ricevendo assistenza sanitaria. La Società della Mezzaluna irachena ha potuto raggiungere gli ospedali alla periferia di Falluja ma non le è stato ancora consentito di fornire cure e soccorsi alle persone che si trovano all’interno della città. La maggior parte della popolazione civile è chiusa nelle proprie case o si nasconde in luoghi riparati. Non vi è alcuna informazione sulle vittime civili.

“A Falluja c’è un disperato bisogno di aiuto. E’ urgente consentire alla Mezzaluna irachena e alle altre organizzazioni umanitarie di entrare in città” – ha aggiunto Amnesty International.

I combattenti hanno a loro volta violato le leggi internazionali di guerra: “I gruppi armati hanno l’obbligo di rispettare le norme fondamentali del diritto umanitario. Anche nascondere esplosivi in mezzo ai cadaveri è un crimine di guerra”.

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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