di Alessandro Ghebreigziabiher
Sig. Silvio,
dopo la lettera da te inviata ai tuoi concittadini nel maggio 2004, considera rotta ogni relazione che a me ti vincolava, in qualsiasi modo. Con essa hai veramente oltrepassato ogni limite. Ma cosa credi ? Ho una reputazione da difendere, io. Ti ricordo che ho tenuto a battesi… ehm, mi correggo, ho iniziato i più grandi. Eh, ma lo scemo sono stato io a credere nelle tue potenzialità. Bè, queste c’erano all’inizio, non lo posso mettere in dubbio. Astuzia, sì, da vendere, lungimiranza, eccome, testardaggine, ambizione, senso pratico, competitività, insomma tutte le qualità che prediligo in un uomo. Che delusione, non immagini con quanta delusione ti scrivo queste righe. Mi aspettavo molto da te, sai? Eppure te l’avevo detto che stavi commettendo un errore quando sei entrato in politica. Ma tu non mi hai voluto stare a sentire, continuavi a ripetere questa idiozia sullo scendere in campo – ed io mi sto ancora chiedendo chi te l’ha consigliato… – ed hai cominciato lì a perdere. Ma non per la discesa in sé, sia ben chiaro, ma perché compiendo essa hai smesso di ascoltarmi. E così hai commesso il peccato peggiore: la superbia. Cosa credi? Che i peccati valgano solo per gli altri?!
Quante volte ti ho ripetuto quand’eri un ragazzo la prima regola? Esser presente senza esserlo, che si parli di te senza conoscerti, che si sappia di te senza credere addirittura alla tua esistenza, che si tema nominare il tuo nome anche se non si sa in che modo potresti far danno, ecc.
In quanti modi te l’ho detta? Centinaia, centinaia di migliaia. Ti ricordi come andavano bene le cose quando seguivi tale comandamento? Ed avevi scelto bene, la televisione è stata un’idea geniale, il modo migliore per entrare nella vita di tutti in silenzio, in sordina, nascosto dietro illusori fuochi artificiali e tante favole ben travestire e colorate. Avevi compreso in pieno il mio stile. Lo avevi reso moderno, attuale, alla moda, vincente secondo le regole del momento.
Ma, come spesso gli uomini fanno, hai ceduto ad una tentazione di troppo. La superbia, come ho già detto. Sei voluto apparire. E lì non ci sarebbe stato nulla di male se si trattava di pochi secondi. Superbia, Silvio, superbia. Sei voluto restare. E pure lì avremmo potuto rimediare, spostando le telecamere da te con qualche altra attrazione. Avrei potuto aiutarti alla grande, sono il maestro di tale arte. Ma tu ormai non mi ascoltavi più, anzi, hai esagerato. Apparire, restare ed essere dappertutto. E così cartelloni, manifesti, incarichi ufficiali e ad interim, relazioni con Tizio, accordi con Caio e poi, peggio di tutto, l’alleanza con quel dilettante di yankee. Ma scusa, non hai letto il mio libro nero? Quella famiglia ha perso in partenza. Quante volte pensi gliel’abbia detto al padre di farla finita col petrolio?! “George senior, lo vuole troppa gente, ci sono troppi interessi e sei troppo visibile!” lo stesso tuo errore, del resto. E cosa fa il figlio? Segue la stessa strada suicida… Io certe volte mi chiedo perché perdo tempo con voi uomini! Che so, forse dovrei appassionarmi ai topi. Vivono nascosti, sono tantissimi, dominano la terra – anche se all’interno di essa – e non guardano in faccia a nessuno quando hanno bisogno di qualcosa. Se solo non puzzassero così…
Che vuoi farci, stavo quasi per abbandonarvi al vostro destino ed ecco che sbuca nel nord d’Italia un tipo come te. Ah, quante promesse mancate. Ecco, tu sei per me un’enorme promessa mancata.
Ma torniamo alla lettera, così concludiamo una volta per tutte i nostri rapporti.
Allora, come ben sai, io vivo come tutti in un appartamento ed essa è arrivata anche a me.
Cosa credi? Io sono coerente con quello che dico, con quello che insegno. Io vivo come una persona qualunque, a Roma, ovviamente, una città molto interessante, dove ho quegli involontari alleati che sai…
Insomma, stavo tranquillamente uscendo di casa per fare una passeggiata quando vedo quella busta nella mia buca. Ed è lì che hai compiuto un errore di troppo. Anche tu, come quegli ingenui che ti seguono, proprio tu che ho allevato come un figlio, ti sei dimenticato di me, hai pensato di poter vincere senza di me, hai spedito quella insulsa missiva anche a me. Te l’ho già detto non è una buona cosa quando qualcuno non crede più alla mia esistenza e non è quindi capace di riconoscermi, è così che vinco per knock out, ma enormemente peggio è quando ciò capita a qualcuno che deve al sottoscritto la propria fortuna. In ogni caso osserva la sequela di errori che hai compiuto in questa tua ennesima impresa solitaria: Egregio signor ecc., così inizia il tuo messaggio, tre anni fa Le ho inviato una lettera come questa per chiedere il Suo voto. Ma possibile che tu abbia dimenticato ogni mio insegnamento ?! IO TRE ANNI FA NON ABITAVO QUI E QUINDI NON HO RICEVUTO NESSUNA LETTERA DEI MIEI STIVALI!!!
Che ti ho detto sempre ?! Mentire non è un problema, il problema sussiste se gli altri se ne accorgono!
Non credi che, come nel mio caso, ce ne saranno altri, furbacchione ?! E come pretendi di conquistarti il voto di codesti se dici loro una riconoscibile fregnaccia neanche alla prima riga della lettera ?!
Ma andiamo avanti: Ricevuta la fiducia dagli italiani ed assunta la responsabilità di governo, ho lavorato senza sosta, con tutta la tenacia e la determinazione possibile, per onorare gli impegni. Questa per me è la vera moralità nella politica: mantenere la parola data. Ecco, a parte il fatto che ti ho sempre detto di lasciar perdere il concetto di morale, che a noi non ci serve tirarla in ballo, dopo aver iniziato il discorso mentendo spudoratamente ti sembra il caso di sottolineare il peso della tua parola ?! O magari stai facendo riferimento a quel maledetto contratto che hai stipulato dal brufolone ?! Tu, che eri il mio golden boy, l’uomo in cui ponevo ogni speranza, dopo quell’altro ingenuotto di petroliere texano. La sera stessa, te lo dissi, quando tornasti a casa tutto trionfante dagli studi rai: NOI I CONTRATTI LI FACCIAMO FIRMARE, MICA LI FIRMIAMO NOI!!!
Ma proseguiamo, che non ho più tempo da perdere con te: …quanti cambiamenti abbiamo introdotto, quante battaglie abbiamo combattuto contro l’Italia degli sprechi e dei privilegi. Cosa ?! Tu non sai quante volte abbia letto e riletto questo passaggio! No, dico, ma che sei diventato Robin Hood ?! TU LI DEVI GARANTIRE, I PRIVILEGI, NON COMBATTERLI!!! Lo credo che molti dei nostri ti stanno guardando con diffidenza. Lo sai che sei diventato ? Un moralista, ecco.
Infatti, più avanti ti esprimi così: …dobbiamo opporci a chi ci vuole demoralizzare diffondendo pessimismo o addirittura odio e paura. Demoralizzare ?! E qual è il problema ?! E cos’è che ti demoralizza, se è lecito ? Odio e paura ?! Io, anche ora, ho le traveggole: ODIO E PAURA ? Ma su cosa credi si basi il nostro potere ? SU AMORE E CORAGGIO ? E CHE SIAMO ? L’ESERCITO DELLA SALVEZZA ?!!
Potrei citare ogni riga, Silvio, ma non voglio infierire. Saltiamo più avanti e troviamo questa: Tra poco (sabato 12 e domenica 13) si terranno le elezioni per il Parlamento Europeo. Lei sa bene quale importanza ha per noi ciò che si decide in Europa. Io ho una pazienza infinita, è risaputo, ma qui mi sono cadute letteralmente le braccia. Prima di tutto sai bene quante ore ti ho dedicato per insegnarti l’arte dell’adulazione. L’importanza di far sentire i tuoi uditori persone tanto straordinarie quanto dipendenti da te.
E tu cosa fai ? Tratti i tuoi – presunti, a questo punto… – elettori come scemi ?! SECONDO TE, MIA CIMA, CON TUTTO IL BERSAGLIAMENTO MEDIATICO SULLE ELEZIONI C’E’ BISOGNO CHE TU RICORDI LORO – ADDIRITTURA TRA PARANTESI – CHE ESSE CI SONO SABATO 12 E DOMENICA 13 ?!!! Ma questo non basta, nella frase seguente poni senza colpo ferire le sorti del tuo futuro nelle loro mani, sottolineando meschinamente la sua importanza per te. LA GENTE TI DEVE ACCLAMARE CONVINCENDOSI CHE TU SEI IMPORTANTE PER LORO E NON IL CONTRARIO, CAPPERO!!!
Di seguito: … è necessario che gli elettori non disperdano il proprio voto sui piccoli partiti che con uno, due, tre deputati, finiscono per non contare nulla nel Parlamento Europeo. DIVIDE ET IMPERA!!! Ti dice nulla questo motto ?!
Ma che ti frega se la gente disperde le proprie scelte ? MA NON E’ QUESTO IL NOSTRO OBBIETTIVO PRIMARIO ?!!!
Ed infine la conclamazione della tua superbia:
La mia è una ‘candidatura di bandiera’ perché come Presidente del Consiglio dei Ministri non potrò far parte del Parlamento Europeo, ma le preferenze che gli elettori mi attribuiranno scrivendo il mio nome sulla scheda elettorale varranno da riconoscimento per quello che sono riuscito a realizzare sino ad ora come principale protagonista della nostra politica estera, alla quale ho dedicato una parte rilevantissima della mia attività di Presidente del Consiglio. LA MIA CANDIDATURA, MI ATTRIBUIRANNO, IL MIO NOME, QUELLO CHE SONO RIUSCITO A FARE, HO DEDICATO, IL PRESIDENTE DI QUA, IL PRESIDENTE DI LA’. MA LA FINISCI DI METTERTI IN MOSTRA DA SOLO ?!! Non hai ancora capito che le ultime elezioni le hai vinte perché gli altri parlavano di te e non il contrario ?!
Lo sai cosa mi arriva da questa lettera ? PAURA. Paura di perdere. Ed è naturale che tu arrivassi a questo punto. Nessuno ce la fa senza di me. Nessuno può farcela se smette di seguire la mia voce. E la superbia è il peccato che commettete tutti, voi uomini. Mio sogno ed insieme mia immensa, tremenda,
delusione. Spero capirai che non ti guarderò rovinare ulteriormente quello che hai realizzato. Tanto ci rivedremo dove sai. Ed avremo molto, molto tempo per parlarne, non immagini quanto.
Non più tuo,

Lou Cyfer

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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