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(Da Reporter senza frontiere – www.rsfitalia.org/)
Massimiliano Melilli, ex-giornalista del settimanale locale Il Meridiano, è stato condannato in appello dal Tribunale di Trieste per diffamazione a un anno e mezzo di carcere e a 100mila euro di multa, il 24 febbraio 2004. In una lettera indirizzata al ministro della Giustizia, Roberto Castelli, Reporter senza frontiere ha denunciato con la massima fermezza questa decisione e ricorda che, conformemente alle raccomandazioni del Comitato dei diritti umani delle Nazioni unite e del relatore speciale per la promozione e la protezione del diritto la libertà di opinione ed espressione, le pene detentive per i reati a mezzo stampa devono essere soppresse.

“Se la parte che si ritiene diffamata ha evidentemente diritto di ottenere un risarcimento, è impensabile che un giornalista possa essere messo in carcere per avere scritto un articolo in uno dei paesi fondatori dell’Unione europea”, ha dichiarato l’organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa. “Arrestare questo giornalista sarebbe una vergogna per l’Italia e per l’Europa”, ha aggiunto Reporter senza frontiere che richiede una riforma urgente della legislazione italiana in materia di diffamazione.

Gli articoli incriminati, pubblicati il 9 e il 16 novembre 1996, riportavano dei “rumor” su delle serate erotiche alle quali avrebbe partecipato l’alta società triestina. Nei suoi articoli il giornalista prendeva particolarmente di mira, senza tuttavia nominarla, Rosanna Illy, moglie di Riccardi Illy, all’epoca sindaco della città all’epoca e attuale presidente della regione Friuli-Venezia Giulia. Rosanna Illy aveva negato il suo coinvolgimento negli episodi descritti negli articoli e aveva denunciato per diffamazione Melilli, ribadendo inoltre che la sua versione dei fatti, riportata in un’intervista pubblicata da Il Meridiano, era stata totalmente deformata dal giornalista.

Nel processo di primo grado, che si è svolto il 1° giugno 2000, Massimiliano Melilli e Francesco Paticchio, caporedattore del settimanale, erano stati condannati a un anno e mezzo di carcere, mentre l’accusa chiedeva una pena a sei mesi di prigione. In appello, la posizione di Francesco Paticchio è stata stralciata per motivi di salute. Massimilano Melilli ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello.

Reporter senza frontiere ricorda che nel 2001 la giustizia italiana ha già condannato Stefano Surace, ex-direttore del settimanale Le Ore, a una pena detentiva senza il beneficio della condizionale, mentre nel 2002 ha dichiarato colpevole per lo stesso reato Raffaele Jannuzzi, ex-giornalista del quotidiano Il Giornale di Napoli.

La versione in inglese del comunicato

“Locking up this journalist would be a real disgrace for Italy and for Europe”, said Reporters Without Borders. Shocked by an 18-month prison sentence against Massimiliano Melilli, it has called for urgent reform of Italian legislation.

A former journalist for the local weekly II Meridiano, Massimiliano Melilli, was sentenced on appeal to 18 months in prison and ordered to pay a 100 000 euro fine for defamation by a court in Trieste, north-east Italy.

Reporters Without Borders strongly condemned the 24 February sentence, in a letter to Justice Minister Roberto Castelli, pointing out that under recommendations by the UN Human Rights Commission and the UN Special Rapporteur on Freedom of Opinion and Expression, prison sentences should not be imposed for press offences.

“Although the party who believes itself defamed is obviously entitled to reparation, it is however unthinkable that a journalist should be imprisoned, in the one of the founding countries of the European Union, for having written an article,” said the international press freedom organisation. “Locking up this journalist would be a real disgrace for Italy and for Europe,” it added, calling for urgent reform of Italian legislation on defamation.

The offending articles, published on 9 and 16 November 1996, reported on rumours of “erotic parties” supposedly attended by Trieste high society. The journalist especially focused on Rosanna Illy, wife of the then mayor, now president of the Frioul-Vénétie region, Riccardo Illy, but without actually naming her. Rosanna Illy denied the allegations and had sued for libel, saying that the journalist had distorted her remarks, in an interview carried by Il Meridiano.

At the lower court on 1st June 2000, Massimiliano Melilli and Francesco Paticchio, the newspaper’s editor in chief, were sentenced to 18 months in prison, although the prosecution had called for a six-month sentence. On appeal, Paticchio was discharged because of his poor state of health. Melilli appealed to the Court of Cassation.

Reporters Without Borders recalled that Italian courts handed down prison sentences for defamation in 2001, against Stefano Surace, former managing editor of the weekly Le Ore, and in 2002, against Raffaele Jannuzzi, former journalist on the daily Il Giornale di Napoli.
Reporters Without Borders defends imprisoned journalists and press freedom throughout the world, as well as the right to inform the public and to be informed, in accordance with Article 19 of the Universal Declaration of Human Rights. Reporters Without borders has nine national sections (in Austria, Belgium, France, Germany, Italy, Spain, Sweden, Switzerland, and the United Kingdom), representatives in Abidjan, Bangkok, Buenos Aires, Istanbul, Montreal, Moscow, New York, Tokyo and Washington and more than a hundred correspondents worldwide.

© Reporters Without Borders 2002

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Questo sito nacque alla fine del 1999 con l'obiettivo di offrire un contributo alla riflessione sulla crisi della democrazia rappresentativa e sul ruolo dei mass media nei processi di emancipazione culturale, economica e sociale. Per alcuni anni Nonluoghi è stato anche una piccola casa editrice sulla cui attività, conclusasi nel 2006, si trovano informazioni e materiali in queste pagine Web.

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